Sono passati quattro anni, dal settore sviluppo economico dell’amministrazione Cassì è scaturito ben poco, ma si vede una luce in fondo al tunnel.
La recente vicenda dello scatolone di piazza Malta, da adibire a ufficio turistico, scelta assai contestata e, invero, inconcepibile, per la struttura creata e per il posizionamento, ha innescato la possibilità di nuovi livelli occupazionali.
Un gruppo di giovani vuole creare una startup con una idea che, poi, tanto nuova non è: utilizzare vecchi container per soluzioni abitative o per uso ufficio.
Una idea scaturita dalle osservazioni che hanno inoltrato molti, constatando che, forse, un container, adeguatamente attrezzato, e in commercio ce ne sono tanti, sarebbe costato molto di meno.
Certo ci sarebbe andato male chi ha venduto il legname, ma idonee soluzioni adattative avrebbero reso la struttura più versatile, amovibile e trasferibile, a secondo dei periodi stagionali.
Una idea non da poco quella dei giovani che hanno segnalato l’opportunità di tale soluzione, che può dare luogo a imprese di rappresentanza, aziende che si occupano delle trasformazioni e delle personalizzazioni di container usati vuoti, nonché la possibilità per tanti proprietari di terreni, meglio se interclusi nell’abitato, di locare i terreni per il posizionamento dei container.
Problemi di autorizzazione non ce ne dovrebbero essere, perché se è stato autorizzato quello al centro di piazza Malta, non ci potranno essere limitazioni di nessun genere per qualsiasi altra collocazione.
