Era prevedibile che, alla luce degli ultimi sviluppi, il centro destra ibleo, si desse da fare per le prossime comunali di primavera.
Un confronto a Roma tra il senatore Sallemi, di Fratelli d’Italia, e l’on.le Minardo, segretario regionale della Lega, dal quale è scaturita l’esigenza di un tavolo con i parlamentari, leggi Assenza e Abbate, i partiti e i movimenti civici di centro destra per decidere la strategia per le prossime elezioni amministrative in provincia di Ragusa.
In una nota diffusa dall’onorevole Minardo, che, ricordiamo, è anche Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, anche a nome del senatore Sallemi, si legge: “A Ragusa, Modica, Comiso e Acate la riflessione sulle candidature alle amministrative partirà dal perimetro delle forze di centrodestra e verrà aperta a tutte le forze del civismo costruttivo.
Il nostro impegno è consolidare l’alleanza di centrodestra e coinvolgere le espressioni migliori del civismo ragusano, l’obiettivo è quello di dare alle città che andranno al voto amministrazioni di alto profilo capaci di entrare in sintonia con il governo regionale e nazionale” concludono Minardo e Sallemi.
Chiaro a questo punto, che si costituirà un tavolo di confronto che deve vedere protagonisti, prima di tutto,
Fratelli d’Italia, la Lega, Forza Italia e l’altra espressione iblea del centro destra che non sappiamo se dover chiamare UDC o Nuova DC di Totò Cuffaro.
Attorno al tavolo, è auspicata la presenza, come espresso da Minardo e da Sallemi, di tutte le forze del civismo costruttivo, viene ribadito che l’intento, oltre a quello di consolidare l’alleanza di centrodestra, è quello di coinvolgere le espressioni migliori del civismo ragusano.
In entrambi i passaggi, da quanto si legge, si legge di civismo costruttivo, di voglia di coinvolgere le espressioni migliori del civismo ragusano, non escludendo , quindi, espressioni politiche che non siano di centro destra.
Forse, per deformazione territoriale, guardiamo principalmente alla piazza del capoluogo, scontate le vicende saranno a Comiso, come facili da risolvere saranno le indecisioni sulle varie alternative ad Acate.
A Modica la partita è tutta fra Minardo e Abbate, solo a Ragusa il contesto è quanto mai variegato e aperto a soluzioni diverse.
L’appello per il coinvolgimento delle forze civiche, anche senza tanti distinguo sull’ispirazione politica, è obbligato per le forze di centro destra che, dal 2013, non sono riusciti ad esprimere presenze in consiglio comunale, né nulla hanno fatto per mantenere vive le strutture di partito.
In pratica, non escludendo mai mirabilie della politica, sempre possibili, lo scenario di questo tavolo non dovrebbe andare oltre la presenza, come area di centro destra, di Ragusa in Movimento e, come espressioni di centro, di Partecipiamo e al Movimento Civico Ibleo, questi ultimi, però, attuali alleati di Cassi.
Da escludere una presenza al tavolo di Ragusa Prossima, peraltro già molto vicina all’accordo con Cassì, resterebbero come espressioni civiche di livello, in grado di dare ossigeno di voti, di credibilità politica e di consenso, solo INSIEME di Maurizio Tumino e Patto per Ragusa di Ciccio Barone.
Considerando quest’ultimo ormai sotto l’ala di Nello Dipasquale, resterebbe Tumino come unico interlocutore di alto livello.
Per il resto, ci sarebbe solo Ripensare Ragusa di Massimo Iannucci e l’espressione del movimento partito di De Luca, ma entrambi sembrano muoversi nella direzione dell’aspirante candidato di GenerAzione, Riccardo Schininà, addirittura è trapelato da un’ultima riunione, alla quale avrebbero partecipato GenerAzione, il gruppo di Deluca, Forza Italia, Insieme, Ripensare Ragusa e il gruppo del consigliere D’Asta, che venerdì prossimo sarebbe a Ragusa proprio De Luca per rafforzare la coalizione attorno alla candidatura di Riccardo Schininà.
Unica variabile, a questo punto, considerando INSIEME nella possibile coalizione di centro destra, per evitare una possibile scomoda convivenza con il centro sinistra e, segnatamente, con l’on.le Dipasquale, resta il gruppo di Mario D’Asta che escluderebbe una convivenza con Fratelli d’Italia, come pure quella con il suo vecchio partito, il PD, e potrebbe presentarsi, alla corte di Cassì, vestito a festa come espressione civica, come unico sfogo alle ambizioni di entrare nelle stanze dei bottoni.
Questo è lo scenario reale, tutte le altre variabili sarebbero solo giochi di prestigio della politica.
Ad oggi lo scenario più realistico è quello dell’alternativa fra Riccardo Schininà o, in subordine Raffaele Schembari o di Ciccio Barone e l’uscente Cassì che, in questo contesto potrebbe vedere dirottati consensi afferenti ai moderati di centro destra verso il candidato di area.
Il centro sinistra dovrebbe avere, come naturali alleati, i grillini, già in parte rivolti a Schininà, per attestarsi come favorito della contesa che sembra avviarsi all’insegna del ‘tutti contro Cassì’.
