L’assenza della canzone ‘Bella ciao’ fra le musiche della cerimonia per il 25 aprile è arrivata in Consiglio comunale.
È stato il capogruppo del Partito Democratico, Mario Chiavola, a sollevare la questione per il mancato inserimento della canzone fra le musiche della cerimonia, una mancanza grave perché, secondo Chiavola, successivamente puntualmente smentito dall’assessore Giovanni Iacono, ‘Bella ciao’ sarebbe ”l’inno della Resistenza”
Il particolare dell’intervento di Chiavola ha riguardato la domanda su quale istituzione fosse l’organizzatrice della manifestazione, al capogruppo è venuto in mente che potrebbe essere stata anche la Prefettura ad organizzare la cerimonia e ha chiesto chiarimenti in proposito.
Ma Chiavola se ne uscito: “se è stata la prefettura, allora lasciamo perdere, ce ne possiamo lavare le mani”, testuali parole.
Sorge allora un dubbio: “non è che la polemica sia montata ad arte solo strumentalmente per andare contro il Sindaco ? Perché i toni di rimprovero non vengono girati contestualmente alla Prefettura, perché “ce ne possiamo lavare le mani ? perché il capogruppo del più importante partito italiano non fa valere la sua autorità istituzionale nei confronti della Prefettura ?
La stessa cosa vale per quanti, sui social, ne hanno detto di tutti i colori contro il Sindaco di destra, che poi offesa non è, in quanto ci sono sindaci di sinistra, di centro, di destra, con tutte le relative sfumature, tutti regolarmente eletti.
Chi ha preso carta e penna per scrivere al Sindaco, se ha gli attributi, dovrebbe ora inviare una lettera di scuse e girare la lettera alla Prefettura, anzi, così come fatto direttamente con il vertice del Comune, al Prefetto direttamente.
Ma sappiamo già che non avverrà, troppo evidente, da parte di molti, la strumentalizzazione nei confronti del sindaco Cassì.
Per la cronaca, a Chiavola hanno risposto in tanti, per puntualizzare che, in ogni caso, non è stato commesso nessun grosso sbaglio omettendo di inserire ‘Bella ciao’ fra le musiche della cerimonia.
Il Presidente del Consiglio, Fabrizio Ilardo, ha ricordato come il Comune, intanto, entri ben poco con le musiche che sono state scelte; in ogni caso ha voluto puntualizzare come anche fra le musiche intonate per la cerimonia al Quirinale, ci fosse la contestata canzone ‘il Piave mormorò’, considerata, da tutti i contestatori ragusani, del tutto non idonea alla cerimonia, ricordando la Prima guerra mondiale e non la Resistenza.
Più completa e dotta la disquisizione in merito dell’assessore Giovanni Iacono che ha sottolineato come ‘Bella ciao’ non è assolutamente l’inno della Resistenza Partigiana, i partigiani non l’hanno mai cantato e ha ricordato come la canzone, orinatasi forse da un canto dalmata, non fosse citata mai prima del 1953.
Peraltro, autorevoli studiosi e uomini di cultura hanno sempre escluso ogni correlazione fra la canzone e la Resistenza Partigiana, non c’è traccia documentale della canzone, durante la Resistenza.
Nel 1962 ci fu una raccolta dei Canti partigiani, edita dagli Editori Riuniti, e ‘Bella ciao’ non compare.
“Bellissima canzone, stupenda, eccezionale, ma storiograficamente non ha attinenza con la Resistenza” ha detto Iacono che ha citato anche le opinioni di illustri giornalisti (che ci piace riportare NdR, https://lanostrastoria.corriere.it/2018/07/10/la-vera-storia-di-bella-ciao-che-non-venne-mai-cantata-nella-resistenza/ )
Anche il primo cittadino ha detto al sua in merito, dispiaciuto per la polemica, ha sottolineato la piena condivisione dei principi della Costituzione e dei valori della Resistenza, sua personale e dell’amministrazione.
Il rilievo, assieme ad altri, sollevati, in particolare dal presidente dell’ANPI, il senatore Battaglia, induce, ha detto il Sindaco, a pensare ad una riunione preventiva per la prossima cerimonia, con la Prefettura e il Comando dei Carabinieri che ha collaborato al cerimoniale.
