Si gioca sulla cultura il rilancio del centro storico superiore

Ormai consolidato, a diciotto mesi dalla fine del mandato, il fallimento totale delle politiche di sviluppo economico e considerati i tempi lunghi e la complessità di norme urbanistiche che possano favorire un rapido ripopolamento residenziale del centro superiore, Cassì e la sua amministrazione affidano alla cultura il ruolo di motore della parte antica della città.
In attesa che i percorsi della Vallata Santa Domenica vadano a regime, dalle scale del Carmine di recente riaperte, all’altro percorso sul costone della vallata, sempre dal Carmine, oltre a quello principale che dovrebbe assicurare la fruibilità piena della vallata, il sindaco si affida a due dei pochi collaboratori validi del suo entourage, l’assessore alla cultura e alle politiche giovanili, Clorinda Arezzo, e al collaboratore per le politiche giovanili, Simone Digrandi, per lanciare il Centro Commerciale Culturale, la struttura che dovrebbe diventare, nelle intenzioni del sindaco e di quanti ci hanno visto nell’iniziativa, l’attrattore, al momento unico, per riportare la gente, e i giovani in particolare, in centro.
È questa la questione principale che attiene al CCC, più della sua inaugurazione, attesa da mesi.
Della struttura se ne è parlato, un potenziale della città, di proprietà dell’Opera Pia, affittato dal Comune e ripristinato nelle diverse sale adibite a riunioni, convegni, cinema all’aperto, una sala per una scuola di musica, spazio per mostre ed esposizioni, sala per prove, registrazioni e incisioni musicali, sala per attività creative e artigianali, sala conferenze e auditorium, in quella che una volta era l’aula grande del Tribunale, aule studio, sala per riunioni e per un archivio che contenga la storia del sito, come cuore pulsante di tutta la struttura.
Al centro il grande chiostro, al quale si era dato il nome di ‘Spiazzati’, luogo d’incontro, di spettacoli, di cinema, di intrattenimento in genere, con l’unica piacevole nota nuova del verde, assai contenuto ma mirabilmente curato.
Peccato siano spariti, nei discorsi, nelle cronache e nei post, gli accattivanti nomi dei vari locali, forse rimasti sulle targhe esterne, ‘Concerto’, ‘wow’, ‘scruscio’, ‘Manifesta’, ‘Inaudito’, ‘Meditazione’ e ‘ArchiVIVO’, come pure il nome che era stato dato al centro, ‘l’assembramento’, forse poco citato, se non del tutto abbandonato, per dare spazio all’intitolazione per Mimi’ Arezzo.

All’inaugurazione del Centro Commerciale Culturale, il Sindaco e l’assessore Arezzo, gli assessori Spata, Giuffrida, Iacono e Rabito, il Presidente del Consiglio Ilardo, i consiglieri comunali, tutti della maggioranza, Iacono, anche in qualità della Commissione cultura e politiche giovanili, con il collaboratore del sindaco sulla materia, Simone Digrandi, Raniolo, Schininà, Occhipinti e il capogruppo Tumino. Presenti anche l’on.le Stefania Campo, il Soprintendente De Marco e il Presidente dell’Opera Pia, l’on.le ing. Franco Antoci.
Mostra del maestro Leone e rassegna cinematografica all’aperto, settimanale, in attesa che i giovani, veri fruitori potenziali della struttura possano movimentare la zona, in attesa, ma ci vorranno anni, di completare i lavori per il cinema Marino, per gli uffici nella vicina ex biblioteca comunale, per la parte finale di via Roma.
Un quartiere per la cultura, con le Chiese, il Museo della Cattedrale, nella speranza che resti qualcosa del Museo Archeologico, sempre che riapra, un centro affidato per ora solo alle attività di ristorazione, troppo concentrate attorno alla piazza San Giovanni e vivo solo nelle ore serali.
Dopo l’apertura del Museo del Costume, in verità iniziativa ereditata dalla passata amministrazione, la prima vera realizzazione di questa amministrazione nel campo culturale, con ampia attenzione riservata, alle politiche giovanili.

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