Di tutta evidenza, ormai, come il panorama culturale della città capoluogo viva solo su alcune iniziative eccellenti di privati e su episodici eventi che nulla hanno di quel fantomatico e opinabile progetto culturale tanto vantato quanto inesistente.
Un panorama ormai desolante, declino totale, silenzio, per esempio, della Presidente e dei componenti della commissione cultura, assenza delle associazioni che, come per uno degli eventi appresso descritti, brillano per il loro disinteresse da ferie estive. Troppa gente forse più interessata alla prossima tornata elettorale, alla ricerca di nuove deleghe e di nuove poltrone, in un teatro di uomini di cultura silenti di fronte all’abbandono di un settore che dovrebbe essere trainante per la città ed stagna, invece, nelle mani di psudocompetenti, qualcuno, peraltro anche remunerato.
Una nota dell’ufficio stampa del Comune comunica che sarà aperto alla pubblica fruizione il sito del riparo sotto roccia di Fontana Nuova.
Scarsa pubblicità e promozione per un evento di grande importanza, si fa di più per una piazza o per una pista ciclabile, segnale dell’incompetenza che dilaga a Palazzo.
Lunedì 4 luglio, alle18.30, alla presenza del sindaco Peppe Cassì, dell’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Giuffrida e dell’assessore alla Cultura Clorinda Arezzo, verranno presentati i restauri e i lavori apportati per rendere fruibile il sito risalente al periodo Paleolitico Aurignaziano, ovvero un’epoca della storia umana collocabile tra 18.000 e 40.000 anni fa, conosciuto come riparo sotto roccia di Fontana Nuova.
A seguito di accurati studi è stato accertato che si tratta del riparo di un gruppo umano che si nutriva di cervi e altra cacciagione cucinata su tizzoni accesi dentro la grotta che in origine doveva essere certamente più ampia e profonda.
Con l’inaugurazione di lunedì, il sito, riconosciuto come uno tra gli insediamenti antropologici più antichi d’Europa, potrà essere pienamente fruito dalla collettività e rappresentare una importante meta per un turismo di qualità.
Di altissimo livello l’evento che sarà celebrato, nella stessa serata, in Cattedrale, a Ragusa, con la presentazione del restauro di un crocefisso ligneo, conservato nella Chiesa Madre della Diocesi e della Città di Ragusa, risalente, addirittura, quasi sicuramente, all’epoca preterremoto
Saranno illustrate le scoperte fatte e i lavori finora portati avanti per il prezioso reperto, collocato, da anni, nell’aula capitolare della Cattedrale.
Saranno presenti il vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, l’on. Giorgio Assenza, presidente del collegio dei deputati questori della Regione siciliana, Antonino De Marco, soprintendente ai beni culturali di Ragusa, Giuseppe Cassì, sindaco di Ragusa, don Giuseppe Antoci, direttore dell’ufficio Beni culturali della diocesi di Ragusa, Sebastiano Patanè, restauratore, e i rappresentanti dell’azienda Giuseppe Rosso che ha contribuito, in maniera determinante ai lavori diagnostici sul prezioso e importante reperto.
Altro importante appuntamento di carattere culturale non adeguatamente pubblicizzato e promozionato, da parte di una amministrazione evidentemente più attenta a opere di dubbia provenienza che a fatti culturali di manifesta consistenza, ancorché non direttamente coinvolta nell’evento, organizzato dalla Cattedrale.
Ma siamo certi che, se la “cultura di Palazzo” avesse chiesto di essere coinvolta nell’evento sarebbe stata accolta a braccia aperta, invece non è prevista nemmeno la presenza dell’assessore alla cultura. Segnale inequivocabile della assenza di rapporti costanti e fluidi.
