Ci eravamo recati, stamattina, alla conferenza stampa del cda della SRR, non certo illusi che dall’incontro sarebbero scaturite grandi novità, ma forti di alcune certezze: l’assessore regionale Baglieri, nelle ultime ore aveva lavorato con il direttore del dipartimento Acqua e Rifiuti, Calogero Foti, per scongiurare che i rifiuti potessero rimanere per strada, nel rispetto dei cittadini e per il bene del territorio di Trapani e del Palermitano. Tanto da ottenere dal sindaco di Trapani autorizzazioni ad utilizzare la discarica di Trapani per il conferimento temporaneo dei rifiuti.
L’assessore parla di decennale fragilità d’equilibrio su cui si basa la gestione dei rifiuti nella nostra Regione, la stessa fragilità per la quale nulla può e hanno potuto lei e il suo espertissimo predecessore, scelte eccellenti del grande Musumeci. Un assessore che ammette di non essere più credibile, assieme ai cittadini alla classe dirigente, alla politica e all’imprenditoria, di fronte alle moderne esigenze della società, che ha il vezzo di citare la transizione energetica, l’hydrogen valley, gli stanziamenti economici e all’innovazione, che si concede la battuta “dopo tre decenni abbiamo problema del “sacchetto dell’umido, che fa il paio con la dichiarazione, rilasciata ai giornalisti a Ragusa, “ma non possiamo parlare solo di discariche”.
Battute e amenità che, da sole, definiscono il personaggio.
Un’altra certezza era quella della protesta dei sindaci di Termini, di Altofonte, e di Bagheria, a Palermo, che aveva ottenuto l’apertura della discarica di Trapani, l’ultima era riferibile alle notizie provenienti da Catania sulla manifestazione di protesta del Partito Democratico a sostegno dell’iniziativa contro l’emergenza rifiuti organizzata dal Movimento 5 Stelle, alla quale avrebbero partecipato anche deputati delle due formazioni.
Catania è sommersa dalla spazzatura e c’è anche il prefetto che sollecita interventi all’assessore regionale.
Certo, non ci aspettavamo di trovare Cassì e Giaquinta in tuta da lavoro a sventolare bandiere, arrampicati sulle montagne di sacchetti di rifiuti che si stanno formando anche sul nostro territorio, ma almeno un CdA un tantino più bellicoso.
Come non ci potevamo aspettare esponenti delle opposizioni consiliari impegnati solo per conferenze stampa all’insegna di polemiche scontate sulla quarta discarica e per i poetici comunicati, quelli dei 5 Stelle, su carenza idrica a San Giacomo, emergenza rifiuti e mancate scerbature.
Indipendentemente dalla composizione del CdA, ci aspettavamo di trovare tutti i sindaci del comprensorio, compreso il commissario del Comune di Modica che, essendo di nomina regionale, meglio di chiunque altro poteva dire la sua, con competenza e conoscenza.
Invece, accanto a Cassì, solo i sindaci di Acate, Comiso, Ispica e Giarratana.
Una conferenza stampa del tutto interlocutoria, che non ha fatto mergere nessuna novità, solo gli ennesimi appelli alla responsabilità e alla civiltà dei ragusani per tenere in casa l’indifferenziato.
L’unica nota che si potrebbe definire positiva l’impegno dell’assessore a mettere a disposizione, dopo il reperimento dei fondi, per cui starebbe lavorando, le somme per il trasporto straordinario del rifiuto fuori dall’isola.
Di fronte a questo impegno, per il quale, di certo, pochi saranno propensi per la credibilità e l’affidabilità, oltre ai dubbi sulla effettiva e tempestiva elargizione, ci si aspettava che, conseguentemente, i sindaci si fossero attivati per trovare corrieri, in tutta Europa, per portare fuori i rifiuti, tanto paga la Regione.
Invece niente di tutto questo, il sindaco di Acate ha provveduto, pro domo sua, a stanziare 13.000 per un trasporto straordinario in Basilicata.
Ma nessuno dei presenti si è lanciato a dire: “Dammi il numero che telefono anch’io”.
