Il Sindaco Cassì al consueto incontro su facebook per gli auguri di fine anno

Una scelta, quella del Sindaco Cassì, di incontrare la città su facebook per un incontro che serve per fare gli auguri per le festività di fine anno e tracciare un bilancio dell’attività svolta.
Una scelta che, deliberatamente, evita l’incontro, più tradizionale in politica, con gli organi di informazione, un appuntamento del quale pochi hanno avuto notizia, se non quelli che seguono facebook e la pagina del sindaco, un auspicato ma debole confronto con i cittadini che hanno posto poche e indolori domande.
Una sorta di comizio di fine anno che, come ormai consuetudine di tutti i suoi discorsi, il Sindaco Cassì ha incentrato, prevalentemente sulle attività legate alle opere pubbliche.
Una costante, ormai, del verbo di Cassì è il vanto dell’amministrazione virtuosa, delle buone pratiche di questa amministrazione che riceve, a suon di finanziamenti, attestati da parte della Regione e dello Stato che apprezzano la puntualità e la estrema regolarità delle procedure, l’ottimo funzionamento degli uffici, la progettazione avanzata di eccellenza per molte opere pubbliche che consente l’approvazione dei progetti e l’erogazione di finanziamenti, non solo consistenti ma anche, in percentuale, superiori come fetta, ad altri partecipanti agli stessi bandi.
Nel caso delle opere pubbliche, la valenza del lavoro degli uffici, dei progetti, non è da mettere in discussione, e, sotto certi aspetti, l’amministrazione ci mette poco, ineccepibili i riconoscimenti per le opere al lungomare Bisani, di allargamento dell’area della pista ciclabile, da destinare ai pedoni, o come nel caso di riqualificazione dell’ex quartiere a luci rosse della città.
Qualcosa da ridire quando il sindaco vanta i finanziamenti per gli aiuti alimentari, da parte della Regione, per la rendicontazione puntuale da parte degli uffici, ma se quelle sono le normative, non si vede dove stia il merito degli uffici se non quello di fare il normale lavoro.
Comunque, siamo i primi della classe, in molte materie, e questo sbandiera il primo cittadino, perché delle materie dove si va male, non parla.
Totale silenzio su interventi per contrade e periferie, su sviluppo economico, su trasporto pubblico, su manutenzioni delle strade e decoro urbano, sui necessari interventi in tema di beni culturali, sulle criticità della sanità locale, sulla necessaria e prevista bonifica della discarica, sull’abbattimento mai realizzato di strutture abusive nella zona di Passo Marinaro, sulla scarsa promozione dei prodotti tipici locali, tutte cose, per le quali, peraltro, nessuno ha fatto domande.
Di cosa ci parla, allora, il nostro sindaco nel suo intervento di fine anno, a cui mancherebbe, da naturale corollario, quello degli assessori che dovrebbero fare, ciascuno, un bilancio dell’anno appena passato?
Ci parla di lavori pubblici, a partire dall’ultimo, la riqualificazione degli spazi di piazza Stazione e di piazza del Popolo, fatto salvo un cenno ai servizi e alle attività per i disagiati e le famiglie in difficoltà economiche.
Ma non si parla di disabili, di minori, di donne che subiscono violenza e di ragazze madri, di emergenza abitativa, di diritto allo studio e al doposcuola per soggetti in difficoltà.
I gioielli da esibire sono le opere pubbliche, quasi tutte realizzabili, ripetiamo, grazie a finanziamenti meritati per la virtuosa amministrazione.
Il Sindaco mette insieme le poche realizzazioni completate, tutte riferibili ad opere minori e la grande progettazione che ridarà un volto nuovo alla città, secondo una strategia precisa di risveglio del centro storico e di recupero di immobili e strutture abbandonate e dimenticate da tempo.
Un progetto, nel suo complesso, grandioso e che potrebbe veramente dare un volto nuovo alla città, ma occorrerebbe sapere quando e se tutto, oltre che fruibile, sarà veramente sfruttato dai cittadini.
