Questione trasporto urbano AST, si gioca e si esagera con la comunicazione

Che il momento elettorale possa fare brutti scherzi è fisiologico ma quando la comunicazione eccede la normale strumentalizzazione, diventa anche pericolosa politicamente.
L’odierno comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune di Ragusa, dal titolo : “Missione a Palermo del sindaco Cassì e dell’assessora alla Mobilità Licitra, Scongiurato il fermo del servizio urbano Ast” è quanto di più fuorviante sia mai stato diffuso da Palazzo dell’Aquila.

Ma andiamo con ordine, dalla comicità dei fatti regionali a quella locale del comunicato in oggetto.

Nei giorni scorsi, autorevoli testate regionali riferivano del rischio di un blocco del trasporto urbano AST, in circa 13 comuni dell’isola, fra i quali anche Ragusa e i comuni della provincia serviti dall’AST, Modica, Scicli, Chiaramonte Gulfi.
Una interruzione del servizio provocata dalla crisi infinita dell’AST, circa di 70 milioni di euro la situazione debitoria, tale da imporre una sospensione del servizio.
Da tempo la Società partecipata della Regione è in crisi di liquidità, ci sarebbe una lettera che il presidente dell’Ast, Santo Castiglione, avrebbe inviato al governo regionale per preannunciare questi tagli decisi dal CDA per carenza di fondi, per l’impossibilità di espletare un servizio poco remunerativo nell’attuale situazione finanziaria.
Avevamo già scritto che, forse, si sarebbe trattato della solita storiella del cane che abbaia ma non morde, ci ha dato ragione la cronaca siracusana quando il presidente della Commissione Mobilità, il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Carta, ha annunciato che la vicenda poteva rientrare, l’Ast si sarebbe dichiarata disponibile a fare marcia indietro.
La questione, non di poca importanza, coinvolge anche la sorte di oltre 700 lavoratori dell’Azienda, non a caso sono state convocate riunioni con i sindacati, con le associazioni datoriali e anche con il Presidente della Regione che sembrerebbe non disponibile a ulteriori iniezioni di liquidità nella disastrata partecipata.
Situazione quanto mai complicata anche alla luce delle ultime normative nazionali ed europee che imporrebbero, dal prossimo anno, la sostituzione degli autobus (circa 200) non più a norma con le regole antinquinamento.
Che si trattasse di una vicenda tragicomica, si aveva certezza dopo la notizia che l’AST proseguirà nel garantire i collegamenti urbani gestiti dall’azienda, ci sarebbe stata la disponibilità di una proroga di due anni per i collegamenti urbani gestiti dall’azienda pubblica di trasporti in 14 centri della Sicilia.
Cosa c’è di comico? Ma se si paventava il blocco del servizio dal 1° marzo, quali sarebbero gli elementi nuovi che avrebbero fatto cambiare idea al Presidente dell’AST?
Non è dato sapere.
Si sa solo che al vertice erano presenti oltre l’assessore Alessandro Aricò, il capo del dipartimento Fulvio Bellomo, i rappresentanti dei 14 centri in cui i trasporti urbani sono gestiti dall’Ast (Acireale, Augusta, Barcellona Pozzo di Gotto, Caltagirone, Carlentini, Chiaramonte Gulfi, Gela, Lentini, Milazzo, Modica, Paternò, Ragusa, Scicli e Siracusa), l’azienda e le associazioni datoriali Asstra e Anav”.
Il capo di gabinetto e il responsabile della segreteria dell’Assessore regionale avrebbero fatto sapere che “AST ha trovato una quadratura con i 13 comuni”, secondo quanto riferito ai giornali dal segretario regionale Fit Cisl.
Quali le condizioni che hanno determinato il passo indietro dell’azienda, non è dato sapere nemmeno dal comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune di Ragusa, nel quale si vorrebbe far apparire determinante la presenza e l’intervento dell’assessore alla mobilità del Comune di Ragusa, Licitra.
Ampie notizie di cronaca dell’incontro hanno riferito di una miracolosa risoluzione della questione, per merito della mediazione dell’assessore Aricò, presenti i rappresentanti dei comuni interessati.

Il comunicato con il commento dell’assessore Licitra potrebbe far capire, senza una attenta lettura, che si è trattato di un confronto dedicato ai nostri rappresentanti.
Addirittura la Licitra commenta di “un incontro proficuo e costruttivo sia da un punto di vista di salvaguardia di un servizio essenziale, sia per ciò che riguarda le prospettive future della nostra mobilità, per le quali la nostra Amministrazione ha idee ben chiare”.
Da fonti palermitane non c’è traccia di discussione, nel vertice, sulle prospettive future della nostra mobilità.
Dalla nota si apprende che, scongiurata l’interruzione del servizio, “così come previsto dall’Unione Europea per questo genere di casi, provvederemo a stipulare un nuovo accordo che manterrà le medesime condizioni economiche dell’attuale, provando però a migliorare la qualità del servizio”.
E qui il miracolo che fa pensare come sindaco e vicesindaco non siano stati a Palermo ma a Lourdes, AST è in coma finanziario, trova, però, la forza, anche economica, di stipulare con Ragusa un nuovo accordo alle medesime condizioni economiche.
Ast, infatti, si è impegnata infatti – recita ancora il comunicato – a venire con una propria delegazione a Ragusa per discutere dei sistemi di bigliettazione, del rinnovo del parco mezzi e della possibilità di prevedere bus sostitutivi così da non interrompere il servizio in caso di eventuali guasti.
Nel frattempo, così come previsto per tutti i Comuni, ci sarà la facoltà di emettere bandi per il servizio di trasporto pubblico, per l’assegnazione ad un nuovo soggetto che formulerà la migliore offerta sia da un punto di vista economico che qualitativo, sulla base di quanto previsto all’interno del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, approvato sotto questa Amministrazione, che contempla l’osservanza delle specifiche esigenze del nostro territorio e della nostra utenza.
Come da cinque anni, solo parole.

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