di Cesare Pluchino
Solo la comunicazione di Giorgio Massari risulta interessante, gli interventi delle pentastellate Marabita e Sigona colorano un’atmosfera di totale grigiore
Una situazione, quella del consiglio comunale di Ragusa, che difficilmente si potrà riprendere.
L’amministrazione, ormai, nemmeno si preoccupa di celare, anche malamente, la totale indifferenza nei confronti del civico consesso. Da voci di corridoio, pare che sia stato un ex assessore a suggerire, insistentemente, al primo cittadino, il rispetto appena dovuto al Consiglio.
Gli assessori nemmeno giustificano, per formalità le loro assenze, anche i dirigenti non si fanno vedere, non si sa se per decisone propria o indotta.
I consiglieri non brillano per le presenze, molti della maggioranza sembra si sforzino per confermare il basso livello di questa civica assise, quelli delle minoranze, per la maggior parte hanno affogato il mandato conferito dagli elettori in strategie di opposizione che hanno finito per non tenere in conto il bene comune e l’interesse della collettività.
Le poche ‘luci’ del Consiglio, si perdono come in uno spettacolo circense scadente, dove l’esibizione di valore di qualche artista non riesce ad alzare il livello dello spettacolo.
Le sedute ispettive non dovrebbero essere il palcoscenico delle opposizioni che vorrebbero mostrare i muscoli alla città, il Presidente del Consiglio dovrebbe limitare questo tipo di sedute, ancorché previste dal regolamento, se non produttive e senza la presenza garantita di amministratori e dirigenti che debbono rispondere alle interrogazioni. Si va alla seduta per acquisire la giustificazione lavorativa e il gettone di presenza, con l’occasione si fa opposizione, possibilmente con gli stessi argomenti già diramati alla stampa.
Un canovaccio che ormai non fa nemmeno sorridere, come una volta.
Argomenti spesso futili, in ogni caso posti male, con il precipuo interesse di condurre una opposizione, da tre anni senza risultati, della quale, ormai, nemmeno molti giornali si interessano.
L’attenzione verso questo tipo di sedute è classificata dal numero di visualizzazioni dello streaming, ma anche le sedute non ispettive non attirano folle di spettatori.
L’unico intervento degno di nota, come solitamente avviene, quello di Giorgio Massari che tocca tre argomenti sensibili. Il reddito di cittadinanza propinato dall’amministrazione grillina, anche a beneficio del blog di Grillo, che, secondo il consigliere del PD, non può essere minimamente assimilato ad una misura, utilizzata anche all’estero, che prevede sostegno a chi non ha reddito, preferibilmente perché ha perso il lavoro, senza graduatorie e senza mediazione familiare, addirittura, fuori dall’Italia, concessa anche a titolari di reddito fino a 20.000 euro.
Una misura di dignità sociale, di carattere universale, che Massari non vuole possa essere accostata al tradizionale sostegno agli indigenti.
E qui, l’intervento di Massari solleva enormi perplessità: se si possono comprendere le finalità malcelate degli amministratori nell’utilizzare la misura come megafono di propaganda per il Movimento, a livello regionale e nazionale, ci si chiede il ruolo di dirigente e funzionario che, in conferenza stampa, hanno avallato, sostenuto e difeso l’azione del sindaco, dell’assessore e dell’amministrazione.
In Italia siamo abituati alle eventuali trovate illusionistiche dei politici, ma ove lo fosse quella del Sindaco Piccitto, viene da chiedersi chi ricopre i ruoli amministrativi e in quale maniera.
Altra problematica ‘seria’, affrontata da Massari, è stata quella dell’immobile comunale di via Berlinguer, finanziato e costruito come residenza per anziani, che il Sindaco, di concerto con il vice Iannucci, ha deciso di destinare a sede del Comando di Polizia Urbana.
Una decisione che ha scatenato proteste diverse: in Consiglio Massari ha espresso l’assoluta contrarietà per una scelta che ha definito sbagliata, denunciando la disattenzione sociale per anziani e disabili ai quali era destinata la struttura.
