I nani li abbiamo trovati, cerchiamo ora le ballerine

Nani e ballerine, una espressione di Rino Formica, Ministro delle Finanze di epoca socialista craxiana, che volle alludere al clima culturale, gaudente e cortigiano, che negli anni 80 aleggiò negli ambienti e permeò le frequentazioni della classe dirigente politica italiana che faceva riferimento al Partito Socialista Italiano.
L’espressione si riferiva al circo cortigiano che circondava e si muoveva nel sottobosco di un ambiente politico di eterogenea composizione e di indole diseguale, popolato da “amministratori, […], uomini d’affari, professionisti intelligenti e militanti pieni di passione”.
Fu utilizzata per etichettare l’ambiente umano e politico della dirigenza del suo partito, bollata, con toni spregiativi, come una «corte di nani e ballerine».
L’epiteto era riferito, in particolare, all’Assemblea Nazionale del Partito Socialista Italiano, un organo privo di ogni autonomia e potere decisionale, con cui si era deciso di sostituire il Comitato centrale, fino ad allora vero organo politico del PSI.
Espressione entrata a far parte del lessico politico e giornalistico, con diverse trasposizioni metaforiche, in generale per una classe politica non adeguata al ruolo.

L’espressione, sia pure limitatamente ai nani, è venuta fuori nel corso di una intervista del giornalista Gianni Papa, su Teleiblea, a Giorgio Massari leader del Movimento politico Ragusa Prossima.
Ad un certo punto il giornalista chiede a Massari, già sindaco della città e, appunto leader di una componente consiliare di opposizione, spesso assai critica, soprattutto per mano del suo consigliere, Gianni Iurato, se ha ancora fiducia nel progredire della nostra città, oppure se essa è destinata ad una fase ulteriore di stagnazione, a livello di quella nazionale.
Giorgio Massari così risponde: “Tutte le amministrazioni che si sono succedute nel tempo a Palazzo dell’Aquila, a cominciare dalla mia esperienza, storica, hanno dato degli apporti importanti, mi piace pensare al fatto che gli ultimi arrivati sono dei nani sulle spalle dei giganti, in fondo si riesce a guardare oltre perché qualcuno ha costruito.
Il tempo che viviamo è particolarmente difficile, la crisi legata al covid, quella economica, la guerra, ci sta portando ad una economia difficile da gestire, le risorse a disposizione delle città sono aumentate, anche se legate alla capacità di progettare.
Siamo in un momento particolare per la nostra città, se riusciamo a finalizzare bene le risorse che stanno arrivando, avendo una idea di città, e quindi una idea di futuro di questa città, questo tempo che stiamo vivendo diventa un tempo importante, per questo essere presenti nella città, non solo per criticare ma per proporre, che è poi il nostro atteggiamento, essere presenti come esponenti della società civile diventa importante.
Un importante richiamo alla responsabilità nel tentativo di coinvolgere quanti più elementi pensanti, “più è diffuso il senso civico, anche con visioni diverse, più cresce la città, dobbiamo imparare a percepire la città come luogo delle diversità, diversità che sono governate diventano ricchezza, più una città è ricca di diversità più questa città può trovare i percorsi giusti per la propria crescita.
Noi, come movimento, siamo dentro questo discorso, lo siamo per responsabilità, siamo nel consiglio comunale e abbiamo cercato di coinvolgere la collettività per dare sostegno al nostro progetto.
Più cresce il senso civico più la città è destinata a crescere, questo è un tempo importante per creare le condizioni migliori per noi e per i nostri figli, occorre prendere decisioni importanti, basti pensare alla cultura e all’Università, all’agricoltura, all’ambiente, occorre valutare bene gli spazi nei quali si deve misurare la propria capacità di analisi e di proposta.”

Un breve intervento, quello di Giorgio Massari, come al solito denso di contenuti, pregnante, qualificato e competente sulla materia, dal quale trapela la sostanziale sfiducia nell’azione politica di questa amministrazione che starebbe sulle spalle dei giganti a cercare di capire quello che hanno fatto gli altri per questa città.
Il prossimo passo è quello di capire chi sono le ballerine.

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