Di recente la venuta dell’assessore alle attività economiche della regione siciliana, in mancanza di adeguate e competenti risorse in quanto ad assessori, sarebbe d’uopo che le organizzaizoni datoriali si facessero interpreti dei bisogni della collettività, ma non solo con semoplici istanze alla regione e con la diffusione del comunicato stampa per dimostrare attività interessamento.
Già nel mese di febbraio scorso, Confcommercio faceva notare come le ZES non decollano. Si tratta di u na questione solamente scandalosa che dimostra l’assoluta inadeguatezza degli assessori al ramo che si sono succeduti. Ma nessuno protesta adeguatamente, chiedendo la sostituzione di elementi di giunta palesemente inefficaci nella loro azione, forse, anche, per la mancanza di competenze.
Confcommercio scriveva a febbraio che le Zone economiche speciali in Sicilia non riescono a trovare spazio e modo di esprimere le proprie potenzialità, soprattutto perché non riescono a tirarsi fuori dai meandri della burocrazia. Nonostante il quadro normativo sia favorevole, le Zes, nella nostra Regione, non suscitano, tuttora, quell’interesse che ci si aspettava da parte degli investitori nazionali e internazionali”.
In pratica un flop epocale. Ma qualcuno ha chiesto conto all’assessore nel corso della sua visita a Ragusa?
Il Presidente regionale di Confcommercio sembra avere le idee chiare: “Non è stato ancora attuato quanto previsto in tema di infrastrutture, quindi l’ampliamento e ammodernamento delle strutture presenti e la messa in sicurezza delle aree coinvolte. E poi perché manca, a nostro avviso, un piano di semplificazione amministrativa e burocratica e questi sono elementi imprescindibili, che permetterebbero il decollo dell’iniziativa, considerato che il “decreto Semplificazioni” ha stanziato ulteriori fondi a disposizione, oltre che aver aumentato le agevolazioni fiscali a favore dello sviluppo delle Zes” e aggiunge: “Tra l’altro, il Dl n. 77/2021 introduce procedure semplificate, autorizzazione unica, tempi dimezzati, silenzio-assenso, conferenza dei servizi e si propone di garantire maggiore autonomia di manovra e maggiore rapidità di azione ai commissari straordinari”.
Quindi ci sarebbero le condizioni per lavorare al meglio, come specifica a proposito dei fondi PNRR: “Tutto questo – spiega ancora Manenti – passa anche dai finanziamenti provenienti dal Pnrr, con la legge del 2021 mentre la normativa delle Zes è del 2017. Dunque i fondi del Pnrr, calati in questo contesto, diventano importanti e determinanti. Fondi del Pnrr che serviranno per le infrastrutture che diverranno, a questo punto, fondamentali: penso ad esempio alle strade che dovranno condurre velocemente alle aree portuali e poi ritengo sia necessario supportare i Comuni sui progetti Pnrr, sia sotto l’aspetto tecnico che amministrativo, con lo scopo di riqualificare il territorio e la costa”
Ma non è più tempo di belle parole e di chiacchere nei convegni.
Anche la CNA ci va con la mano morbida, viene l’assessore alle attività produttive e ci si limta a semplici richieste su Bonus Energia Sicilia e sull’importantissimo nodo delle Camere di Commercio.
Fatte salve le richieste tecniche e l’esigenza di prorogare il bando Bonus energia Sicilia, è stato il presidente territoriale Cna Ragusa, Giuseppe Santocono a sottolineare come “Sono necessari bandi a misura di piccole e medie imprese del territorio che rappresenta un modello economico effervescente e deve essere sostenuto e tutelato”
Del tutto inadeguata, invece, la posizione morbida rispetto alla scandalosa vicenda delle Camere di Commercio: il segreatrio territoriale Caccamo dice che sono emersi spunti assolutamente positivi, facendo notare come utile l’interlocuzione avuta in questi mesi, dal sistema Cna Sicilia con l’assessorato Attività produttive. Interlocuzione che, però, concretamente non ha ancora portato a nulla, come a nulla è servita la concertazione con il commissario straordinario Antonio Belcuore.
Giusto dire che occorre ridare una governance alla Camcom attraverso il protagonismo delle associazioni di categoria e sottolineare all’assessore come deve essere avviato un percorso di dialogo per trovare una soluzione per gli enti camerali che risponda alle esigenze delle imprese, ma sull’argomento ci sono state troppe parole e solo scelte penalizzanti sul territorio che esigono precise prese di posizione, proteste precise e richieste ai vertici regionale di rimozione di quelle figure politiche e della burocrazia che non sanno dare le risposte idonee alle esigenze della Sicilia tutta.
I cinque anni del governo Musumeci sono stati il nulla assoluto, il governo Musumeci sembra sulla stessa strada, ma nessuno si ribella.