Perché, per soffermarci a Piazza Stazione, il problema non è al riqualificazione ma portarci la gente.
Cassì parte da piazza del Popolo e ci parla della stazione che verrà riqualificata dalle ferrovie, nell’ambito del programma della metroferrovia, con oltre dieci milioni di euro, ma se non passeranno e non si fermeranno i treni che ci devono mettere in facile comunicazione con le altre parti della Sicilia, la piazza e la Stazione rimarranno vuote.
Dalla stazione si passa all’adiacente area dell’ex scalo merci e qui si annuncia la prossima presentazione del progetto di ristrutturazione, non lo ha citato ma sarebbe forse il masterplan dell’architetto Grasso Cannizzo.
Poi si passa al centro storico, al City, di prossima riapertura, alla Vallata Santa Domenica, ancora non fruibile, nonostante i tanti interventi, si citano, come fruibili, le Latomie di cava Gonfalone, si vantano gli interventi, in atto su ex cinema marino ed ex biblioteca comunale, si accenna alla riqualificazione e utilizzo dei locali dell’opera Pia per il Centro Commerciale Culturale, finora la sola opera, su locali non di proprietà comunale, pensata, realizzata ed effettivamente fruita dai cittadini, di tutte le età, soprattutto giovani.
Si accenna alla possibile riconversione di palazzo Ina, mentre si preferisce sorvolare sulle iniziative di concedere in comodato gratuito immobili comunali.
Quasi tutto da realizzare e da mettere a regime, con tempi tutti da verificare.
Tempi tutti da verificare anche per Marina di Ragusa, per le molte opere già finanziate ma che stentano a partire: la pista ciclabile, prima parte da piazza Malta alla zona della ex Fazenda, il resto fino a Playa Grande, la riqualificazione del lungomare Andre Doria, per il quale si attende il decreto da troppo tempo, l’allargamento dell’area della pista ciclabile al lungomare Bisani, il progetto di un nuovo e grande edificio scolastico per la frazione marinara.
Un sindaco fiducioso, legittimamente, per tutto quanto dovrebbe arrivare da Agenda Urbana, dal bando per le periferie, relativamente alle opere di connessione alla metroferrovia, il grande progetto che farò grande Ragusa, a patto che ci saranno i viaggiatori sulla tratta da Ibla all’ospedale nuovo.
Non poteva mancare un cenno al palazzo Tumino per cui si arriva al terzo step di ipotesi: dopo il tentativo di acquisizione, quello di acquisizione indiretta tramite privato che lo acquista e lo cede in affitto, da ultimo la possibilità di un intervento diretto del Ministero competente tramite i fondi del PNRR destinati alla giustizia e alle cittadelle giudiziarie.
A proposito di PNRR, di cui si parla da tempo, si scopre che siamo all’anno zero, con la creazione di una struttura comunale interna, guidata dal segretario comunale, che si dovrà occupare di intercettare queste risorse e indicarne la gestione migliore per la città, sempre che arrivino e per quale destinazione.
Per finire, qualche cenno alla transizione ecologica, che oggi fa chic, sempre subordinata ai fondi del PNRR, per digitalizzazione della pubblica amministrazione, soluzioni energetiche e altre diavolerie lontane dalla nostra realtà, si parla anche del possibile utilizzo della Scuola dello Sport e di un nuovo corso di laurea inerente all’economia sostenibile, nel campo del turismo e dell’agroalimentare.
Si chiude con gli aiuti alimentari, con l’ultima consistente tranche ottenuta grazie alla perfetta rendicontazione delle precedenti.
Programmi di tutto rispetto, ineccepibili le fonti di finanziamento e il riconoscimento per la buona amministrazione, ma sarebbe da verificare, non per sfiducia in Cassì, quali e quante erogazioni sono devolute ad altri comuni, soprattutto dalla regione siciliana, perché, a leggere solo i comunicati stampa della Presidenza della Regione Siciliana, si ha l’impressione che, da noi, arrivano solo le briciole.
Vorremmo sbagliarci.

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