Precisazioni dell’assessore Iacono sul piano di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica comunale

In merito a notizie di stampa che riportano il comunicato di un gruppo politico sul piano di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica comunale, l’Assessore alla pubblica Istruzione, Giovanni Iacono precisa:
“E’ in atto un confronto con gli organismi scolastici e le parti sociali previste e solo a fine del confronto vi sarà il piano definitivo.
Il nuovo dimensionamento nasce per risolvere criticità e problematiche annose che vedono coinvolte gli studenti e le famiglie e nasce da diversi dati di fatto, incontrovertibili, di cui chiunque, in buona fede e che affronta la delicata questione non ad usum delphini, deve tenere conto per compiere le scelte.
La popolazione scolastica in 20 anni è scesa di poco più del 22 %, da 8.185 alunni a 6.438 alunni. Non vi è più un alunno su 5. Un saldo demografico che si registra anno per anno e risulta variegato in rapporto alle diverse
realtà del territorio. A Marina di Ragusa si è registrata per 26 anni fino al 2016 la necessità di avere 3 sezioni di scuola materna e dal 2016, in soli 5 anni, si sono già aggiunte altre 3 sezioni di scuola materna e non sono ancora sufficienti poiché i bambini residenti, di età 3-5 anni quali potenziali fruitori, sono 186 e quindi il fabbisogno è, ulteriormente, maggiore perché sarebbero 7 le sezioni necessarie.
Si cresce, in questa parte del territorio, al ritmo di due sezioni ogni 2 anni e quindi di una classe di elementare ogni 3 anni.
A fronte di questa crescita in questa parte del territorio vi sono altre realtà dove in 5 anni si è perso un intero ciclo elementare e quindi 125 bambini ed una sezione di scuola materna.
L’attuale configurazione scolastica non è razionale, non è il frutto di un confronto con le parti istituzionali interessate e non è il dimensionamento che era stato deliberato dal Comune di Ragusa con deliberazione n. 35/2013 a seguito di proposta sottoscritta e condivisa da tutti i dirigenti scolastici in data 28/1/2013.
Quella deliberazione fu cambiata, non si sa su input di chi, in sede di Assessorato regionale e, riteniamo, abbia diverse criticità ed irrazionalità.
Non si possono avere edifici scolastici a poco meno di 300 metri da un Istituto comprensivo ma essere accorpati con altri istituti molto più distanti. Ed in queste situazioni registrare l’assurdità di mantenere l’attuale assetto che comporta plessi con classi vuote mentre altri Istituti limitrofi, non di appartenenza, che
devono rifiutare le iscrizioni.
Il piano di dimensionamento e razionalizzazione è ancora in fase di confronto e quindi è suscettibile di modifiche e cambiamenti che devono essere coerenti con l’obiettivo generale di risoluzione delle diverse necessità funzionali tese a garantire l’efficace esercizio dell’offerta formativa, la stabilità nel tempo, l’equilibrio ottimale tra domanda ed offerta di istruzione e formazione, la conformità alla normativa vigente che privilegia la costituzione di Istituti comprensivi, la territorialità”.

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