In un comunicato degli appartenenti al Patto di Consultazione, Giovanni Iacono solleva anche questioni di legittimità per il cambio di destinazione di una realizzazione finanziata con fondi dell’Assessorato regionale alla famiglia.
La querelle, che sembra appena all’inizio, suscita non pochi interrogativi: della possibile destinazione a sede del Comando della Polizia Locale si discute da tempo, allorquando fu il Commissario Rizza a deliberare per il cambio di destinazione non ci furono sollevazioni.
Non vorremmo che la protesta fosse strumentale per andare contro l’amministrazione. Sorge poi il dubbio sul perché, in un contesto di civili rapporti e di reciproco rispetto che, sempre, si ostentano, prima di intervenire con comunicati di fuoco, o quasi, non si tenti di capire le motivazioni delle scelte che potrebbero essere anche motivo di ulteriori critiche.
Da una semplice esplorazione telefonica, in ambienti vicino all’amministrazione, abbiamo appreso che i bandi per la manifestazione di interesse a gestire la struttura sono andati deserti: si apprende che la struttura è da completare, pare sia a disposizione solo un 50 % delle camere della struttura, fattore che determinerebbe il disinteresse di potenziali gestori.
Il completamento avrebbe dei costi elevati, vicini al milione di euro, che sconsiglierebbero, al momento, ogni ipotesi progettuale.
Non stiamo qui a discutere le scelte del sindaco e del suo vice – pare che non ci sia stato un grosso coinvolgimento di altri amministratori e, meno che mai, dei consiglieri comunali – non sappiamo se convenga utilizzare mezza struttura o completarla con il rischio di lasciarla chiusa ancora per anni.
Ci poniamo solo tre domande:
limitandoci solo a questi tre anni, perché nessuno mai ha parlato della fine di questa struttura e nessuno mai ha posto interrogativi sul mancato completamento?
Quali sono le motivazioni che frenano i pentastellati a fare emergere queste tristi verità lasciate in eredità dal passato?
Non sarebbe il caso di tracciare un bilancio delle eredità?
Sembra che abbiamo ereditato solo incompiute: il parcheggio di piazza del Popolo completo solo per metà, sia dentro che fuori, la residenza per anziani pure, i progetti di riqualificazione del centro storico, pure, la pista di pattinaggio del tutto incompleta, fogne da completare, rete idrica da riqualificare e creare nelle contrade, tutte cose che i silenti consiglieri del passato e del presente desiderano ora realizzate dai grillini che, guarda caso, però, giudicano incompetenti e inadeguati.
Quesiti che destano non poche perplessità e meriterebbero risposte circostanziate che, purtroppo, non arriveranno. Ci sarebbe da restare allibiti per gli aspetti paradossali di certe situazioni.
Ma ci pensano le consigliere Sigona e Marabita a distrarre l’opinione pubblica: la prima ha inscenato una delle sue solite reprimende contro l’amministrazione e contro il vicesindaco Iannucci, nella sua qualità di assessore alla viabilità, per la questione dei parcheggi residenti in centro storico, lanciando accuse di indifferenza all’indirizzo degli amministratori con esclusione degli assessori Corallo e Leggio che sarebbero i soli a rispondere alle istanze dei consiglieri.
Il suo appello ai valori fondanti, ma disattesi, del Movimento 5 Stelle, è stato ripreso dalla consigliera Marabita che con tono assai accorato, al limite della commozione, ha espresso il grande scontento per vedere traditi i principi ispiratori del programma elettorale del Movimento, trovandosi in grande imbarazzo nell’ascoltare gli interventi di alcuni esponenti delle opposizioni, molti dei quali contenuti dovevano essere, invece, cavalli di battaglia della politica a cinque stelle.
Per restare in argomento, lunedì 7 novembre altra seduta del civico consesso che si preannuncia ‘calda’ sul fronte dei rilievi all’amministrazione, prevedibile, dopo tanto tempo, un intervento del consigliere Dario Gulino che, come si ricorderà, aveva posto un ultimatum al Sindaco: ci doveva essere un incontro chiarificatore che, pare, non si è potuto combinare, verosimile che qualcuno torni sull’argomento.
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