L’annuncio di una conferenza stampa del PD e la presenza autorevole del responsabile cittadino per l’urbanistica, l’architetto Giuseppe Cucuzzella, unitamente a quella del segretario cittadino, Peppe Calabrese, aveva suscitato non poche attese, per quelle che sarebbero stati contenuti dell’incontro con i giornalisti, presente il capogruppo in consiglio comunale, Mario Chiavola.
Fatto salvo, appunto, l’intervento dell’architetto Cucuzzella, peraltro su temi fin troppo noti, non sono emerse novità che si sarebbero attese dal maggiore partito di opposizione all’amministrazione Cassì.
Partiamo dall’analisi dell’intervento dell’architetto Cucuzzella: temi importanti ma purtroppo noti e ampiamente sviscerati, per i quali non arrivano risposte dell’amministrazione e dell’assessore al ramo.
Nemmeno accennati i ritardi, ormai colossali per il Piano Regolatore, ignorato il flop epocale sul parco Agricolo urbano come pure la controversia che oppone il Comune ad una società catanese che vorrebbe legittimamente edificare su aree di proprietà per le quali è stato erogato, da tempo, quanto dovuto per la perequazione.
In maniera opportuna, l’esperto cittadino del Partito Democratico ha, forse, voluto evitare di entrare nel merito di questioni oggetto di interessamento del TAR, si è soffermato solo su alcune determine dirigenziali riguardanti l’iter per il nuovo piano regolatore.
L’architetto ha voluto sottolineare come ci sia un numero eccessivo di incarichi, per supporto al responsabile del procedimento, per la stesura del nuovo piano regolatore.
Incarichi che saranno, sicuramente, del tutto legittimi ma difettano in ordine all’opportunità politica e alla tanto decantata amministrazione virtuosa e trasparente.
Incarichi diretti, con una percentuale di ribasso, che si potrebbe anche definire anomala, dell’1 %, senza ricorrere ad una preventiva manifestazione di interesse per consentire una più ampia partecipazione di concorrenti per gli incarichi che, di certo, avrebbero avuto l’esigenza di alte e qualificate competenze specifiche ed esperienze mirate.
C’è anche un poco definito incarico per un supporto tecnico scientifico al dipartimento costruzioni della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania, per ben 72.500 euro che si sommano ai 60.000 euro destinati ai due architetti, procedure che destano non poche perplessità, mai, comunque, come quelle per l’incarico per un supporto tecnico legale alla stesura del PRG.
Se per gli incarichi prettamente tecnici ci si poteva appellare alla mancanza adeguata di personale nell’ufficio tecnico del Comune, non si comprende perché non ci si è voluto avvalere della collaborazione dell’efficientissima avvocatura del Comune.
Il tutto, fra l’altro, con una procedura di incarico che è stata, pare, anche oggetto di discussione in ben tre riunioni del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, per quanto attiene gli aspetti legati alle Società legali.
L’architetto Cucuzzella ha voluto rimarcare l’esigenza, per determinati incarichi, di indispensabili esperienze specifiche pregresse, esigenza del tutto disattesa dal dirigente, e nemmeno considerata dagli organi politici.
Invece, c’è stato l’ormai noto incarico ad una società, a socio unico, una avvocatessa, costituita solo pochissimo tempo prima, con amministratrice una parente di primo grado, casalinga senza competenze nel ramo, sia legale che urbanistico, con l’aggravante, per restare in tema di opportunità, che socia unica e amministratrice sono parenti di primo grado di una impiegata dell’ufficio tecnico guidato dal dirigente che ha firmato la determina.
Un casotto che dovrebbe consigliare di ritirare in autotutela la determina e vede invece l’assoluta indifferenza del dirigente, come pure dell’assessore e del sindaco, comunque coinvolti nella spiacevole vicenda, per quanto tutto possa essere di legittima procedura.
Un giudizio globale quanto mai negativo quello dell’architetto Cucuzzella per quanto riguarda tutti gli aspetti afferenti alla revisione del PRG, ormai in balia delle onde di amministrazioni incapaci, da circa 9 anni, un iter impantanato nelle maglie dell’incapacità e della poca preparazione di politici evidentemente inadeguati al ruolo.
