Quando è stato presentato il progetto per la riqualificazione dell’area dell’ex scalo merci di Ragusa, l’agronomo incaricato della realizzazione del piccolo parco aveva parlato di risparmio della CO₂, grazie al verde dell’area. Per rispetto all’ospite non ci eravamo messi a ridere, consapevoli dell’impossibilità di quantificare il risparmio e perché, in un’area dove si pensa di insediare una stazione degli autobus, parlare di risparmio di CO₂ è irrispettoso nei confronti di chi ascolta o di chi legge.
Ora, è Legambiente Ragusa che fa pervenire una nota non firmata, né dal Presidente del locale circolo ‘Il Carrubo’, né da altri esponenti dell’associazione ambientalista, una nota che, comunque, per la competente e doviziosa componente dei contenuti, ne acclara la paternità qualificata.
Legambiente fa le pulci all’amministrazione Cassì meglio di altri, con dati di fatto, come sempre: in attesa dei bandi per 2,5 miliardi di euro che il PNRR destina per interventi di messa in sicurezza e la riqualificazione delle città e dei territori italiani, il Ministero per la Transizione Ecologica ha lanciato un “Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano”, destinato alle città con più di 60.000 abitanti, finalizzato ad aumentare la resilienza dei sistemi insediativi soggetti ai rischi generati dai cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle ondate di calore e ai fenomeni di precipitazioni estreme e di siccità.
Invece di realizzare molti ettari di bosco periurbano con abbattimento di decine di tonnellate di CO2, il Comune di Ragusa sceglie di utilizzare i fondi della misura, per il progetto urbanistico di riqualificazione dell’ex scalo merci per realizzare un piccolo giardino.
L’associazione ambientalista rileva come, nel 2021, si sono registrati in Italia 187 fenomeni meteorologici che hanno provocato danni nei territori con nove vittime. La Sicilia con 30 eventi estremi è la regione più colpita e Catania, Palermo e Agrigento tra le città più colpite. Questi numeri ci ricordano quanto le città italiane abbiano bisogno di urgenti interventi di adattamento a un clima che rende piazze e strade sempre più pericolose durante le piogge di forte intensità e le case sempre più invivibili durante le ondate di calore.
Secondo Legambiente, “il Comune di Ragusa, partecipando al bando, ha ricevuto 620.000 € che, a quanto sembra, a tutto serviranno tranne che a sperimentare interventi decisi e veloci contro i cambiamenti climatici.
Con questa somma intende realizzare un’area a verde, di poco più di 6.000 mq, nell’area dell’ex scalo merci, spendendo 100 €/mq per poche decine di alberi e un prato, così come emerge dal progetto presentato in conferenza stampa.
Formalmente, il comune di Ragusa aderisce alle tracce del MITE per gli interventi denominati “green e blue“ ma ottiene risultati ridicoli rispetto ad altri interventi a maggior effetto come i boschi periurbani.
Con la stessa somma si sarebbe potuto rimboschire un’area di 30.000 mq con 1800 alberi alti 3 metri e 20/25 cm. di circonferenza più 5.000 arbusti, oppure un’area 200.000 mq con 16.000 alberi alti 1 metro in fitocelle più 7.000 arbusti.”
Ma non c’è da meravigliarsi, a parte la questione ambientale, se l’amministrazione fa un uso disinvolto dei fondi a disposizione, basti ricordare che, appena insediata, questa amministrazione, utilizzò i fondi della tassa di soggiorno per pagare il personale dell’ufficio turistico e del Castello di Donnafugata.
Ma siamo in Italia. e fino a quando qualche organismo superiore non decreterà che l’amministrazione ha sbagliato, come nel caso in oggetto, non si potrà dire nulla.
È come per l’utilizzo delle royalties o per il ‘disallineamento’ dei fondi residui della Legge su Ibla per i quali non si è saputo più nulla, di sanzioni e di responsabilità addebitate a qualcuno degli amministratori o dei dirigenti. Poi, se qualcuno parla di ‘repubblica delle banane’, si trova anche chi si scandalizza.
Legambiente passa poi, a eccepire qualcosa sulle pratiche dell’amministrazione Cassì, non ritenute, evidentemente, come propaganda il sindaco, pratiche virtuose di buona e sana amministrazione.
“E’ una decisione, quella di destinare i fondi concessi per interventi per l’adattamento delle città ai cambiamenti climatici al progetto urbanistico dell’ex scalo merci, che mette in mostra tutte le difficoltà del comune ad affrontare la transizione ecologica, dalla mancanza di un assessore all’ambiente, il sindaco evidentemente non se ne può occupare a tempo pieno, alla scarsa cultura ambientale degli uffici che seguono sempre e solo un approccio ingegneristico. L’unico agronomo del comune di Ragusa è andato in pensione anni fa e non è stato più sostituito.
I fondi della transizione ecologica, che dovrebbero essere gestiti prioritariamente e principalmente dal settore Politiche Ambientali, Energetiche, Verde Pubblico e Mobilità, sono appannaggio di altri settori.”
Ma, anche in questo, nessuna novità, la specializzazione di questa amministrazione è quella della elasticità nelle competenze dei vari assessori, con quello ai lavori pubblici che si occupa di edilizia sportiva, di centri storici, di bandi comunitari per il Castello, di verde pubblico, come nel caso dell’area dell’ex scalo merci, quello allo sviluppo economico e ai trasporti che si occupa di cultura e di viabilità, quello ai beni culturali che si occupa di spettacoli e intrattenimento, il tutto con la copertura di un Sindaco non solo consenziente ma promotore di questi ‘scambi’.
