Certo gli eventi nazionali che affliggono dall’interno il Movimento 5 Stelle si riflettono in periferia e quelli che possono essere definiti i politici locali ne risentono, sono disorientati, spesso vanno a tentoni, dimenticando l’originario spirito del vaffa… ormai perduto, più orientati alla conservazione delle posizioni, un vero e proprio partito politico d’antan, esclusivamente con mire di potere, di rielezione, con beghe interne e rivalità di corrente.
La confusione del cambiamento coinvolge tutti, sin dai livelli più bassi nella gerarchia delle cariche politiche, dai consiglieri comunali agli onorevoli di periferia: attualmente c’è la grande indecisione per l’ormai assodata alleanza con i tanto odiati e vituperati del Partito Democratico, unica via per cercare di tornare e mantenere il potere.
Così capita che i deputati devono non solo vincere eventuali rivalità interne, ma debbono anche imporsi nel confronto con gli alleati, dalla candidatura alla presidenza della regione alla formazione delle liste locali.
Saremmo portati a non occuparci di fatti ed episodi che sarebbero quasi personali, ognuno conduce la campagna elettorale come meglio ritiene opportuno, ma quando è troppo è troppo.
Avevamo cercato di ignorare l’appello dell’on.le Stefania Campo, possibile ricandidata alle prossime regionali siciliane per il Movimento 5 Stelle, rivolto ai moderati di centro.
Legittima la pesca di voti nel bacino centrista, peraltro allo sbando, senza partiti rappresentativi ed autorevoli, quasi naturale, per chi opera in politica, affacciarsi su questa enorme prateria, identificabile anche con la vasta area dell’astensionismo.
Certo, chi ha ricordo e apprezzamento, anche se non dalla prima ora, della prima versione dei 5 Stelle, vede strano questo appello e ancora più strana una commistione, una possibile convivenza fra 5 Stelle e moderati di centro, ma è come quando di deve impalmare una donna ricca, non tutti stanno attenti alle qualità emergenti e a quelle intrinseche, se l’obiettivo è un comodo mantenimento non si va per il sottile, figurarsi se dal bacino dei moderati possono arrivare voti determinati.
Sembra strano che la Campo parli di partito che possa raccattare i voti di un elettorato di Centro disorientato, come se lei stesse facendo tutt’altra cosa.
E che dire di quella ampia fascia di 5 Stelle che attaccavano un candidato con grande consenso nell’area cattolica moderata di centro, scandalizzandosi per la cosa, forse, ora che i tempi sono cambiati, è essenziale sopravvivere.
Ma dove non riusciamo a giustificare certe strategie politiche è quando la Campo tende di piantare nella sua fertilissima tenuta comunicativa la bandierina della difesa ambientale del nostro territorio.
Facendo riferimento ad un articolo del quotidiano locale sulle autorizzazioni per le trivellazioni sul nostro territorio, articolo che viene riportato sul post con un fotomontaggio che mostra la foto dell’onorevole che, in realtà, il giornale non ha pubblicato, la Campo scrive: “Torno ancora una volta a ribadire che il Pitesai non è il piano che avremmo fatto. Mi unisco al coro dei “no” alle trivellazioni nel territorio ibleo.”
Si poteva accettare un dissenso personale per il PITESAI, con una buona dose di pazienza, ma parlare al plurale per un Piano per la Transizione Energetica sostenibile delle aree idonee definito da un Ministero per la Transizione Ecologica voluto dai 5 Stelle e da un Ministro dai 5 Stelle indicato, è proprio inaccettabile.
Fra l’altro va ricordato che la stesura del piano era stata decisa dal primo governo Conte, sostenuto da Lega e 5 Stelle, con il decreto “Semplificazioni” del dicembre 2018, quindi in epoca che nulla poteva avere a che fare con esigenze ed emergenze derivanti dall’attuale conflitto bellico.
Dal 2018 i 5 Stelle sono al governo, attraverso tutte le acrobazie che li hanno portati dall’alleanza con la Lega a quella con il PD fino all’attuale calderone dove tutti cuociono tra le fauci di Draghi.
Perché, dal 2018, non si sono preoccupati di fare una legge per bandire trivellazioni in mare e in terraferma?
Se la Campo dissente, si dimetta o affronti la questione a viso aperto, e rinneghi i falsi ambientalisti a 5 Stelle che, come al solito, predicano bene ma razzolano malissimo.
