Riccardo Schininà rigetta accuse di strategie a danno di Cassì e parla di normale dialettica democratica

Peppe Cassì ha avuto nella sua comunicazione, e continua ad avere, l’arma migliore per cercare di ottimizzare le sue strategie. Quello di ieri, dopo il confronto fra i candidati organizzato dall’Ordine dei Medici, ancorché ineccepibile dal punto di vista formale – il sindaco riferisce di un sopralluogo al Giovanni Paolo II per verificare l’avanzamento dei lavori di nuovi reparti e laboratori di farmacia – appare, inevitabilmente, come ennesimo racconto della città in fermento, della città viva, all’avanguardia, che rinasce grazie alla amministrazione virtuosa.
L’equivoco voluto, che nasce solo dallo stile del gioco delle tre carte di napoletana memoria della comunicazione di palazzo – il sindaco sa bene che per quanto citato nel post e nella nota alla stampa non ha fatto nulla – scatena legittimamente, considerato anche il clima di campagna elettorale, le reazioni unanimi e convergenti di tutti i rivali, di assessori indicati e di semplici candidati al consiglio comunale, segretari di partito.
Un momento di grave impasse della comunicazione del candidato che ne segna la caratura.

Questo l’intervento in merito del candidato sindaco Riccardo Schininà:

Dichiarazione del candidato sindaco Riccardo Schininà sulla ‘dialettica democratica’

“La propensione di Peppe Cassì a rivestire il ruolo della vittima, non si capisce se spontanea o artatamente costruita, ha ormai raggiunto livelli parossistici.
Il sindaco uscente, forse preoccupato da un inatteso andamento della campagna elettorale che non gli fa intravedere il risultato agognato, ci fa sapere anche a mezzo social di sentirsi attaccato dagli altri candidati sulla base di ipotetici accordi già confezionati.
Voglio rassicurare il primo cittadino che non si sta tramando alle sue spalle; quello che sta succedendo non si chiama ‘spalleggiarsi’, si chiama dialettica democratica, assolutamente normale e direi auspicabile non solo in campagna elettorale ma in qualsiasi fase della vita democratica di una città.
Forse Cassì non è emotivamente o politicamente in grado di reggere il confronto?
Perché altrimenti affidare a chi gestisce la sua comunicazione, poche ore dopo il confronto dal vivo di ieri sul tema della sanità, informazioni su prossime aperture di reparti ospedalieri che non ha saputo fornire durante i suoi interventi? Forse lui stesso non ne era al corrente?
Eppure, il sindaco desidera impartirci lezioni di politica e di logica argomentativa, anche se, a leggere bene l’ultima comunicazione, la coerenza fa acqua da tutte le parti.
Per anni ha dichiarato di essere amico dell’ex Presidente Musumeci e dell’Assessore Falcone, legame che spiega assai chiaramente la sua tiepidezza quando si è trattato di alzare la voce alla Regione per difendere il nostro territorio.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: Ospedale, Camera di Commercio, Aeroporto degli Iblei, Corfilac, Fam, Club Med e via continuando con un lungo elenco di crisi e perdite.
Ancora una volta, quando si affrontano questi argomenti, il sindaco ripete il ritornello “Non è di mia competenza”, questo è perfettamente logico e coerente se si ha una visione del ruolo del sindaco come di un burocrate passacarte.
Oltre a non ricordare le sue amicizie passate, l’attuale sindaco rinnega anche quelle presenti quando afferma di non essere alleato dell’onorevole Ignazio Abbate della Nuova DC di Totò Cuffaro, eppure ricordiamo tutti molto vividamente l’esplicito endorsement del deputato a favore di Cassì a cui abbiamo assistito pubblicamente appena qualche mese fa e riportato dalla stampa.
Del resto, la barzelletta del civismo non fa più ridere nessuno, le propaggini dei tanto vituperati partiti sono ben visibili nelle liste che sostengono il candidato sindaco Cassì, con buona pace ancora una volta della coerenza e della trasparenza.

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