Sicilia, sempre storia travagliata per bilanci e finanziarie

Si dice sempre che la Sicilia ormai vede la luce in fondo al tunnel per i conti economici sempre difficili da gestire per le pesanti eredità del passato, ma nemmeno con professionisti del calibro di Gaetano Armao mancano i problemi, come non mancano le critiche feroci da parte delle opposizioni politiche che manifestano, ormai in tutta chiarezza, una sfiducia di fondo nel governo Musumeci che pare, sempre più destinato al tramonto.
Doveva diventare bellissima, l’obiettivo è rimandato.

E’ arrivata la parifica del bilancio 2019 della Regione ma numerose sono le rettifiche richieste per una lunga serie di poste in bilancio che rischiano di creare nuovi buchi nei conti.
Contestazioni per 1 miliardo e 400 milioni, 531 milioni di euro i risultati di amministrazione considerati irregolari dalla corte, non meno gravi disavanzo e le quote di disavanzo non recuperate nel rendiconto 2018 e da ripianare nel 2019 per un totale di oltre 875 mln.
Ostenta tranquillità l’assessore all’Economia Gaetano Armao, che considera comunque positiva la parificazione e attende il dispositivo dell’atto con le motivazioni per esprimersi sulle modifiche richieste.

Ma i problemi per l’amministrazione regionale non sono solo questi: il Consiglio dei Ministri, ha impugnato dieci articoli della Finanziaria regionale stabilendo, di fatto, lo stop al percorso di stabilizzazione di 4500 precari Asu della regione e bloccando gli avanzamenti di carriera del personale regionale
Nonostante l’intervento personale, a Roma, dell’assessore Armao, il CdM ha impugnato dieci articoli perché, si legge nel provvedimento, le norme eccedono “dalle competenze statutarie della Regione siciliana” e “violano gli articoli 3, 81, terzo comma, 97, 117, secondo comma, lettera e), l), m), e terzo comma, e 118 della Costituzione”.
In pratica effetti deleteri per il precariato, per il percorso di stabilizzazione per il personale Asu in servizio presso gli enti locali dell’amministrazione regionale. Si tratta di quasi 4500 dipendenti impiegati da più di 20 anni in diversi uffici periferici e che il governo Musumeci avrebbe voluto stabilizzare con la manovra approvata ad aprile dall’Ars. Per il Mef, però, alla norma manca perfino la copertura finanziaria e violerebbe anche i principi costituzionali di parità fra i lavoratori.
Anche in questo caso, a fronte di critiche severe che si levano da più parti, Armao minimizza e considera l’impianto della manovra finanziaria assolutamente salvo e corretto, parla di poche norme impugnate, una decina su 115, una sconfitta per chi vedeva saltata tutta la manovra, norme per buona parte di iniziativa parlamentare, considerazione questa del vicepresidente della Regione che ha suscitato non poche repliche.
Con la norma sui precari ASU, saltano aumenti per il personale, progetti in favore degli studenti con disabilità,
l’incremento orario per i medici veterinari specialisti ambulatoriali, alcune importanti terapie mediche, l’avvio dei progetti per la fornitura di cannabis terapeutica.

Numerose le lamentele e le critiche all’azione del governo, le esprimono la CISL, la CGIL che chiede il commissariamento della Regione, per il segretario generale della Uil Sicilia “I rilievi della Corte dei Conti, ampi e pesanti, mettono profondamente in discussione l’affidabilità del governo regionale, la situazione contabile che emerge dai rilievi del pm Zingale non è che il completamento di un bilancio fallimentare di questa legislatura.”

Per il Pd si tratta di un fallimento chiaro dell’azione di governo “Musumeci abbia il coraggio di riconoscere il fallimento del suo governo confermato dalle numerose disfunzioni gestionali ed amministrative e dalle irregolarità contabili evidenziate nel corso dell’udienza per la parifica del rendiconto generale della Regione siciliana per l’esercizio 2019″ dicono il capogruppo PD all’Ars Giuseppe Lupo, ed il segretario regionale Anthony Barbagallo.
“Non è più accettabile l’improvvisazione dimostrata dal governo Musumeci nella gestione delle risorse, che ha aggravato la precarietà finanziaria della Regione.

Analoga la posizione dei 5 stelle per i cui deputati “Il quadro dipinto dalla Corte dei Conti è disarmante con tinte molto scure, evidenziata la molteplicità e l’eterogeneità delle aree di criticità finanziarie della macchina regionale, criticità che mettono anche in dubbio l’attendibilità del risultato di amministrazione. A questo punto c’è solo da prepararsi al peggio”.
“La propaganda di Musumeci si scontra con la dura realtà raccontata dalla Corte dei Conti. Chi governa deve essere credibile ed attuare quanto serve per mettere in sicurezza i conti e per evitare che la nave affondi. I siciliani sono veramente stufi di questo fallimentare governo regionale” hanno concluso i 5 Stelle.

Musumeci parla di regione che ha voltato pagina nella gestione dei bilanci, e recuperato credibilità finanziaria, di un Governo regionale che non chiede prebende o regalie, ma le risorse per garantire l’espletamento delle funzioni statutariamente attribuite e i livelli essenziali delle prestazioni costituzionalmente riconosciuti.
Il presidente Musumeci ha affrontato poi il tema del finanziamento degli enti locali «che ci inquieta e che, se non affrontato con urgenza e determinazione, rischia di provocare la paralisi dei Comuni».
Ha posto l’accento sulla necessità di restituire competenze agli enti intermedi, le ex province, con l’obiettivo di trasmettere presto all’Ars un disegno di legge che completi una riforma fatta in passato con troppa fretta.

Ma le opposizioni sono di idee ben diverse: preoccupazioni espresse da Marianna Caronia per la bocciatura di alcune norme della Finanziaria, “Le parole dell’Assessore Armao, che tenta di scaricare sul parlamento regionale la responsabilità, lasciano sconcertati. Non è più tempo, se mai lo è stato, di dire che “va tutto bene” perché la crisi economica e sociale della Sicilia non può essere affrontata con superficialità o sminuendo la portata dei problemi.”

Di scarsa autorevolezza e credibilità dei vertici del governo regionale parla l’On. Carmelo Pullara Presidente e segretario organizzativo di Onda, Movimento Popolare Regionalista, “Questa ennesima bocciatura del governo nazionale – prosegue il deputato- si abbatte sul nostro lavoro e sulle nostre battaglie ma in maggior modo sulla pelle di questi lavoratori vessati e presi in giro da anni con promesse su promesse mai realizzate.”

Caustico Claudio Fava che, sugli articoli della finanziaria regionale impugnati dal Consiglio dei Ministri, a proposito delle dichiarazioni di esponenti del governo . “la manovra ha retto”, afferma : “Se non ci fossero di mezzo le vite di migliaia di siciliani verrebbe da dire che dalla tragedia siamo precipitati nella farsa”.

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