Una nota di Confimpreseiblea per lamentare i mancati controlli sulle ordinanze sindacali riferibili alla notte di Capodanno.
Appare ingenua la nota del presidente territoriale di Confimprese, Peppe Occhipinti, c’era l’ordinanza per vietare la vendita di prodotti in bottiglia di vetro e invece le bottiglie erano sparse dovunque, il divieto era rivolto agli esercenti della zona, ma si estendeva anche all’introduzione, all’interno di Piazza San Giovanni da parte dei cittadini di bottiglie di qualunque gradazione e in qualsiasi contenitore di vetro, nonché altre bevande contenute in lattine e in bottiglie di vetro.
Ma sono ordinanze che si scrivono, per mettersi a posto con le norme, nessuna potrà mai pensare che vengano rispettate quando non c’è la possibilità di adeguati controlli, addirittura, fra le maglie della legge si potrebbe verificare che chi fermasse eventuali contravventori, sarebbe ripreso dalle autorità e i colpevoli subito rimessi in libertà per non far perdere loro un solo momento della serata.
C’era anche l’ordinanza per il divieto assoluto, su tutto il territorio comunale, di accensione, lancio e sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette e oggetti similari.
Ma alla mezzanotte, anche prima, l’orchestra di mortaretti, petardi, bombette e oggetti similari, ha deliziato la città, in barba all’ordinanza.
Peppe Occhipinti traccia un bilancio della notte di Capodanno in piazza San Giovanni non esaltante.
Mancanza di decoro e pulizia, addirittura, ma è ormai una costante, chiusi i bagni pubblici di corso Vittorio Veneto, ed è il tutto dire in una serata come quella in questione.
Conclude drasticamente il presidente territoriale di Confimprese: “Abbiamo chiesto più volte, al sindaco Cassì, un tavolo di confronto sulle mille problematiche del centro storico senza avere, di contro, nessun riscontro. Questi problemi, ormai costanti, sono tra gli elementi che contribuiscono alla fuga verso la periferia. Se continuano ad andare via i residenti presto anche le imprese inizieranno a guardare altrove con effetti intuibili”.
Ma i semplici comunicati, evidentemente, non servono a nulla, visti i risultati dopo 5 anni di riunioni, confronti e comunicati stampa, in prossimità delle elezioni comunali ci vorrebbero azioni più incisive e un coinvolgimento maggiore delle forze di opposizione che dovrebbero affiancare le associazioni di categoria per proteste nei confronti dell’incapacità degli amministratori di fare fronte anche alle esigenze più semplici.
