Nemmeno a farlo apposta, una intervista all’assessore Ciccio Barone da un giornale solitamente vicino al Sindaco Cassì e ai suoi fedelissimi, al nocciolo duro della giunta, come lo chiama lo stesso primo cittadino, palesando differenze in seno alla sua compagine amministrativa.
Cassì ha sempre tenuto a minimizzare, se non a negare, screzi all’interno della giunta, guai a parlare di contrasti o contrapposizioni.
Ci sono stati tentativi di stabilire criteri di priorità sui componenti, a qualcuno, almeno in passato sarebbe stata assicurata una conferma per un secondo mandato, per altri si vorrebbe la presentazione di una lista per acclarare la forza dal numero dei consiglieri conquistati.
Nel mezzo, un rapporto sofferto fra il sindaco e il suo assessore che rivendica, legittimamente, la ‘creazione di ‘Cassì candidato’, la ricerca delle giuste alleanze e il coinvolgimento di soggetti che, ancorché senza aver portato consiglieri comunali, sono risultati determinanti per l’elezione del sindaco e continuano a svolgere per prestigio, competenze e capacità di gestione, un ruolo determinante per l’amministrazione.
Spesso, Cassì ha tentato di ridimensionare il ruolo di Barone, eclatante quando gli propose di cedere la delega al turismo, Barone è riuscito, sempre, a contenere i tentativi di colpi di testa del sindaco, negli ultimi tempi sembrava emersa una pax che, da un lato, non ha messo in discussione la posizione dell’assessore, dall’altra c’è stato un malcelato atteggiamento di convinta sottomissione al vertice dell’amministrazione, palesando però, come avvertito nell’intervento finale del sindaco nella seduta di approvazione del bilancio preventivo, che Barone non è nel nocciolo duro dei fedelissimi di giunta, e la precisazione, non dovuta, voluta e ostentata, è un chiaro segnale di microsismi interni, comunque noti.
A novembre, Ciccio Barone esce fuori con la notizia della messa a nuovo del suo gruppo, facente capo, ancora formalmente a ‘Idee per Ragusa’, se da una parte qualche elemento si è perso per strada, ammaliato dalle sirene cassiniane, Barone, da vecchio e collaudato politico, ha messo insieme un gruppo di cittadini, di commercianti, qualche politico in stand by, per creare un movimento, chiamato ‘Patto per Ragusa’.
Una aggregazione che non sappiamo, al momento, se può contare su 100 o 1.000 adepti, se vuole essere solo un movimento politico culturale, come ce ne sono tanti, oppure l’embrione di una lista civica.
Fatto sta, per i precedenti politici di Barone, che ‘Progetto per Ragusa’ è al centro dell’attenzione, più fuori dal palazzo, dove altre forze politiche, più del sindaco Cassì, comprendono le potenzialità del movimento e del suo leader, da sempre oggetto di corteggiamento politico.
E questo corteggiamento, se un tempo ha visto Barone sempre fermo in un’area di centro destra, oggi, con gli sconvolgimenti politici che si annunciano, può avere sbocchi del tutto imprevisti.
Imprevisti che potrebbero nascere anche da questa intervista che, se non è un fulmine a ciel sereno, di certo concretizza un cielo nuvoloso all’improvviso.
Cassì non dovrà solo vedersela con i possibili candidati del centro destra, i cui partiti sono dichiaratamente messi all’indice dal primo cittadino, dovrà vedere il candidato che presenterà il centro sinistra, dovrà anche considerare l’ipotesi di candidati isolati, i cui numeri potrebbero servire in caso di ballottaggio e ai quali sarebbe necessario cedere posti in giunta e condivisione di programmi.
Barone, nell’intervista, non fa mistero di avere un gruppo coeso e compatto in consiglio, e parla del 2022 come di un anno fondamentale per conquistare la riconferma.
Parla da leader, quale è sempre stato, un uomo giovane ma con una maturità politica da molti invidiata, detta, senza mezzi termini, quelle che devono essere le priorità, una visione diversa e una maggiore sinergia e collaborazione, che è facile intuire a chi sono dirette.
Ufficializza la necessità di un maggiore collegamento fra giunta e consiglio, dando voce alle tante proteste di consiglieri che hanno sempre messo in evidenza questa criticità dovuta ad elementi ben identificabili della giunta.
È l’intervistatrice a fare i nomi delle consigliere che più hanno richiesto, nel tempo, coinvolgimento e collegamento con la giunta, e, alla domanda, se ci potrebbero essere posizioni estreme, dice solo che non è un indovino.
Come se non bastasse, conferma che, all’interno della giunta, ‘Patto per Ragusa’ ha dato fastidio, vanta la sua forza elettorale e il suo consenso fatto di gente che vuole contribuire, ascoltata, al bene pubblico.
Le parole “nessuno può pensare di essere arrivato, c’è sempre bisogno di confronto” possono essere considerate un macigno, se si vuole.
E c’è anche l’avvertimento che ‘ogni assessore dovrà misurarsi con l’elettorato’, un chiaro richiamo a quelli che dovranno essere i criteri di scelta di un eventuale nuovo mandato.
Dice che non ha motivo di non proseguire il percorso avviato nel 2008, ma dice anche ”vedremo, se le cose cambieranno’ e ancora, ‘potrebbe essere il sindaco a non volere il mio sostegno’.
E mette cappello anche sul tavolo che dovrà definire il sostegno per le regionali, un ulteriore tassello di quella che potrebbe essere una guerra senza esclusione di colpi.
