Venti di guerra all’interno della Consulta Femminile, con intromissioni strane del Comune

Una nota dell’Associazione Adesso basta fa trapelare alcune frizioni che si sono determinate all’interno della Consulta Femminile, a seguito dell’ingresso dell’Associazione nell’organismo e alle successive dimissioni della Presidente a cui seguirono quelle di altre componenti della Consulta.
Successivamente sono state inoltrate alla vicepresidente, subentrata per statuto alla dimissionaria Presidente, richieste di partecipazione a manifestazioni pubbliche di solidarietà per le donne afghane, richiesta che fu disattesa in quanto la consulta si trovava in una fase ‘dormiente’, definizione che, anche su precisa richiesta di dimissioni non fu chiarita.
Successivamente, nonostante richieste a norma di statuto, l’assemblea non è stata convocata, addirittura alle istanze è stata data risposta dai funzionari comunale e dal Sindaco che hanno invitato a soprassedere “fino a quando il Consiglio comunale avrebbe ratificato le modifiche apportare allo statuto della Consulta.”
Una ingerenza strana che fa trapelare mosse sotterranee di non meglio precisata natura.
Addirittura, ad una ennesima richiesta di convocazione dell’assemblea, la vicepresidente risponde che “l’assemblea, salvo imprevisti, sarà convocata dopo il periodo estivo”.
Di certo, su tutta la questione aleggia qualcosa di molto strano, di certo al limite della legittimità e della regolarità
A supporto della nota è stata allegata la corrispondenza citata, avvenuta nei mesi precedenti, l’associazione Adesso Basta conclude evidenziando come “il perdurare di questa situazione sta diventando sempre più grave sottraendo a un organo – Consulta Femminile – di partecipazione e democrazia la possibilità di svolgere la sua preziosa attività senza capire per quale motivazione.”

Documento dettagliato corrispondenza ADESSO BASTA

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