Ma, con tutto il rispetto per le competenze e l’autorevolezza dell’architetto Cucuzzella, non c’era bisogno di questo incontro con la stampa per capire come l’amministrazione Cassì, segnatamente per tutto quanto attiene al PRG, sia in alto mare e in grandi ambasce.
Ma l’architetto Cucuzzella non si è fermato a questo: da addetto ai lavori, si è detto basito per come stanno andando avanti le cose per l’area dell’ex scalo merci, con mesi di ritardo di fronte alla tabella di marcia e di fronte alla incomprensibile grave rinuncia dell’architetto Grasso Cannizzo, luminare del settore, che avrebbe consegnato un masterplan, ancora sconosciuto, abbandonando per il rifiuto di alcuni compromessi non meglio specificati dal sindaco.
Secondo l’architetto Cucuzzella, di certo, nel progetto presentato alla stampa, c’è poco o nulla del masterplan della Grasso Cannizzo, ma, ormai, i ragusani, aggiungiamo noi, sono abituati e rassegnati a vedere PRG senza urbanisti e grandi progetti della città, vedi scalo merci o ospedale nuovo, senza grandi progettisti specializzati.
Ma non finisce qui l’analisi dell’architetto Cucuzzella, stupito anche per quanto sta avvenendo per l’impianto di via delle Sirene, a Marina di Ragusa, per il quale si moltiplicano i costi e si cambiano i progettisti senza alcuna spiegazione.
Una bocciatura totale dell’operato dell’amministrazione.
Era stato il segretario cittadino del partito, Calabrese, a introdurre l’incontro rincarando la dose per l’assessore Giuffrida, già oggetto di una richiesta di dimissioni da parte del PD, riguardo alla palese incapacità di fronteggiare le emergenze della città, come nel caso della perdurante e ormai cronica crisi idrica.
Scarsa manutenzione agli impianti, condutture che fanno acqua da tutte le parti, lentezza nelle procedure per migliorare l’approvvigionamento idrico in determinate zone della città, incapacità di sfruttare bene le potenzialità del potabilizzatore di Camemi, incapacità di fronteggiare l’ultimo inquinamento da nitrati che, da settimane affligge Marina di Ragusa, senza che si intravede un barlume di soluzione, con una ordinanza del sindaco, ancora in vigore, che vieta l’uso dell’acqua non solo a fini potabili ma anche solo per lavarsi e denitrificatori inutilizzati.
Null’altro da aggiungere, da parte di Calabrese, per le deficienze di un settore, anche questo, in alto mare, per incapacità tecniche e amministrative.
A chiudere l’incontro con la stampa, svoltosi nella sala commissioni di Palazzo dell’Aquila, il capogruppo Mario Chiavola che si è soffermato brevemente sull’ultima seduta di consiglio comunale dedicata all’approvazione del bilancio preventivo, per il quale le opposizioni si sono dovute arrendere alla forza dei numeri della maggioranza che ha recepito solo una minima parte delle proposte delle minoranze.
Non potendo esprimere molto sull’operato delle opposizioni in merito, Chiavola, supportato dal segretario cittadino, ha puntato l’attenzione, prendendo spunto dall’intervento finale del sindaco, sulle ormai conclamate e ammesse fibrillazioni in giunta e in maggioranza.
Ma questo ci è sembrato l’argomento meno indicato per un esame da parte degli avversari politici, beghe interne per le quali, peraltro, sono ormai allo scoperto gli elementi interessati di giunta e di maggioranza.
Fino a quando non ci sono scossoni nelle votazioni, se non qualche isolato segnale di astensione, fino a quando si resterà attaccati alle poltrone, alla maggioranza, agli incarichi, si tratterà solo di cagnolini di piccola taglia che si affannano ad abbaiare senza spaventare nessuno.
E trattare delle beghe interne in ambiente istituzionale, ci è sembrato poco opportuno, come, peraltro, venivano giudicate inopportune le ingerenze sulle fibrillazioni interne del Partito Democratico, a tutt’oggi non completamente risolte nonostante l’eccelsa opera di ricucitura portata vanti dal leader.
