Impossibile non dedicare un intero articolo al commento dei due consiglieri comunali, superstiti del gruppo di Ciccio Barone, in consiglio comunale, Gianni Mezzasalma e Luca Rivillito.
I due tengono a presentarsi non come appartenenti al gruppo misto, ma vantano l’appartenenza ad un nuovo gruppo civico, Patto per Ragusa, del quale si parla da tempo ma del quale, ufficialmente, non si conosce nulla.
Ma cosa dire dell’atrocità del destino, appartenere ad un gruppo civico dop aver lasciato il gruppo di Cassì che, in questo momento, i gruppi civici li cerca con la lampadina tascabile.
Ma veniamo ai nostri Mezzasalma e Rivillito che lamentano la mancata approvazione, nella seduta di bilancio del civico consesso, dei loro emendamenti, rivolti ai disagiati, alle piccole e medie imprese e alle famiglie che adottino un cane del rifugio sanitario.
I due pattisti baroniani ci danno conferma della riunione durante la quale il sindaco ha dato indicazioni di voto ai suoi sugli emendamenti al bilancio: una riunione per nulla ‘burrascosa’, come viene definita, perché i consiglieri del gruppo presenti, come sempre, hanno ascoltato le indicazioni di Cassì e nessuno ha avuto da ridire. La burrasca, casomai, è scoppiata all’arrivo delle consigliere Raniolo e Iacono che, informate delle indicazioni di voto, non le avrebbero accettate e sono state infastidite dalla sollecitazione pesante del collega Dimartino.
Ma i due baroniani ricordano tutte le riunioni di maggioranza alle quali hanno partecipato? Non ricordano veti per qualche atto non della allora maggioranza? Non ricordano la terra bruciata creata attorno agli esponenti di opposizione, con i poco opportuni interventi addirittura del sindaco e degli assessori che, in aula, davano indicazione negativa di voto sull’atto?
Dove sono stati nei 5 anni precedenti? E poi, con cotanto indiscutibile leader, non sanno che la politica è fatta, democraticamente, di maggioranza e opposizione?
Gli attuali fatti di politica nazionale, bonus, aumenti, reddito di cittadinanza, trascendono sempre dall’interesse dei disagiati, dalle esigenze delle imprese e dei lavoratori.
Rivillito, addirittura, ha avuto la fiducia del sindaco che lo ha tenuto, per anni, come collaboratore per i servizi sociali, Mezzasalma, più volte, interveniva durante le sedute di consiglio comunale e recitava, a turno, l’elegia del sindaco, di qualche singolo assessore, dell’amministrazione.
Ora non possono venire a diffondere lezioni di etica politica.
Le politiche per lo sviluppo economico sono state, sin dall’inizio della sindacatura, un totale fallimento, sotto gli occhi di tutti, ma non ricordiamo comunicati specifici dei due pattisti, contro l’amministrazione o, in particolare, contro l’assessore: perché non ne hanno chiesto la sostituzione per palese incapacità a venire incontro alle esigenze dello sviluppo economico?
Rivillito parla di politica usata male per far male e per interessi elettorali, come se vivesse in un mondo diverso e fantastico, anzi, vantandosi come conoscitore del settore per la sua collaborazione, perché non ha sollevato le incipienti emergenze per le famiglie disagiate, nell’emendamento si tratta solo di 25.000 euro, perché non ha pensato mai di proporre di spostare le somme di turismo, spettacolo e cultura, anche non interamente, verso i servizi sociali, tenuto conto di quanto speso pe-r l’estate e per Natale?
Se 25.000 euro potevano servire per due mesi di emergenza, pensate a quanti mesi potevano provvedere 500.000 euro.
Indecifrabile poi la soddisfazione moderata in merito all’emendamento riguardante il servizio domiciliare anziani e disabili, sub emendato con parere favorevole, che ottiene l’approvazione in aula.
Una vera e propria boutade l’interrogarsi se a porre il veto, di cui parlano come cosa certa, fosse stato il sindaco. Ma chi altri poteva essere?
Il pattista Mezzasalma conclude con le recriminazioni per la bocciatura della proposta di costituire un capitolo ad hoc per agevolazioni alle famiglie che vanno ad adottare un cane presso il canile municipale: ma cosa ha fatto, di concreto, il loro leader, per anni assessore al ramo?
Da ultimo, la chicca del gruppo consiliare, del quale hanno parte fino a ieri, che vota in maniera passiva: ma loro cosa hanno fatto per anni?
Tutto ciò premesso, diamo conto, ugualmente, della comunicazione dei due baroniani, che non ci piace nei contenuti e nei metodi, meno che mai nelle strategie, come non ci soddisfa la linea che tiene Ciccio Barone dopo la sua defenestrazione, linea che dovrebbe essere controllata dalla coalizione di cui fa parte.
Piuttosto, auspichiamo che i richiami dei due consiglieri comunali alle tante cose che non andrebbero nell’amministrazione Cassì fossero meglio spiegate all’opinione pubblica per avere piena contezza di quello che dicono e ritenerlo affidabile e credibile
Ciccio Barone ha lanciato la pietra nello stagno per tante cose, ma i cerchi concentrici della superficie dell’acqua sono svaniti e, ancora, sappiamo molto poco: lavori pubblici, urbanistica, cultura sviluppo economico, e tanto altro…ci sarebbero tante cose da conoscere….
