Si infiamma il clima elettorale, a Ragusa, a 10 giorni dal voto, ma sono solo fuochi di paglia

Si infiamma il clima elettorale, a Ragusa, anche se non come sarebbe plausibile a 10 giorni dal voto per una contesa che si vorrebbe mostrare accesa.
Da un lato il sindaco uscente che vorrebbe trovare la riconferma per una continuità amministrativa che considera dovuta, dall’altra parte tutti contro Cassì, il centro destra di Fratelli d’Italia, snobbato dall’attuale sindaco, con i suoi leader, il centro destra di Maurizio Tumino che, memore di quanto subito nel 2018, non aspetta altro che vedere il sindaco riconsegnato agli affetti familiari, la coalizione riformista e progressista, naturale avversario dell’attuale amministrazione, come lo sono i 5 Stelle e la sinistra.
Ci sono schermaglie piccole, come quelle di Ciccio Barone che nel suo ciclo di video inserisce quello per il sindaco che andrebbe girando per le contrade con un faldone dove sarebbero i progetti per le reti fognarie e idriche, progetti che, però, Barone, tramite i suoi consiglieri comunali, non trova negli uffici, salvo atti che vengono fuori dopo attente ricerche del segretario generale.
Ci sono le schermaglie più consistenti, su temi che erano stati portati sul tavolo della campagna elettorale dal candidato sindaco Riccardo Schininà su terreni che sarebbero dovuti diventar edificabili da agricoli, ascrivibili nella proprietà a parenti di Cassì. Schininà sembrava aver dimenticato il particolare, non lo ha dimenticato, invece, Maurizio Tumino che lo ha sfoggiato, ieri, martedì 16 maggio, nella tribuna elettorale di RAI 3 regionale che ha intervistato i rappresentanti delle varie liste per il Consiglio comunale di Ragusa.
Il Sindaco se la prende, oltremodo, anche se ha contezza di essere iin una botte di ferro: gli avversari politici cercano solo di screditare la sua figura di ricandidato facendo leva su motivi di opportunità politica, non potrà mai essere perseguito per progetti fantasma o per gli incarichi perché non ci sono irregolarità o estremi di reato. Solo per la presa d’atto del PRG, che avrebbe dovuto essere, in ogni caso, approvato dal civico consesso, avrebbe potuto, forse dovuto, astenersi dal partecipare alla seduta di giunta all’uopo convocata.

Oggi, Peppe Cassì diffonde una nota sul clima che si è venuto a creare:

Gruppo Peppe Cassì sindaco. Dichiarazione del candidato Peppe Cassì: “Continuerò a parlare di Ragusa”

“Ragusa è una città piccola, ci si conosce un po’ tutti e le voci corrono in fretta. Non ci vuole quindi molto perché mi giungano all’orecchio, o sul telefono, certe gravissime insinuazioni, volte solo a gettare fango.

È successo, ieri, è successo oggi: praticamente tutti i giorni. Incontri ristretti, propaganda porta a porta, gruppi Facebook e soprattutto il tam tam su whatsapp con tanto di video, screenshot e fantomatiche prove.
Ma allora perché non denunciare tutto alla autorità giudiziaria anziché affidarsi a certi sistemi per alimentare diffamanti voci di corridoio?

Con una superficialità allarmante, si dice e si inoltra di tutto: piano regolatore, progetti “fantasma” invece esistenti, incarichi pubblici… elementi tecnici su cui, è verificabile, non ho mai messo o fatto mettere né becco e né mano.

A me sembrano i disperati tentativi di chi ha bisogno di andare (o tornare) al più presto al potere; provocazioni finalizzate a spingermi a replicare e controreplicare trascinandomi nella polemica, un campo in cui perderei perché loro sono senza dubbio più bravi di me.

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