Forse sarebbe stato meglio Tringali come Sindaco?

Un interrogativo che si fa strada in questi giorni di roventi polemiche. Il Sindaco Cassì è sottoposto ad un fuoco di fila di critiche, rilievi, e lamentele, suggellate da qualche richiesta di dimissioni, convinta ma che lascia il tempo che trova.
Permane un fondamentale apprezzamento per la persona, per il professionista, per l’amministratore che assolve fondamentalmente bene il suo compito, ma ci sono grandi riserve per l’attività amministrativa e per molti del seguito, dell’entourage, del cerchio magico, ai quali vengono addebitate le maggiori défaillances della giunta.
Per l’obbligata assenza dell’assessore Rabito, è rimasto solo Giovanni Iacono come baluardo dell’attività di giunta che si possa definire tale, Ciccio Barone costituisce la fuoriserie della formazione, per il resto profonde delusioni, almeno per gran parte dell’opinione pubblica.
Delusione che fa anche il paio con l’esistenza in Consiglio, ma anche nello stretto entourage del primo cittadino, di elementi che sarebbero graditi alla gente, efficienza, competenze, prestigio, riconosciute capacità gestionali.
Considerato che c’è qualche posto libero in Giunta, e qualche altro si potrebbe liberare facilmente riconsegnando qualcuno agli affetti familiari, gente come il capogruppo Tumino, la vicepresidente del consiglio Raniolo, il Presidente del Consiglio Ilardo, lo stesso Nunzio Basile, potrebbero essere gli elementi adatti per imprimere quel cambio di passo, ritenuto più volte necessario dallo stesso Cassì.
Senza dire, ma, forse, è ormai troppo tardi, qualche capace dirigente, una sorta di direttore generale, metterebbe ordine in diversi settori.
È l’ultima speranza per sgombrare il campo dall’idea, restando in tema di opere d’arte, del falso Cassì, di colui che ha tradito le speranza di cambiamento e, in linea di massima, ha fatto carta straccia del programma elettorale, sia pure sostituito dalla contingente situazione di diluvio di fondi pubblici che, però, temperano, a stento, una situazione ormai troppo appesantita.
In molti strati della città, trasversalmente, si fa strada l’opinione che, forse, sarebbe stato meglio avere come sindaco Antonio Tringali, visto come persona ugualmente per bene, sana, onesta, benvoluta, abbastanza in vista per essere in contatto positivo con tutti quelli che, a vario titolo, avrebbero collegamenti con l’amministrazione.
Un soggetto più verace, forse meno attento alle élite e ai salotti buoni, ma ritenuto, da molti, più pratico nella gestione della cosa pubblica. Osservazioni che, nell’attuale situazione, lo pongono all’attenzione dell’opinione pubblica, nonostante si sia voluto defilare dal protagonismo in Consiglio Comunale, dove non ha voluto far pesare la sua presenza di candidato sconfitto al ballottaggio che avrebbe potuto, comunque, costituire elemento di disturbo, di imbarazzo, per l’attività del primo cittadino.
Il Sindaco Cassì ha detto, in Consiglio Comunale, che se le occupazioni delle opposizioni si concentrano solo sul caso Caravaggio, vuol dire che la città sta bene.
Nessuno meglio di un Tringali, però allestito come Rambo, potrebbe smontare una tesi simile.
Perché è vero che l’amministrazione non può cadere sul caso Caravaggio, che si è sviluppato solo con il giudizio sull’opera, peraltro contraddittorio, di Vittorio Sgarbi.
Cassì e Barone sono fin troppo tranquilli, non solo perché l’attività delle opposizioni si è rivelata solo un farmaco naturale, ma perché, realisticamente, hanno delineato la realtà della situazione: credenziali degli organizzatori valide, vero che qualche esperto era stato inserito come garante nella proposta, poi defilatosi, ma restano le credenziali di mostre in Giappone, con la partecipazione, il patrocinio, dell’Ambasciata Italiana e dell’Istituto di Cultura nazionale.
Cassì e Barone aspettano il simposio per sancire la valenza dell’iniziativa, ove uscissero fuori dubbi con valutazioni esitanti, la via d’uscita l’ha fornita lo stesso Sgarbi quando ha detto: “Se non c’è unanimità dei giudizi, l’opera non si può attribuire a Caravaggio” ma lo stesso vale al contrario: – se non c’è unanimità di giudizio, si possono prendere per buone le considerazioni per l’autografia dell’opera.
Del resto, nessuno è riuscito a carpire informazioni sull’opera, nessuno si è rivolto ufficialmente al Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico, di certo il polverone mediatico avrebbe imposto azioni autonome di Magistratura o Forze dell’ordine se fossero emersi dati rilevanti dal punto di vista giudiziario.
Barone è il più tranquillo di tutti, rilascia interviste come nemmeno Sgarbi in questo periodo, aspetta il 3 giugno che potrebbe consacrare la sua iniziativa.
Del resto, inevitabile constatare come solo Mirabella del gruppo INSIEME è stato penetrante nel suo intervento, ribadito in consiglio comunale, suscitando la reazione forte di Ciccio Barone. Ma la sua è rimasta voce isolata, la mostra rimane aperta e ci sono anche le file per entrare alla Badia. Evidentemente, alla gente, non importa molto se l’opera è di Caravaggio o meno.
Ora si avvicinano le finali nazionali di basket maschile under 19, A Tutto Volume, la città si anima, il centro storico vivrà di iniziative e Caravaggio sarà dimenticato per la gente comune, mentre gli intenditori continueranno a salire le scale della Badia.
Distratti dal caso Caravaggio, si sono dimenticate, però, le questioni emergenti della città, ormai da troppo tempo in attesa di definizione.
La gente ha l’idea del buon padre di famiglia che sta mettendo soldi da parte per la camera universitaria del figlio, ma fino a quando il giovane virgulto non ci metterà del suo e non porterà a casa i risultati, resterà una giovane promessa.
Cassì faceva impazzire perché ciuffava a ripetizione da ogni posizione, Trinagli, di certo meno adatto al basket, forse sarebbe stato un prezioso playmaker, intelligente e furbo quanto basta.
E’ un p’ la situazione della locale squadra di basket femminile: abbiamo avuto grandi atlete, ci è mancato sempre il playmaker di ruolo.
Ripetere tutto quanto si aspetta sarebbe solo retorico, viviamo nella città dove una pista ciclabile suscita più entusiasmo di un centro commerciale che porta sviluppo, occupazione, ricchezza, siamo quelli che impazziscono per gli animali da compagnia e quando gli fanno l’area cimiteriale dedicata, fanno notare che si penserebbe più agli animali che agli uomini, si assiste a ritardi inenarrabili per molte delle necessità più importanti, in molti settori, ma restiamo il capoluogo della provincia babba.

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