Sono giorni assai intensi per il Sindaco Cassì e per la sua giunta, sottoposti a forti pressioni per tanti avvenimenti, all’interno della stessa maggioranza, per pressioni provenienti dalle minoranze, fra le quali una Lega in armi con rinnovato impegno locale, per la questione della quarta commissione, per le questioni irrisolte di sviluppo economico e di centro storico, per le questioni attinenti scalo merci e palazzo Tumino, per le questioni attinenti la raccolta differenziata, a cui si aggiungono le pressioni delle associazioni datoriali per le misure di sostegno alle categorie danneggiate dai lockdown.
Fatti non sempre accompagnati da una comunicazione e da una informazione gestite in maniera accettabile, con comunicati e post in sovrabbondanza su alcuni avvenimenti e silenzio che si preferisce su altri, anche se certa stampa privilegiata, da sempre, dal comunicatore di palazzo, è presente dove altra stampa è ignorata.
Ma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, così, attraverso una nota di Confimprese Iblea, facendo domande in giro si apprende che c’è stato un incontro in video conferenza dell’amministrazione con alcune associazioni datoriali, Federalberghi, CNA, Confcommercio e Confimprese, per parlare di ristori alle aziende del settore ricettivo e della ristorazione.
Nulla trapela dell’incontro, forse perché l’amministrazione voleva ufficializzare nuove misure nella conferenza stampa prevista per mercoledì 17 marzo, sui temi inerenti questioni tributarie, TARI in particolare.
Ma c’è un comunicato di Confimprese Iblea che parla di uno spiraglio che si sarebbe aperto su tasse e tributi per le attività commerciali, a Ragusa., spiraglio che sarebbe stato annunciato, come si legge nel comunicato di Confimprese, nel corso di una videoconferenza, dal sindaco Peppe Cassi, dall’assessore allo sviluppo economico Giovanna Licitra e da Giovanni Iacono assessore al bilancio, che, evidentemente, hanno pensato bene di anticipare i contenuti della conferenza stampa.
Confimprese parla di una proroga al 31 dicembre per la tassa sull’occupazione del suolo pubblico che, peraltro, può essere ampliato in termini di fruizione senza costi aggiuntivi, ma si tratta, senon andiamo errati di norme nazionali per le quali il Comune si deve semplicemente adeguare.
Si parla, poi, ancora, di u a sostanziale riduzione della TARI per le attività commerciali, previa modifica dell’articolo 51 del regolamento: si tratta di sancire una diversa interpretazione, alla quale si era dichiarato contrario l’ex dirigente ai tributi, il dott. Scrofani, relativamente alla norma che prevede una riduzione del 50% per periodi di chiusura, fra i quali non era prevista, però, secondo il dirigente, il fermo pandemico.
Una norma che il Comune vorrebbe introdurre, ritenendo valide le motivazioni derivanti dalla inattività coatta di molte aziende.
Il Presidente di Confimprese, Occhipinti, parla di un risultato importante, sarebbero state accolte le richieste avanzate, per cu ringrazia “l’assessore allo sviluppo economico Giovanna Licitra e il sindaco Peppe Cassi che hanno seguito con attenzione e dedizione l’intero iter”.
A noi non sembra che ci siano risultati importanti, in ogni caso ancora da sottoporre all’approvazione del Consiglio del Comunale, quello di Occhipinti di Confimprese ci sembra, piuttosto, solo un tentativo di indorare la pillola rispetto alle forti critiche espresse, in precedenza, nei confronti di assessore Licitra e sindaco per il mancato rispetto di impegni che sarebbero stati presi nel corso di incontri con Confimprese.
E’ stato sempre di tutta evidenza che le possibilità e le competenze del Comune su questo tipo di interventi sono limitate, quelli che mancano sono gli interventi regionali, sempre annunciati e pervenuti, quando pervenuti, con estrema lentezza, si attendono gli aiuti di stato che, in effetti, ci sono stati e ci saranno, ma non potranno mai soddisfare le legittime esigenze di un comparto stremato dalle misure restrittive, per certi versi inevitabili e necessarie ai fini della tutela della salute.
