Gli spot di una campagna elettorale strana: il Gruppo Peppe Cassì Sindaco parla di cultura

Continua una campagna elettorale strana, nella quale il sindaco uscente si sofferma solo su quello che è stato fatto, intrapreso o anche solamente progettato. Nessun accenno ad programma elettorale per i prossimi 5 anni, su quello che si vuole fare, forse si aspetta un’altra emergenza pandemica per raccogliere finanziamenti congrui.
Gli avversari politici non colgono l’opportunità di attaccare il concorrente su questo versante e si soffermano, per lo più, su argomenti banali, ovvi, che qualunque sindaco deve mettere nelle prime pagine dell’agenda di governo, non c’è nulla di nuovo, sembra che Ragusa sia destinata a galleggiare per altri 5 anni.
Oggi, tutti parlano di cultura, l’argomento scaturisce da una iniziativa di alcuni personaggi “di cultura” che recitano in un video pro domo sua, perché a Ragusa c’è anche questo, a fare istanze per la cultura non sono veri uomini di cultura, ampiamente riconosciuti, ma imprenditori di sé stessi del settore che, con argomentazioni, più o meno valide, cercano di portare acqua al proprio mulino, contestando ogni tentativo dell’assessore e dell’amministrazione di servirsi di altri mulini.
In pratica, gli elettori scelgono un sindaco, una amministrazione, ma dovrebbero soggiacere ai diktat dei tavoli, non è possibile scegliere, distinguere, preferire un genere di cultura piuttosto che un altro.
Non si può affidare alla democrazia, alla scelta del popolo, degli elettori, nemmeno il settore culturale e le iniziative da prediligere, si devono privilegiare gli artisti e le compagnie locali, non si può spaziare per fare respirare cultura di più ampio raggio e valenza.

Oggi il Gruppo Peppe Cassì Sindaco ci parla di promozione della cultura, ma solo nella direzione di valutare positivamente quello hanno fatto Cassì e la sua giunta, per acclarare che debbono essere riconfermati per quello che hanno fatto, non per quello che vorranno fare e ci propongono per il futuro.
Una sorta di cambiale in bianco, sui meriti acquisiti, o presunti tali, senza nemmeno capire quali saranno gli assessori indicati per avere contezza, per esempio, di chi sarà chiamato a gestire la cultura.

Il gruppo richiama tutto quello che è cultura, libri, biblioteche, restauri, riconoscimento UNESCO, musei, percorsi storici, e richiama quello che è stato fatto per questi aspetti della cultura: in verità si può citare ben poco, qualche restauro al Castello, al Parco, poco di completato, nulla per l’UNESCO, non si comprende perché viene citato, citare i musei, archeologico, del “del Prodotto Contadino” e “della Città”, è offesa all’intelligenza dei ragusani.
Poi si accenna agli spettacoli che meglio sarebbe definire eventi culturali, lo spettacolo a poco a che fare con la cultura degli uomini di cultura.
Tre direttive: la prima, gli spazi, dopo cinque anni si parla di teatro tenda e di sala Falcone Borsellino, del tutto dimenticati, su parla di teatro della Concordia che affonda le origini della sua idea progettuale nel passato remoto della città.
La seconda direttiva quella della proposta teatrale, del tutto di scarsa valenza artistica, solo se messa a confronto, per esempio, co le stagioni del piccolo ma prezioso Teatro Donnafugata dove la qualità della programmazione era fin troppo evidente anche agli ignoranti di cultura.
Terza direttiva quella dei contributi, ordinari e straordinari, per gli eventi e le mnifestazioni culturali per i quali si vantano norme chiare e meritocratiche, si sottolinea, negativamente, lo storico principio che vedeva il politico di turno scegliere e finanziare a proprio piacimento, ma chi deciso finora, e con quali criteri, è poco chiaro.

Questa la nota in oggetto del Gruppo Peppe Cassì Sindaco

Gruppo Peppe Cassì Sindaco. La promozione della Cultura lungo tre direttive: spazi, teatro, regole trasparenti

Spesso si intende la cultura come spettacolo, dimenticando che per una città Cultura è biblioteca, è restauri (Donnafugata ne è esempio), è Unesco (siamo tornati in White List), è musei (Mu.De.Co. finalmente aperto, il Museo Archeologico lo sarà a giorni, i nuovi musei “del Prodotto Contadino” e “della Città” sono in via di completamento), è aggregazione (vedi il Centro Commerciale Culturale), è valorizzazione dei percorsi storici (Latomie riaperte e sentieri per siti come Grotta delle Trabacche, Riparo Sotto Roccia e Ipogeo di Cisternazzi finalmente restaurati).

Cultura è certamente anche spettacoli, sebbene il ruolo di un Comune non sia propriamente quello del Direttore artistico. La visione che l’Amministrazione Cassì ha voluto dare in questo specifico settore è chiara: non assistenzialismo ma opportunità strutturali di sviluppo, seguendo tre direttive.

La prima riguarda gli spazi: Teatro Tenda e Sala Falcone Borsellino hanno beneficiato o stanno beneficiando di ristrutturazioni importanti ed economicamente ingenti, per non parlare dei lavori in corso per restaurare il Concordia e dotare finalmente Ragusa di un vero Teatro Comunale, per di più in centro.

La seconda direttiva riguarda la proposta teatrale. L’Amministrazione ha offerto alla città due stagioni degne di nota, contribuendo a riaprire un luogo caro a tutti i Ragusani quale il Teatro Duemila, e al contempo collaborato con tutte le realtà artistiche della città, che sono state rese protagoniste in diverse occasioni. Ragusa Città-Teatro, Piazza Grande, Vivere il Parco, Pietre Narranti di prossima realizzazione sono solo esempi di rassegne promosse dal Comune e realizzate con la sinergia delle compagnie locali.

La terza direttiva riguarda i contributi per gli eventi culturali e artistici, finalmente incanalati in un sistema unico e trasparente di regole e calendari condivisi. In un deserto di norme chiare e meritocratiche, è stato sovvertito lo storico principio che vedeva il politico di turno scegliere e finanziare a proprio piacimento.

È stato infatti approvato un nuovo regolamento contributi che ha portato a razionalizzare la presentazione di domande per grandi eventi (contributi ordinari) e piccole proposte (contributi straordinari).
Sono state inoltre create categorie dedicate alle feste patronali principali e alle manifestazioni religiose minori.
Il tutto è stato inserito in calendari di ampio respiro, quali l’Estate Iblea e Ragusa città del Natale, programmati con maggiore anticipo rispetto al passato; un principio imprescindibile per generare indotto sulla città.

Che sia tramite la richiesta di contributi dal privato al Comune o viceversa, con una proposta di collaborazione partita dall’Ente, le compagnie locali hanno quindi potuto beneficiare di un sostegno che, determine alla mano, in alcuni casi è stato meritatamente superiore alle diverse decine di migliaia di euro, oltre a un ripetuto utilizzo gratuito dei luoghi e alla disponibilità di servizi e attrezzature.

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