Si prevedeva che il leggero rialzo nei consensi, suggerito dai sondaggi a livello nazionale, avrebbe rianimato i 5 Stelle che erano dati sotto il 10%.
Quando si fece e si volle mantenere l’alleanza in Sicilia, con il Partito Democratico e Claudio Fava, rappresentante di Cento Passi, Sinistra Italiana e Articolo UNO, il momento era più difficile ma si volle percorrere la strada delle primarie di coalizione per un estremo tentativo di sfruttare i sondaggi positivi che davano il movimento davanti al PD.
Dopo il successo netto della Chinnici si avvertì che i 5 Stelle era demotivati e non avrebbero sostenuto convintamente l’alleanza. Non a caso, ne hanno uscito una al giorno, il programma, i candidati impresentabili, in ultimo la rivendicazione di assessorati di peso, quest’ultima, peraltro, rivolta solo al PD.
Un voltafaccia del tutto scontato per chi segue da tempo i 5 Stelle e ne conosce pregi, pochi, e difetti, molti.
Lapidario il giudizio di Claudio Fava: “Dispiace doverlo dire ma Conte è un bugiardo2. Aggiunge il leader di Cento Passi: “Come nella favola del lupo e dell’agnello ha continuato ad alzare la posta cercando un pretesto per rompere: prima il programma, poi gli assessorati, poi il listino… Conte aveva deciso di uscire dalla coalizione nel momento stesso in cui ha scelto di candidarsi a Palermo.
Non ha avuto l’onestà politica e umana di dirlo. Ma almeno adesso faccia a meno di arrampicarsi su altri improbabili pretesti.”
Intanto si attendono gli sviluppi e le conseguenze dello svanire della coalizione, anche la Chinnici ha parlato di un necessario momento di riflessione, pensando, forse, ad un ritiro della candidatura, mentre infuriano le polemiche nel partito, tutte all’indirizzo del vertice regionale, già nella bufera per la composizione delle liste per le elezioni nazionali.
