Viviamo nel paese delle meraviglie

Assistiamo e leggiamo di cose fantastiche, complice, forse, la sfrenata comunicazione, istituzionale, politica, sui social, oltre a quella naturale giornalistica, si vive in luna park incantato, dove ad ogni angolo si strabuzzano gli occhi per le novità, per le sorprese, gli effetti speciali per stupire il popolo.

Partiamo da San Giacomo, mentre scriviamo il sindaco è sulla strada per la frazione rurale, un altro incontro con i residenti che ieri pomeriggio hanno invitato alla partecipazione per ascoltare, dalla viva voce del primo cittadino, gli sviluppi della situazione relativa alla crisi idrica.
Nello stesso pomeriggio di ieri il Comune avvisava, con un comunicato dell’Ufficio Stampa, di un servizio attivo per i prossimi sette giorni, compreso il weekend, per forniture di acqua a domicilio, nella frazione rurale, restando in vigore l’ordinanza di non potabilità dell’acqua.
In sintesi, si è appreso, da fonti ben informate del Palazzo, che, come per incanto la crisi idrica sembra risolta, o quasi.
Il Consorzio di Bonifica avrebbe ultimato i lavori di manutenzione che, da tempo, erano ormai inderogabili (qualcuno arriva a dire che erano manutenzioni necessarie da trent’anni), da ieri venerdì l’impianto attivo e dovrebbe andare in pressione per la mattinata di sabato 2 luglio, giorno in cui dovrebbe ritornare l’erogazione idrica a San Giacomo. Permangono difficoltà, al Consorzio, per la carenza di personale, al momento si sopperisce con l’utilizzo di tre unità trasferite da altro servizio, ma il sistema ha necessità di assistenza h 24, con un numero di almeno una ventina unità di personale.
Anche per la potabilità dell’acqua è stato completato l’impianto che, dopo le analisi necessarie, permetterà il normale utilizzo della risorsa idrica.
Detto così sembra tutto molto facile, viene da chiedersi quali i motivi della grande crisi per degli intoppi programmati e programmabili.
Certo la situazione interna del Consorzio di Bonifica e la sua traballante gestione regionale non fanno ben sperare per il futuro, ma, allo stato attuale tutto dovrebbe essere risolto.
Merito va dato alle sollecitazioni dei 5 Stelle che hanno interloquito, direttamente, con i tecnici del Consorzio per sollecitare una accelerazione delle procedure in atto, senza dubbio al Consorzio avranno avvertito la pressione costante, anche se si dovrà lavorare ancora per ottimizzare il servizio o meglio, come stanno facendo al Comune di Modica, lavorare per gestire direttamente gli impianti con proprio personale secondo apposite convenzioni.
Il sindaco Cassì, con due visite nel giro di 48 ore, appare, naturalmente, agli occhi del popolo, il taumaturgo che ha risolto la situazione, apparenza che si ritorce contro di lui perché in questi casi non va guardata la soluzione ma le criticità a cui si è arrivati, alla luce dei fatti evitabili.
Ci sarà da vedere, se dall’incontro scaturiranno altre novità.

Ben più fantastiche le vicende relative alla questione rifiuti: impegnato a rintuzzare le critiche il sindaco ha dimenticato di spiegare alla gente cosa fare con l’indifferenziato.
Avendo annunciato che venerdì sarebbe stato riavviato il servizio di raccolta, i cittadini hanno esposto i mastelli grigi, accompagnati dai sacchetti in eccedenza.
Era stato anche detto che la ripartenza poteva avere dei rallentamenti nella raccolta, in una intervista televisiva, in serata, il sindaco ha spiegato che sono state privilegiate zone sensibili turisticamente, strutture sanitarie, le zone dove maggiore era l’accumulo di spazzatura.
Il risultato che molti mastelli sono rimasti pieni e sulla pubblica via.
Giustamente, i 5 Stelle, unica forza politica attenta e vigile sulla situazione – solamente scandaloso, al riguardo, il silenzio, su tutta la vicenda, dei consiglieri di maggioranza, ligi al comandamento di non disturbare il manovratore, maggioranza ormai fulgido esempio di incapacità e inefficienza – ha sottolineato la criticità con una serie di interrogativi posti all’amministrazione, dal momento che nessuno ha disposto se i mastelli devono restare esposti, per un nuovo turno di raccolta, a questo punto quanto mai opportuno e necessario, oppure devono essere ritirati e conservati pieni fino al prossimo venerdì.
Ma non è solo questa la meraviglia per la questione rifiuti: mentre è stato annunciato che il rifiuto indifferenziato parte per la Calabria, per svuotare i CCR e permettere nuovi accumuli con il materiale raccolto sulle strade, si scopre, per bocca del sindaco del capoluogo e Presidente della SRR, che la gara per il trasporto fuori regione dell’indifferenziato, è andata a vuoto dopo che quattro ditte avevano manifestato interesse per il servizio da espletare.
Chiaramente, a questo punto, come ha fatto mergere il sindaco, errori di valutazione nella stesura del bando di gara, particolare che conforta le posizioni di quanti ritengono lo sfascio del sistema merito anche di dirigenti inadeguati al ruolo.
Il fatto che il rifiuto è partito, comunque, per la Calabria, chiaramente sgombra il campo da particolari valutazioni, ma ci sembra che, per motivi di urgenza, anche di carattere igienico sanitario, non sia tempo di cincischiare e trastullarsi con manifestazioni di interesse e bandi di gara che, peraltro, vengono snobbati o ignorati perché non convenienti. Fra l’altro, paga la Regione, unico responsabile di queste problematiche epocali, e, quindi, non ci sarebbe di andare tanto per il sottile.
In ogni caso, da parte della SRR, come sempre, scarsa informazione e gestione dell’emergenza, per certi aspetti, discutibile, secondo gente competente in materia.

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