Come si può percepire, una riunione del tutto interlocutoria, con Cassì che ha ripercorso le tappe dell’emergenza, dicendosi esterrefatto che le discariche sono piene di rifiuti dei comuni con bassissime percentuali differenziata, a danno evidente dei comuni più virtuosi, e dicendosi consapevole che, quasi sicuramente, si proverà a risolvere emergenze più grandi, delle città metropolitane e dell’hinterland catanese, per esempio, che non quelle, contenibili, del nostro territorio.
Quasi come dire, conviene buttare i sacchetti in mezzo alla strada per avere interventi e soluzioni più rapide.
Un altro tasto su cui ha battuto il Presidente della SRR e sindaco di Ragusa è il forte rammarico per le speculazioni politiche assenti de tutto in altri territori, come quello etneo, per esempio.
A Catania ci sono state proteste ma non sono state rivolte al sindaco, non ci sono stati attacchi politici, da noi, invece, solo “accattonaggio di visibilità”, come lo ha definito Cassì.
Assicurazioni sono state date sulla ricerca in corso di possibili trasportatori del rifiuto indifferenziato da trasferire altrove, forse ci sarà uno spiraglio per la discarica di Enna, ma più verosimile pensare al trasporto oltre stretto.
Ribadito l’uso dei CCR comunali per lo stoccaggio temporaneo dell’indifferenziato raccolto, nei piccoli comuni, indistinto per tutte le utenze.
Un cenno alla esigenza della discarica sul territorio provinciale, alla conflittualità con altri Comuni, in merito alla quale il sindaco di Ispica, Innocenzo Leontini, ha mostrato aperture per la collocazione sul territorio di Ispica, contigua ai confinanti territori di Modica e Pozzallo.
Cassì ha anche parlato della possibilità, che si sta verificando in ambito regionale, per la creazione di impianti di trattamento di sovra ambito, confermando, comunque il progetto per l’impianto CSS che si installerà in provincia, a Cava dei Modicani, accanto al TMB, in quella che avrebbe dovuto essere l’area della quarta vasca.
Nel suo intervento, il Presidente della SRR e sindaco del capoluogo ha voluto ribadire che la quarta vasca di Ragusa era di impossibile realizzazione, per la morfologia del sito, per la geologia, per i vincoli esistenti sull’area e per l’inquinamento della zona già ai limiti ambientali, quasi una preventiva difesa d’ufficio per quelli che saranno gli strali, prevedibili, degli esponenti del Partito Democratico che hanno preannunciato un incontro con i giornalisti, per il prossimo lunedì, sulla emergenza rifiuto indifferenziato.
Anche il sindaco di Giarratana ha espresso rammarico per vedere tutelate le emergenze di comuni poco virtuosi in termini di raccolta differenziata, e si è unito all’appello del collega Cassì per sollecitare pazienza e tolleranza, trattenendo in casa l’indifferenziato, confermando che, per il trasferimento in altre discariche, si sta lavorando ad un a soluzione unitaria per tutti i comun della SRR.
Di certo, Cassì ha portato le sue caratteristiche anche in ambito SRR: si pensa al progetto del CSS, si immagina la soluzione per la discarica dell’indifferenziato trattato sulla parte orientale del territorio provinciale, si esaltano il senso civico e la responsabilità dei ragusani, ma, di fatto, ci dobbiamo tenere l’indifferenziato in casa, almeno per altri due turni di raccolta, se va bene, e non si intravedono soluzioni a breve.
Come finirà con i cumuli di rifiuti, anche in ambito cittadino, non è dato sapere, a Modica e a Vittoria, pare, l’emergenza è scoppiata, a Ragusa, inspiegabilmente, si è verificata una anomalia, l’esposizione, nella serata del giovedì, di numerosissimi mastelli grigi, che aveva portato qualcuno a pensare che tutto si fosse risolto.
Difficilmente questi mastelli verranno ritirati, non certo i tanti sacchi che erano stati deposti accanto ai mastelli, come sempre nessun controllo e nessuna sanzione per comportamenti che inducono a riflettere sulla veridicità del senso civico e di responsabilità dei cittadini di Ragusa, di certo superiore a quello dei conterranei di comuni viciniori, ma ogni cosa ha un limite.
Senza dire che, proprio sotto il Palazzo della Provincia, nonostante l’ordinanza di divieto del conferimento dell’indifferenziato, il contenitore con coperchio grigio era stracolmo, con sacchi annessi.
Il tutto dire.
