Il resoconto della approvazione del bilancio preventivo del Comune di Ragusa ha suscitato qualche dissenso, anche da parte di lettori solitamente benevoli nei confronti di chi scrive.
Si è voluta evidenziare una immagine distorta di quello che sarebbe avvenuto in aula, per il mancato apprezzamento di un percorso condiviso teso ad eliminare ogni forma di contrasto tra amministrazione e opposizioni, di concerto con il capogruppo di maggioranza.
Si è voluto ribadire il valore oggettivo e inconfutabile di un bilancio da primi della classe, riconoscendo razionalità e pragmatismo alle minoranze che hanno potuto esprimere i contenuti del lavoro svolto.
In sintesi, ci viene contestato di aver trasformato il dovuto merito per un bilancio di eccellenza, approvato nei termini, in commedia, in una rappresentazione della realtà che non sarebbe la realtà.
A questo punto non accettiamo di far parte dello stuolo dei topi attirati nel fiume, dove annegano, dal pifferaio magico, e, al riguardo, ci piace ricordare come va a finire la favola, nella quale il sindaco della città infestata dai topi, alla fine, con ingratitudine, non riconosce il compenso pattuito al pifferaio.
E la critica all’articolo ci spinge a spiegarne lo spirito: nessuna eccezione per il bilancio, riconosciuto come atto di indiscussa valenza, ineccepibile e incontestabile, non solo nei contenuti ma anche per la stesura e la presentazione.
Nessuno contesta il successo dell’amministrazione che ha visto approvare il bilancio senza esitazioni, senza rilievi, senza contestazioni da parte di minoranze che si sono, legittimamente, allineate.
Ci sia consentito considerare altro il ruolo delle minoranze, a meno che non si voglia tentare di allineare anche chi scrive. Come già avvenuto, si può tentare di telefonare al direttore della testata.
Abbiamo, altresì, riconosciuto una maggioranza buona, allineata, inquadrata, nonostante qualche astensione e nonostante l’ammissione finale del primo cittadino che ha parlato di nocciolo duro in seno alla maggioranza, comunque coesa e compatta.
Assodato questo ulteriore tassello della politica dell’amministrazione che mira, senza malcelati intendimenti alla riconferma, almeno del sindaco, è d’obbligo riconoscere che il resoconto della seduta ha messo in risalto alcuni interventi degli amministratori, non contestati dalle minoranze che, però, negli stessi istanti lanciavano comunicati stampa di critica su molti degli argomenti trattati.
Abbiamo rilevato l’incongruenza di una nota introduttiva del sindaco al DUP più rivolta a celebrare quanto progettato e quel poco di realizzato, invece che proiettata a illustrare le strategie del prossimo triennio.
Abbiamo rilevato anche come le aperture nei confronti degli emendamenti delle minoranze si siano risolti in poche e poco significative approvazioni, come se qualcuno se ne fosse andato a casa con qualche cioccolatino e due caramelle.
La critica del pifferaio magico ci induce a rimarcare alcuni aspetti emersi dagli interventi, che abbiamo rilevato non tanto nella sostanza, argomenti ormai noti e trattati, quanto nella totale mancanza di eccezioni da parte delle minoranze che così continuiamo a chiamare, per la percezione che anche solo il nome di opposizioni può apparire come un fastidioso venticello nella giornata limpida e serena.
Se non ci fosse stata la critica al resoconto, avremmo potuto evitare di rigirare il coltello nelle piaghe.
Sentir parlare di buoni alimentari per merito dell’amministrazione, casomai degli uffici, di vallata Santa Domenica aperta, di orti sociali assegnati, di gruppo di lavoro permanente per l’intercettazione dei fondi del PNRR, di mobilità sostenibile, delle continue giustificazioni alla cronica lentezza per opere pubbliche anche di scarsa consistenza, come la scala di sicurezza del Museo Archeologico, ormai ha stancato l’uditorio.
Com’è ormai evidente che non ci sono figure all’altezza, in Comune, per l’urbanistica, si rileva anche come, ancora dopo mesi, ci si ritrovi impreparati di fronte all’opportunità dei fondi del PNRR, per i quali è palese un incedere a tentoni che si rileva dalla mancanza di circostanziate risposte.
Ma, del resto, è evidente che, nel settore, si è andati avanti a grandi discorsi, a paroloni e a termini stranieri, senza che dal limone sia uscito succo a sufficienza.
Nella parte strategica del DUP avremmo voluto leggere, nell’introduzione del sindaco, di digitalizzazione, di sanità, di rivoluzione green, ci siamo ritrovati a parlare di rifacimento facciate e acquisto di autobotti, di divergenza di vedute sul Museo del prodotto contadino, ancora da aprire o già aperto, invece abbiamo dovuto arrenderci alla realtà, non alla sua rappresentazione, di tutto quello che resta sul tappeto, crisi idrica, contrade abbandonate al loro destino, centro storico da risvegliare, collettori idrici per evitare allagamenti da realizzare, impianti sportivi in perenne manutenzione straordinaria, miraggi della vallata Santa Domenica, dell’ecomuseo, dell’area dell’ex scalo merci, dei collegamenti fra la vallata e Ibla, del parcheggio di Ibla, di piani di viabilità, di isole pedonali, di carenza di personale per il verde pubblico e i bagni pubblici, tutte cose che ancora si aspettano.
Per inciso, ci deve essere riconosciuto che nel resoconto della prima seduta abbiamo ammesso la piena legittimità di visioni diverse della situazione, la diversa percezione, sottolineata dal consigliere Schininà, come pure abbiamo dato conto del legittimo vanto del capogruppo di maggioranza Tumino per la sana e incontestabile amministrazione, per i conti in ordine, per il recupero dell’evasione, per la ripresa di tanti progetti nei cassetti da troppo tempo, per una chiara attenzione a tutte le misure per rivitalizzare il centro storico e per valorizzare le mete turistiche del territorio.
