È stato il primo, più pesante e acuto intervento fra quelli successivi alla presentazione del PRG approvato dalla giunta Cassì, avvenuta, ieri sera, martedì 15 novembre, all’auditorium della Camera di Commercio.
Lo ha pronunciato l’avv. Riccardo Schininà, leader del nuovo movimento politico cittadino GenerAzione e possibile aspirante alla candidatura a Sindaco della Città di Ragusa.
Lo riportiamo integralmente, considerandolo anche sintesi egregia ed esaustiva del contenuto di tutti gli altri interventi che si sono succeduti dopo la presentazione del PRG approvato dalla giunta.
Abbiamo scelto questo intervento, perché in questa fase ancora conoscitiva del nuovo strumento urbanistico, nella quale tutti ci dobbiamo ancora rendere conto della materia trattata, a disposizione da pochissimo tempo, l’avv. Schininà ha pensato bene di non entrare nel merito delle scelte, ma di esporre il proprio dissenso per la strategia procedurale, poco incline alla condivisione con i cittadini e poco opportuna considerato il periodo preelettorale.
“We Care”
Con queste parole l’Unione Europea lancia il motto caro a Don Milani, in quanto ritiene che l’obiettivo fondamentale della nostra comunità sia quello di mettere il cittadino nelle condizioni di importarsi della cosa pubblica; di avere a cuore la cosa pubblica e di farsi carico delle responsabilità.
La premessa è d’obbligo in quanto noi oggi intendiamo soffermarci sulle scelte di metodo poste in essere da questa amministrazione per l’adozione del Piano Regolatore Generale.
Riservandoci di analizzare il merito, rileviamo due grandi anomalie democratiche sul metodo in quanto:
– da un lato, il processo che conduce all’adozione dello strumento è carente con riguardo all’ASCOLTO, ALLA COMPRENSIONE AL CONFRONTO ED AL COINVOGIMENTO DEL CITTADINO;
– dall’altro lato il tempo elettorale scelto per l’adozione è frutto di scarsa sensibilità democratica e scarso rispetto delle istituzioni.
ASSENZA DI COINVOLGIMENTO REALE DELLA CITTA’
Con riguardo al primo punto, riteniamo che il confronto con la comunità, per essere reale, debba essere preceduto
- dall’ascolto delle esigenze della città;
- dalla divulgazione dello strumento che si intende approvare
- ed, infine, dal tempo necessario per la comprensione.
Questo è il motivo per il quale l’incontro di oggi così come gli eventi di concertazione sullo schema del PRG del 9/10 ed 11 febbraio del 2019 sono eventi privi di confronto democratico in quanto tanto ieri quanto oggi Vi è una totale asimmetria informativa tra il palazzo e la piazza; ed infatti, ci chiediamo quanti dei presenti e quanti cittadini conoscono tutte le tavole progettuali del piano e le variazioni rispetto al piano preesistente.
L’urbanistica partecipata impone di richiedere ai cittadini quali sono le esigenze, i punti di forza e di debolezza, i rischi e le opportunità della città.
In secondo luogo, la comunità deve conoscere e comprendere sia in termini generali che di dettaglio le tavole progettuali; il singolo cittadino ha diritto in questa fase di sapere semplicemente cosa accadrà di fronte la propria casa o nel proprio quartiere in quanto, come dice Renzo Piano “Un brutto libro si può non leggere; una brutta musica si può non ascoltare; ma il brutto condominio che abbiamo di fronte a casa lo vediamo per forza”.
In terzo luogo dopo aver eliminato l’asimmetria informativa tra il palazzo e la piazza sarà possibile avviare un reale confronto che consenta al cittadino (inteso sia come singolo che come comunità) di rendersi partecipe e di dare il proprio contributo al futuro della propria città e che consenta al consiglio comunale di adottare il P.R.G. avendo ascoltato la città ed esprimendo al meglio il proprio ruolo rappresentativo.
In concreto:
– Il Comune avrebbe dovuto sottoporre a tutti i cittadini un questionario richiedendo di fare una analisi swat del territorio;
– Il Comune avrebbe dovuto esporre per almeno 2 mesi tutte le tavole progettuali del nuovo PRG e del previgente PRG;
– Il Comune avrebbe dovuto coinvolgere la collettività con azioni di comunicazione, consultazione ed empowerment;
– Il Comune avrebbe dovuto aprire tavoli di lavoro.
La legge non impone il confronto che abbiamo descritto e, inoltre, il nostro Comune non ha adottato un regolamento sui processi di partecipazione territoriale in attuazione alla direttiva 35/2003 (ad eccezione del bilancio partecipativo).
Quindi noi non poniamo un problema di legittimità bensì di opportunità politica.
Essendo per noi imprescindibile il coinvolgimento della città, ed in conformità con il nostro animo propositivo, SAREMO NOI a sottoporre alla cittadinanza un questionario sulle esigenze urbanistiche della città e SAREMO NOI ad esporre per i mesi di novembre e dicembre tutte le tavole del P.R.G. nel cuore pulsante della citta; un luogo aperto alla cittadinanza dove incontreremo, sin dalla prossima settimana, singoli cittadini, associazioni di categoria e movimenti per studiare il piano proposto, per rimuovere quella asimmetria informativo oggi esistente e per confrontarci sullo stesso.
Inoltre, intendiamo offrire uno strumento agli attuali consiglieri comunali, assessori e Sindaco in quanto analizzeremo il piano centimetro per centimetro, perequazione per perequazione al fine di verificare se sussistono incompatibilità o inopportunità.
Auspico che il noi sia riferito a tutte le forze politiche alternative all’attuale governo della città in quanto l’esigenza di coinvolgimento democratico della città non ha e non deve avere primogeniture politiche.
INOPPORTUNITA’ POLITICA DI AVVIARE L’ITER DI ADOZIONE NEL PERIODO PRE-ELETTORALE.
In secondo luogo, desideriamo rimarcare la grave inopportunità di avviare il procedimento di adozione del PRG in fare elettorale.
Nonostante il PRG generi valori per milioni di euro, siamo sicuri che la scelta dei tempi non è dettata dall’esigenza di tutela di interessi privati o particolari bensì semplicemente dalla scarsa sensibilità democratica di questa amministrazione.
Scarsa sensibilità democratica in quanto, la campagna elettorale è la palestra del dialogo con i cittadini dove occorre analizzare complessivamente ciò che è stato fatto ciò che si sarebbe dovuto fare e ciò che si farà.
Il procedimento di adozione del PRG avrà una durata non inferiore a 4 mesi tra adozione, osservazioni e controdeduzioni, ed andrà a monopolizzare il dibattito elettorale non consentendo alla città una reale valutazione globale sull’operato dell’attuale amministrazione.
Alla luce di quanto detto siamo fiduciosi che il Presidente del Consiglio Comunale prenda atto dello spirito costruttivo delle nostre osservazioni e si astenga dal convocare il consiglio comunale per l’adozione del PRG; in subordine, qualora intenda alterare lo spirito democratico della fase elettorale, chiediamo che almeno aspetti un tempo congruo per consentire l’ascolto, la comprensione ed il confronto della comunità in modo tale che il consiglio comunale possa esprime al massimo la propria rappresentatività.
