di Cesare Pluchino
Gestione approssimata e invischiata nelle maglie della burocrazia e della concertazione
La tassa di soggiorno costituisce un’entrata non indifferente per le casse comunali, destinata, in forma esclusivamente prioritaria, a finanziare interventi in materia di turismo.
Per l’anno 2016 si prevede una somma superiore ai 500.000 euro, che potrebbe permettere di dare una impronta significativa alle politiche turistiche.
Come spesso avviene quando la politica si mette di mezzo, il meccanismo della tassa di soggiorno non è andato a regime, molte delle somme stanziate risultano non spese, i fondi sono impantanati fra le maglie delle rigide regole del bilancio, non si riesce a dare una svolta, complice un regolamento apposito che, forse, complica l’iter di destinazione dei fondi.
Serve chiarire che, a termini di regolamento, è la Giunta comunale che sottopone all’approvazione del Consiglio comunale un piano di utilizzo, sentito il tavolo tecnico previsto dall’art. 13 del regolamento, l’Osservatorio permanente che “ha il compito di monitorare gli effetti dell’applicazione dell’imposta e di formulare proposte correttive”
Una funzione di controllo e di indirizzo che è stata stravolta nei suoi principi ispiratori.
Fino all’anno precedente attorno all’Osservatorio gravitava un’atmosfera di forte riservatezza, era difficile anche conoscere le date di convocazione delle riunioni, ancor meno i contenuti delle stesse.
Il nuovo assessore, Nella Disca, interpellata, nulla ha eccepito sulla presenza alle riunioni dei rappresentanti degli organi di informazione, per cui è possibile avere maggiore contezza della situazione inerente i fondi della tassa di soggiorno
Una fonte di considerevole autofinanziamento per il turismo che, purtroppo, ancora oggi, non viene sfruttata adeguatamente, quantomeno non si riesce ad ottenere effetti tangibili
Non si può dire che le responsabilità siano esclusivamente dell’amministrazione, quanto, piuttosto, del Consiglio Comunale e, segnatamente, sembra paradossale ma è così, di certe opposizioni che hanno condizionato la definita stesura del piano di utilizzo, per comprovate e ormai accertate strategie politiche alle quali la maggioranza grillina si è inchinata e come pare volersi inchinare anche per il piano 2016.
Solo per citare un aspetto, accordi imposti da identificate porzioni delle opposizioni, portarono alla decisione di erogare la somma considerevole di 100.000 euro per la società di gestione dell’aeroporto di Comiso, per l’istituzione di un a tratta dedicata.
Qualcuno dice che si trattava del ringraziamento per una poltrona concessa altrove ad un trombato eccellente, fatto sta che anche per l’anno successivo, il 2015, fu stanziata una somma quasi pari, 80.000 euro.
Penoso constatare che, ad oggi, non è stata istituita nessuna tratta, le somme risultano inutilizzate, c’è solo un complicato iter per riacquisirle al bilancio e decidere la nuova destinazione.
Incapacità e inefficienze al punto tale da non sapere nemmeno approfittare del ‘cadeau’. Ma ci sono anche altre somme andate in economia, perché non utilizzate, molte in attesa di essere concretamente finalizzate.
Se la politica non riesce ad ottimizzare una facile fonte di entrate per i suoi compromessi, e gioca ancora con possibili soluzioni forzate, se non azzardate, dalle rotte aeree siamo ora passati ai tour operators, sempre all’insegna della spudorata commistione fra interessi pubblici e privati.
L’osservatorio permanente, del quale sono componenti il sindaco o un suo delegato, l’assessore al turismo, quattro consiglieri comunali, due di opposizione e due di maggioranza, due rappresentanti degli albergatori, un rappresentante delle associazioni datoriali uno delle associazioni di consumatori, per quanto detto, non sembra adempiere perfettamente al ruolo di controllore o, quantomeno, sembra indifferente al mancato reale utilizzo delle somme.
Non migliore sembra l’azione propositiva, condizionata da compromessi interni e, soprattutto dalla inevitabile condivisione delle scelte con la maggioranza consiliare, determinante per l’approvazione finale del piano di utilizzo.
Anche per questo aspetto ci sono gravi discrasie, con dichiarate intenzioni di abbandonare il tavolo ove il Consiglio Comunale stravolgesse gli indirizzi del tavolo, posizioni allarmanti di chi vorrebbe addirittura condizionare il civico consesso, dimenticando il proprio ruolo esclusivamente consultivo.
