Emendamenti al bilancio, più una resa che un atteggiamento costruttivo

Si vuole rappresentare una realtà che non è esistita, se non nella resa totale delle opposizioni. L’amministrazione Cassì è riuscita, alla fine, ad addomesticare i residui delle opposizioni, come nemmeno riesce a contenere i dissidi interni alla maggioranza, e anche all’interno della giunta.
Una seduta per l’approvazione del bilancio, che vede assenti i capigruppo Mirabella e Iurato, silente del tutto la rappresentante della Lega, assente e fuori dalla seduta, se non per la discussione generale e per l’intervento finale, il capogruppo 5 Stelle che ha usato, comunque, in queste brevi apparizioni, toni al borotalco, è il quadro di una resa incondizionata che ha sancito l’inconsistenza di opposizioni, alcune delle quali con leader altrettanto inconsistenti, che fanno solo politica di comodo.
Riteniamo che, compito precipuo dell’opposizione è quello, se non di fare ostruzionismo, almeno di lasciare il segno con interventi profondi che mettano a nudo le criticità dell’amministrazione.
La partita è stata una inutile passarella del capogruppo PD Chiavola, i cui emendamenti erano quasi tutti firmati anche dal collega D’Asta, e dal consigliere Gurrieri del Movimento 5 Stelle.
Una passerella per tenere il microfono in mano e tentare di dare una impressione di impegno per la città, di lavoro a favore della comunità.
Poco valore, o nullo, hanno le parole dei vertici dell’amministrazione e della maggioranza che hanno parlato di clima disteso, costruttivo, nell’interesse del bene comune. Non si può parlare di avversari politici quando gli avversari non ci sono.
Di 58 emendamenti, tre erano dell’amministrazione per aggiustamenti in corso d’opera, solo 4 sono stati approvati e 11 bocciati, tutto il resto è stato ritirato, con la scusa che c’erano i pareri contrari, su qualcuno si è voluto imbastire un minimo dibattito, ma solo per fare passerella, una occasione per mettere in evidenza necessità della città, in un clima di consueto totale menefreghismo degli amministratori.
Gli stessi emendamenti approvati non erano pregnanti, un contributo accessorio per l’affidamento alle aziende agricole della scerbatura delle strade extracomunali, l’istituzione di un osservatorio per le povertà, questo senza impegno di spesa, del PD, altri due emendamenti hanno avuto una approvazione simbolica, con stanziamenti non bastevoli, ma segnale di iniziative che dovrebbero avere un seguito, questi del primo firmatario Gurrrieri e dei due dem.
Quanto valore hanno queste due approvazioni è testimoniato dal mancato intervento, richiesto da un apposito emendamento approvato, nel passato bilancio, per una scala di sicurezza della scuola Schininà.
Fra i principali emendamenti respinti dalla maggioranza in aula, la pavimentazione di strade extraurbane, interventi per la villetta di san Giacomo, quelli di possibili utilizzi della casa protetta di via Berlinguer, perché a destinazione vincolata, quello riguardante la scala di sicurezza del Museo Archeologico, e quello per aiuti allo smaltimento di amianto.
Per il resto, tutta una serie di emendamenti che si possono definire creativi, quasi tutti con parere contrario o, addirittura inammissibili, pareri che stroncavano, sul nascere, ogni minima valenza della proposta.
Molti riguardavano opere ordinarie dell’amministrazione che, se è restia a fare cose essenziali, figurarsi se permetteva l’approvazione di emendamenti che avrebbero potuto stravolgere la linea di governo.
Era appunto l’assessore ai lavori pubblici che, in più di una occasione, riconosceva l’importanza dell’intervento ma si appellava alle priorità del programma che, però nessuno conosce, né nei termini, né nella sostanza.
C’era di tutto, area di sgambettamento cani, zona viale delle Americhe, contrasto alle discariche abusive, viabilità dolce, retei idriche e fognarie a San Giacomo, addirittura un polivalente e la delegazione comunale nella frazione rurale, mercato ittico a Marina e rionale a San Giacomo, delegazione comunale anche a Punta Braccetto.
Una sorta di strategia elettorale, dai riscontri tutti da verificare, i firmatari potranno sempre ostentare gli emendamenti e dire che sono stati bocciati o ignorati dalla maggioranza. Ma, se la gente ricordasse tutti gli emendamenti bocciati nei 5 anni, sarebbe una automatica débacle per amministrazione e maggioranza.
Si dovrebbe, casomai, al momento delle elezioni, preparare un apposito report con tutto quello che è stato snobbato dalla maggioranza, l’amministrazione potrà sempre dire che è stato il Consiglio Comunale a bocciare.
C’era anche di tutto negli emendamenti di Gurrieri, del Movimento 5 Stelle, illuminazione di strade, tratta ferroviaria Donnafugata-Marina, ristrutturazione palazzo Sortino Trono, nuovi centri raccolta rifiuti, assunzioni di vigili, manutenzioni varie cose che ci sembrano pertinenza dei programmi di una amministrazione, ordinari e straordinari, più che semplici proposte di modifica all’impalcatura di un bilancio triennale.
Piuttosto, e questo vale per tutti, le proposte più importanti dovrebbero essere oggetto di specifiche sollecitazioni all’amministrazione, per un organico inserimento in bilancio, durante l’anno.
Le mancate attenzioni alle varie proposte sarebbero più eclatanti, potrebbero mettere in imbarazzo una giunta e potrebbero sì essere metro di valutazione per gli elettori messi a conoscenza delle proposte.
Ma non ci sarebbe un giorno di passarella con microfono in mano, un po’ come il Festival di San Remo, uno o due giorni all’anno alla ribalta.

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