Una donna disperata si incatena al cancello di Palazzo dell’Aquila

Una mattinata di caldo afoso, la partecipata manifestazione della CISL in piazza Matteotti, la Polizia ai cancelli di Palazzo dell’Aquila: una donna disperata, per le critiche condizioni economiche della famiglia, ricorre ad un gesto eclatante per attirare l’attenzione: si incatena al cancello del palazzo comunale.
Vuole protestare perché solo stamattina, dopo reiterate richieste di incontro, sarebbe stata ricevuta dal sindaco Cassì che avrebbe assicurato solo soluzioni parziali a medio termine.
Le condizioni economiche della famiglia sono peggiorate dopo che è stato revocato il reddito di cittadinanza, per problemi del capofamiglia con la giustizia, l’affitto di casa dell’ultimo mese non si è potuto pagare, il sindaco ha assicurato un aiuto, ma dal mese di settembre.
In tarda mattinata, la donna è stata ricevuta ai servizi sociali, che, già nei giorni scorsi, avrebbero erogato un minimo contributo ma attraverso bonifico che deve essere ancora accreditato.
Nel 2022, un Comune all’avanguardia con la transizione digitale non conosce ancora il bonifico istantaneo!
Unico aiuto proposto, dai Servizi Sociali, un buono spesa di 100 euro.
La donna, M.M., classe 1967, madre di due figli, ha preferito rifiutare e ha anticipato di avere l’intenzione di occupare un appartamento del Comune, attualmente con i sigilli, occupazione che ha confermato, più tardi al telefono, dicendosi disponibile a spiegare alla stampa i motivi del suo gesto. Ha detto che si autodenuncerà alla Polizia Locale, ritenendo così di sistemare la cosa.
Un episodio certo spiacevole che mette a nudo alcuni aspetti della vita cittadina, tutti parlano che nessuno deve essere lasciato indietro, purtroppo la vita di ogni giorno non è fatta solo di aiuti, di contributi, di graduatorie, di reddito di cittadinanza.
Ci sono i casi di emergenza, dove la disperazione si fa più forte, dove serve un intervento immediato, anche per evitare casi come quello di stamattina che fanno male alla città e all’amministrazione.
Diverse ma tutte coincidenti le reazioni della gente, qualcuno si è soffermato sui ritardi con cui, in molti casi, il Sindaco riceve chi si trova in forte difficoltà, a detta della donna stamattina sarebbe stata ricevuta, dopo innumerevoli istanze. In passato, ha detto, 110/15 anni fa, mia madre è stata ricevuta subito dal primo cittadino per problemi analoghi e ha trovato subito risposte appaganti.
Molti hanno eccepito che una amministrazione, una città che spende cifre considerevoli per eventi culturali e spettacoli, o per riqualificare i sentieri storici con milioni di euro, non può permettersi casi come quello di stamattina. Trovare cifre irrisorie per lenire la disperazione del momento non dovrebbe essere difficile, in ogni caso la bravura deve essere quella di far capire le difficoltà di soddisfare tutte le richieste.
Qualcuno ha fatto notare come i Servizi Sociali si siano sempre distinti nell’assistenza ai disagiati e si sono detti certi che, alla fine, anche questa famiglia sarà adeguatamente aiutata, ma, ripetiamo, non si deve arrivare a questi eccessi.
C’è da sperare che i gesti della donna non siano perseguiti, aggravando la sua situazione, e si cerchi di tamponare, per il breve termine, l’emergenza familiare, per un Ferragosto sereno.

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