Conclude la nota di Legambiente che, in ogni caso, riportiamo, integralmente alla fine dell’articolo:
“Vedremo cosa dirà il Comune di Ragusa quando dovrà diffondere i risultati conseguiti con gli interventi finanziati. Che gli alberi piantumati nell’ex scalo merci hanno assorbito in media tra 750 e 1.500 kg di CO2 all’anno, quando con un intervento nel parco agricolo urbano, a parità di spesa, se ne sarebbero potuti assorbire tra 36.000 e 90.000 all’anno senza considerare gli arbusti?
Invitiamo il Comune, visto che si è ancora in tempo, a voler riconsiderare la scelta dell’area dove sperimentare interventi di adattamento ai cambiamenti climatici e a trovare altri fondi per il giardino previsto per l’ex scalo merci.”
Unica nota di rilievo che vogliamo sollevare sulla nota di Legambiente, il passaggio “L’area sarebbe già disponibile, (per il potenziale sfruttamento ottimale dei fondi NdR) il parco agricolo urbano, che aspetta solo i fondi disponibili, che ci sono, ma che sembra prenderanno un’altra direzione.”
La questione del parco agricolo urbano è, tutt’ora in alto mare, la regione non ha approvato la variante specifica e. proprio a giorni, il 14 gennaio, ci dovrebbe essere, al TAR di Palermo, l’esame del ricorso del Comune di Ragusa contro le decisioni dell’assessorato regionale.
Questa la nota di Legambiente:
PARTE MALE L’UTILIZZO DEI FONDI PNRR SULLA TRANSIZIONE ECOLOGICA
Invece di realizzare molti ettari di bosco periurbano con abbattimento di decine di tonnellate di CO2, utilizzati nel progetto urbanistico di riqualificazione dell’ex scalo merci per realizzare un piccolo giardino.
Nel 2021 si sono registrati in Italia 187 fenomeni meteorologici che hanno provocato danni nei territori con nove vittime. La Sicilia con 30 eventi estremi è la regione più colpita e Catania, Palermo e Agrigento tra le città più colpite. Questi numeri ci ricordano quanto le città italiane abbiano bisogno di urgenti interventi di adattamento a un clima che rende piazze e strade sempre più pericolose durante le piogge di forte intensità e le case sempre più invivibili durante le ondate di calore. Proprio per far fronte a questi problemi, in attesa dei bandi per 2,5 miliardi di euro che il PNRR destina per interventi di messa in sicurezza e la riqualificazione delle città e dei territori italiani, il Ministero per la Transizione Ecologica ha lanciato un “Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano”, destinato alle città con più di 60.000 abitanti, finalizzato ad aumentare la resilienza dei sistemi insediativi soggetti ai rischi generati dai cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle ondate di calore e ai fenomeni di precipitazioni estreme e di siccità.
Il comune di Ragusa, partecipando, al bando ha ricevuto 620.000 € che, a quanto sembra, a tutto serviranno tranne che a sperimentare interventi decisi e veloci contro i cambiamenti climatici. Il comune con questa somma intende realizzare un’area a verde di poco più di 6.000 mq nell’area dell’ex scalo merci spendendo 100 €/mq per poche decine di alberi e un prato, così come emerge dal progetto presentato in conferenza stampa.
Formalmente il comune di Ragusa aderisce alle tracce del MITE per gli interventi denominati “green e blue “ ma ottiene risultati ridicoli rispetto ad altri interventi a maggior effetto come i boschi periurbani. Sembrerebbe che ancora al comune di Ragusa non si crede che la crisi ambientale sia già in atto, e pesantemente, come dimostrano le trombe d’aria e le piogge torrenziali di un mese fa e le ondate di calore a luglio ed agosto. Con la stessa somma si sarebbe potuto rimboschire un’area di 30.000 mq con 1800 alberi alti 3 metri e 20/25 cm. di circonferenza più 5.000 arbusti, oppure un’area 200.000 mq con 16.000 alberi alti 1 metro in fitocelle più 7.000 arbusti. L’area sarebbe già disponibile, il parco agricolo urbano, che aspetta solo i fondi disponibili, che ci sono, ma che sembra prenderanno un’altra direzione. E’ una decisione, quella di destinare i fondi concessi per interventi per l’adattamento delle città ai cambiamenti climatici al progetto urbanistico dell’ex scalo merci, che mette in mostra tutte le difficoltà del comune ad affrontare la transizione ecologica, dalla mancanza di un assessore all’ambiente, il sindaco evidentemente non se ne può occupare a tempo pieno, alla scarsa cultura ambientale degli uffici che seguono sempre e solo un approccio ingegneristico. L’unico agronomo del comune di Ragusa è andato in pensione anni fa e non è stato più sostituito. I fondi della transizione ecologica che dovrebbero essere gestiti prioritariamente e principalmente dal settore Politiche Ambientali, Energetiche, Verde Pubblico e Mobilita’ sono appannaggio di altri settori. Vedremo cosa dirà il comune il comune di Ragusa quando dovrà diffondere i risultati conseguiti con gli interventi finanziati. Che gli alberi piantumati nell’ex scalo merci hanno assorbito in media tra 750 e 1.500 kg di CO2 all’anno quando con un intervento nel parco agricolo urbano, a parità di spesa, se ne sarebbero potuti assorbire tra 36.000 e 90.000 all’anno senza considerare gli arbusti? Invitiamo il comune, visto che si è ancora in tempo, a voler riconsiderare la scelta dell’area dove sperimentare interventi di adattamento ai cambiamenti climatici e a trovare altri fondi per il giardino previsto per l’ex scalo merci.
