La ‘fata verde’ ha stregato i politici a Palazzo dell’Aquila

Oggi prodotto di nicchia, l’assenzio per secoli è stata la bevanda maledetta, come gli artisti che a lei facevano ricorso per trovare ispirazione. Bevanda creata da un medico francese rifugiatosi in Svizzera, nel 1792, ha esercitato il suo fascino su scrittori, poeti, pittori, capitanati dai “poeti maledetti” francesi.
Per secoli la ‘fata verde’ ha esercitato un fascino particolare su artisti come Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Gustave Flaubert, Émile Zola, ma anche Oscar Wilde ed Ernest Hamingway.
Veniva consumata su una zolletta di zucchero posta su un cucchiaino traforato, appoggiato sull’imboccatura del bicchiere, in modo che lo zucchero aumentasse l’effetto alcolico. Per anni bevanda dannata, è stata rivalutata anche per effetti benefici sulla salute.
Qualche bottiglia sarà rimasta in qualche recesso di Palazzo dell’Aquila, di certo qualche assaggio avrà influenzato il dire euforico che va di moda fra i frequentatori, di maggioranza e di opposizione.

Il sindaco Cassì, per l’ormai tradizionale canale del Gruppo Peppe Cassì sindaco, celebra, con enfasi e legittimo orgoglio, la conclusione dell’attività consiliare, coincidente con l’approvazione del Consuntivo 2022.
Una civica assise che si sarebbe rivelata molto produttiva, superando anche le criticità della pandemia, e che in 157 sedute ha prodotto ben 440 atti.
Dice Cassì che ha considerato l’Aula consiliare la sede più appropriata nella quale confrontarsi e discutere degli atti necessari alla città, nella quale i consiglieri eletti possono rappresentare le istanze provenienti dal popolo. Ma dalla sua parte politica, hanno sempre detto che non c’è stata mai condivisione delle scelte, se non a cose fatte e decise, in aula abbiamo visto quanta condivisione c’è stata con le minoranze, se non nelle ultime settimane con qualche minoranza che è stata folgorata dal fascino del ‘capitano’
“L’approvazione del bilancio consuntivo nei termini di legge è l’ennesima dimostrazione di una Amministrazione efficace, funzionante e reattiva – ha detto Cassì – sottolineando come anche con la campagna elettorale in corso, hanno pensato agli interessi della comunità”
Cassì così conclude: “Volevamo amministrare fino all’ultimo giorno del mandato istituzionale. Lo stiamo facendo. Non è stato sempre facile, abbiamo avuto di fronte bivi complicati, abbiamo dovuto affrontare scelte difficili e maggioranze non sempre mantenute con gli stessi consiglieri. Non ci siamo mai fermati e questa Aula non ha fatto mancare il necessario supporto, nell’interesse di Ragusa. Dobbiamo essere tutti fieri ed orgogliosi perché abbiamo contribuito a migliorare la qualità amministrativa dell’ente e, di conseguenza, la qualità della vita in questa splendida città”.

E via alla foto ricordo di questo aprile 2023, con i nuovi alleati e con Mario Chiavola dimentico di tutto quello che ha detto nei 5 anni contro l’amministrazione, il sindaco, gli assessori.
Lo stesso Mario Chiavola che rilevava, ieri, prima della seduta di Consiglio comunale, come a San Giacomo manca l’acqua da due giorni, lo stesso Chiavola che dopo la relazione dell’assessore Giovanni Iacono ha lamentato come, nonostante le floride condizioni economiche, il Comune non riesce a far arrivare una autobotte a San Giacomo, pare per carenza di personale. Ma una foto vale bene una autobotte in ritardo di giorni.
Una atmosfera surreale che pervade tutti, anche lo stesso Giorgio Mirabella è arrivato a ringraziare il consiglio tutto dopo che, con lucida premeditazione, ha sempre bocciato ogni minima proposta delle minoranze.

Un’altra nota che ci lascia basiti è quella del consigliere Anzaldo che si mostra allibito per lo spettacolo squalificante delle ex opposizioni che hanno approvato il consuntivo.
Ma è ormai storia vecchia, ben più evidente il voto di scambio che c’è stato per l’approvazione del bilancio in cambio di qualche emendamento approvato, perché Anzaldo non si è sollevato prima, perché Anzaldo ha titubato fino alla fine dei cinque anni, pur avendo avvertito fibrillazioni da molto tempo?
Dice che non c’è coerenza per aver incassato i voti di D’Asta, Gurrieri, Iurato e Malfa, comprende che la politica è mutevole, che tutti vogliono restare in sella.
Però, qualche perplessità la desta anche Anzaldo che, con un errore da matita blu, si definisce consigliere comunale di Fratelli d’Italia. Al massimo, può essere un consigliere del gruppo misto, il suo futuro con Fratelli d’Italia non ha alcun nesso con le attuali sindacatura e consiliatura. Tutt’al più può lasciare adito a qualche perplessità sulla sua coerenza: se stai dalla parte di Fratelli d’Italia, cosa del tutto legittima, se non dettata dai successi del momento, perché il consigliere non si sollevato quando Cassì ha rotto con il partito che lo aveva lanciato nell’agone politico?
Ci piace che abbia letto e mutuato il nostro titolo, e lo ringraziamo, ma senza andare al passato, non possiamo condividere la sua assenza nella seduta incriminata, di ieri.
Se tanti avessero abbandonato Cassì alle prime avvisaglie di inciuci e rapporti strani, con elementi di sinistra di varia provenienza, forse oggi affronteremmo realtà diverse: alle prime avvisaglie di riunioni carbonare con gli esponenti di Ragusa Prossima si dovevano denunciare le anomalie.
Si dovevano tutelare gli elettori che avevano votato a destra per allontanare i fantasmi della sinistra.
Oggi Cassì, eletto dalle destre, da una parte del centro destra, capitalizza il suo mandato a beneficio di chi era fuori e fuori sarebbe rimasto per altri cinque anni, senza dire che Cassì è un carro del vincitore ancora tutto da scoprire, anche nella sua comodità perché l’affollamento e da barcone di immigrati.
La città ha capito anche troppo, ma la gente manda in Consiglio uomini come Anzaldo per essere difesa, non per fare salotto e fotografie.
Se il consigliere Anzaldo, assieme a Rivillito, a Mezzasalma, alla Salamone, alla Iacono, avesse fatto valere il suo mandato e avesse alzato la voce, oggi racconteremmo storie diverse.
Ma le colpe non sono solo dei consiglieri comunali, anche l’assessore Barone si lamentava da molto tempo, ma ha voluto restare in sella fino all’ultimo.
Ora Cassì ride e Barone piagnucola, Anzaldo si mostra disgustato; non resta che attendere il pomeriggio del 29 maggio, per vedere chi sorriderà e chi, invece, no, chi, eventualmente, si leccherà i baffi.

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