Sanità provinciale, se non è tempesta, di sicuro è bufera

Un momento non certo felice per la sanità locale che sopravvive solo grazie alle tante eccellenze fra il personale medico e per il grande impegno del personale infermieristico.
Per il resto, il destino è nelle mani della politica e non c’è da stare allegri, perché, oltrepassato il limite per il quale si possono addebitare criticità e mancate soluzioni all’eventuale inadeguatezza della direzione strategica, ci si imbatte nei vertici regionali che hanno dimostrato considerare più importante la conservazione delle poltrone che non lo sviluppo e la crescita di determinati settori importanti.
Del resto, l’inadeguatezza del governo regionale si vede per la questione incendi, invece di una attenta e seria programmazione, nei mesi invernali, per concrete opere di prevenzione e controllo, ci si rifugia nel richiedere lo stato di emergenza, come il bambino che piange dopo aver rotto il vaso.
Cosa aspettarsi da un Presidente che mentre la Sicilia brucia, mentre le guardie mediche sono senza medici, si trastulla ad accogliere un ministro per ammirare un restaurato Caravaggio oppure passa il weekend per godere del festival del cavallo organizzato dalle parti di casa con enorme dispendio, more solito, di risorse pubbliche, fra le solite bancarelle di prodotti tipici locali?
Guardando a questi particolari si comprende come, in sostanza, eventuali responsabilità dei vertici della sanità locale possano essere ascritti, senza tema di errore, alle superiori gerarchie contro cui, alla fine, un direttore generale è impotente, anche se volesse ribellarsi.
In una terra dove anche la questione dei furbetti del vaccino, fra cui c’erano anche dirigenti e funzionari dell’ASP, finisce a tarallucci e vino, le proteste per le criticità sfumano come il vino quando si prepara lo stufato di carne.

Anche se provenienti da un candidato sindaco della città, a Vittoria emergono sempre grosse criticità, le solleva Piero Gurrieri che denuncia un organico insufficiente nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del ‘Guzzardi’ di Vittoria.
Parla di procedure concorsuali che portano medici nel reparto, ma gli stessi chiedono il trasferimento e lo ottengono.
Poi c’è la passerella del deputato della congrega del Presidente e dell’assessore regionale e spuntano due medici per il reparto, con somma soddisfazione del candidato sindaco che vede riuscita la sua protesta, dopo aver subito il giudizio sulla stessa per le dichiarazioni ritenute demagogiche, fuorvianti ed allarmistiche.
Soddisfazione del candidato che annacqua i particolari poco opportuni, per usare un eufemismo, della visita nel reparto del parlamentare: perché Gurrieri si dice felice che le sue dichiarazioni fuorvianti, demagogiche e allarmistiche portano alla soluzione, ancorché molto parziale, dei problemi, così insisterà, nello stesso modo, per sollecitare interventi per la TAC che non funziona, ma a Vittoria è un must, per le guardie mediche senza medici, e per altre criticità di una sanità allo sfascio.
Poi, Gurrieri fa scadere la sua importante protesta a livello di scontro elettorale con la destra che tace sulle evidenti criticità, la stessa destra che complice dello scioglimento del consiglio comunale ha grossi problemi a ripresentarsi con lo stesso giro.

Anche a Ragusa si alza la protesta e il consigliere comunale di Ragusa Prossima, Gianni Iurato, si chiede perché i sindaci della provincia non alzino la voce per il fallimento del sistema sanitario sul territorio.
Ma Iurato sa che non è questione di alzare la voce, è questione di scendere in piazza, come per la sanità così per la crisi idrica, per i rifiuti, per la pulizia del verde in città, per l’urbanistica, per le tante risposte che si attendono, invece di perdere tempo a corteggiare l’amministrazione.

Gianni Iurato si sofferma sulla carenza di medici per le guardie mediche estive, che comporterà, quasi certamente, la mancata attivazione di molte strutture.
Sono problematiche di ordine superiore, derivanti da politiche e da scelte sbagliate per le politiche sanitarie, ma, come sempre avviene, tutti se ne preoccupano quando le guardie mediche dovrebbero essere già aperte.
Ma su questo particolare, essendo tutti responsabili, nessuno ne parla.
La preoccupazione è quella di precisare che non si tratta di incompetenza del Direttore Generale, perché mai non si parla del Direttore Sanitario per molte delle problematiche rimane un mistero, come per tante altre problematiche che afferiscono alla parte sanitaria della triade strategica.
Iurato sa che è un problema di carattere nazionale, meglio diremmo regionale, perché non si fa promotore di un Ordine del Giorno da presentare in tutti i Consigli Comunali per impegnare le amministrazioni a mettere sotto accusa i vertici della sanità ?
Certo soffermarsi sul numero chiuso nelle Università o sulla lentezza delle procedure concorsuali o delle selezioni fiduciarie non ci porterà i medici per questa stagione, come non li porterà nei reparti dove c’è carenza o nei Pronto Soccorso che, stranamente, appena allentata l’emergenza pandemia, ridiventano salotto privilegiato dei cittadini.
Rimane l’appello ai sindaci per organizzare la protesta, sarebbe meglio organizzare la gente e coordinare una protesta forte che deve partire dalla lotta contro chi è già in campagna elettorale e condiziona le sue scelte sulla base delle opportunità politiche del momento,

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