Tutto questo si apprende dalle riunioni del tavolo tecnico, lo si può evincere anche dai verbali delle riunioni, per comprendere come lo stesso, forse, complichi le cose più della politica.
Politica, leggi amministrazione, che condiziona il piano di utilizzo con scelte predeterminate, spesso discutibili, perché la tassa di soggiorno viene considerata panacea delle limitazioni di bilancio.
Ecco, allora, che dalla tassa di soggiorno devono venir fuori i fondi per il protocollo Palomar, quelli per manifestazioni i ed eventi altrimenti non più sostenibili, quelli per le immancabili spartizioni di ‘pani e di pesci’, tipiche della politica di ogni colore, citata in una riunione dell’Osservatorio come ‘spartizione della pagnotta per motivi politici’.
La presenza al tavolo di imprenditori del settore alberghiero, a cominciare dal Presidente dell’organo, Pinuccio La Rosa, potrebbe facilitare il compito del tavolo: gli imprenditori mostrano, appunto come nel caso del dott. La Rosa, spiccato senso prativo e propongono iniziative concrete, scevre da orpelli e condizionamenti politici, andando al sodo delle questioni e proponendo iniziative dai riscontri certi, su basi metodologiche concrete e non affidate a semplici intuizioni dall’esito incerto.
Assessore e rappresentante della maggioranza, nella fattispecie il consigliere Massimo Agosta, unico presente fra i consiglieri comunali alle ultime riunioni, mostrano contezza delle problematiche, lasciano, malcelata, la sensazione che hanno piena consapevolezza di quello che, alla fine, passerà in aula, ma non vogliono mostrare l’autorevolezza di riportare il tavolo ai compiti previsti dal regolamento.
Perché non si può pretendere di proporre l’intervento di una qualificata agenzia per un piano di marketing territoriale e rivendicare anche il potere di scelta della stessa agenzia o dell’iter da seguire per indicare le peculiarità di una pianificazione territoriale, come pure non si può pretendere di entrare nel merito della gestione del personale per il funzionamento degli uffici turistici.
Solo tempo perso e sottratto ad un efficace dibattito sulle scelte da operare.
Dalle riunioni, che sono state propedeutiche alla stesura del piano che dovrà predisporre l’amministrazione, è emersa una attenzione esagerata verso i tour operators che, però, come ha evidenziato la delegata del Sindaco, dott.ssa Tuzzolino, e il presidente dell’ASCOM cittadina, destinerebbero gli arrivi solo verso una fascia medio alta di strutture ricettive, mentre sarebbe opportuno spalmare le presenze sulle strutture anche piccole, naturalmente quelle autorizzate e in regola con le normative.
La spiccata, e forse interessata, attenzione per i tour operators ha distolto quella dovuta per una intelligente proposta del consigliere Agosta che prevedeva l’organizzazione di un evento dedicato esclusivamente alla stampa di settore, anche internazionale, iniziativa che, da sola, avrebbe notevoli riscontri in termini di promozione turistica del territorio, non legata a condizionamenti dei tour operators che, alla fine, fanno, prevalentemente, i loro interessi.
Dalle proposte scaturite c’è una bozza di piano di intervento che raccoglie molte delle istanze presentate al tavolo, ma che lascia trapelare quelli che sono gli indirizzi già decisi dall’amministrazione.
Sulla base ipotetica ma anche abbastanza realistica di 550.000 euro di introito, si prevede di contemplare il protocollo Palomar, quello con la Diocesi per l’apertura delle Chiese, la migliore funzionalità degli uffici turistici, i contributi alle strutture ricettive secondo il disposto dell’articolo 11 del regolamento, e una macrovoce identificata come ‘promozione del territorio’ dove saranno annegate, secondo voci di corridoio, iniziative varie, predilette dall’amministrazione e da talune opposizioni, che vedranno consistenti impegni per le manifestazioni culturali a forte valenza turistica o per accordi con qualche tour operator, inopinatamente e irresponsabilmente propagandati attraverso la stampa come già conclusi.
Non manca la pioggia di microinterventi, spesso sottostimati, come ha fatto rilevare il Presidente La Rosa, come nel caso del materiale promozionale, delle visite guidate, e per il miglioramento della fruizione dei beni culturali cittadini.
In un contesto di diffuso assistenzialismo ad iniziative di vario genere, non manca la voce di interventi per la promozione della collezione di abiti d’epoca.
