La nuova geografia del Consiglio comunale di Ragusa

Completato lo scrutinio nelle 71 sezioni della città, si possono estrapolare i nomi degli eletti in Consiglio comunale, ancora non ufficiali, appartenenti alle diverse liste secondo i calcoli relativi alle percentuali.
Con il 62% dei voti per il sindaco Cassì e con il 57, 2% della coalizione a suo sostegno, la maggioranza in aula consiliare dovrebbe godere di 17 consiglieri comunali, secondo la seguente spartizione:

8 consiglieri per la lista Cassì Sindaco che ha ottenuto il 24,48 % dei votì
4 per la lista. Partecipiamo che ha ottenuto il 12,42 % dei voti
2 per la lista Ragusa Prossima che ha ottenuto il 7,35 % dei voti
2 per la lista Terra Madre che ha ottenuto il 7,33 % dei voti
1 per la lista De Luca per Cassì Sindaco che ha ottenuto il 5,63 % dei voti

Le minoranze che, vista l’esperienza dei 5 anni precedenti, non ci sogniamo di chiamare opposizioni, conquistano solo 7 seggi. Non avendo raggiunto il previsto limite del 20% non entra in Consiglio comunale il candidato sindaco risultato secondo, Riccardo Schininà, alla cui coalizione vanno 5 consiglieri:
2 consiglieri alla lista del Partito Democratico che ha ottenuto il 7,34 % dei voti
2 consiglieri alla lista Generazione che ha ottenuto il 6,03 % dei voti
1 consigliere alla lista Territorio che ha ottenuto il 5,18 % dei voti

Altri due consiglieri vanno, rispettivamente, a Fratelli d’Italia, che ha ottenuto il 6,6 % dei voti e al Movimento 5 Stelle che ha ottenuto il 5,19 % dei voti.

Sulla base delle preferenze ottenute dai candidati, al momento non ufficiali ma pubblicate sul sito del Comune di Ragusa dovrebbero risultare eletti:

per la lista Cassì Sindaco, Gianni Giuffrida il più votato in Consiglio comunale con 1.017 voti, Simone Digrandi, 768 voti, Federico Bennardo, 655 voti, Elvira Adamo, 454 voti, Fabrizio Ilardo, 450 voti, Oriana La Licata, 409 voti, Katia Pasta, 405 voti, Marco Antoci, 396 voti.

Per la lista Partecipiamo, Mario D’Asta, 527 voti, Rosanna Caruso, 477 voti, Carla Mezzasalma, 404 voti, Gianna Occhipinti, 398 voti

Per la lista Ragusa Prossima, Gianni Iurato, 542 voti, Sebastiano Zagami, 244 voti

Per la lista Terra Madre, Giovanni Gurrieri, 456 voti, Marco Galifi, 219 voti

Per la lista De Luca, Saverio Buscemi, 226 voti

Per le minoranze 2 consiglieri al Partito Democratico, Peppe Calabrese, 601 voti, Mario Chiavola, 577 voti
2 consiglieri alla lista Generazione, Gaetano Mauro, 403 voti, Podimani Giuseppe, 384
1 consigliere alla lista Territorio, Angelo La Porta, 480 voti
1 consigliere alla lista di Fratelli d’Italia, 209 voti
1 consigliere alla lista Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, 275 voti

Del tutto prevedibili alcune variazioni, nella lista del sindaco si potrebbero liberare 3 o 4 posti di consigliere, lasciando spazio ai primi dei non eletti, che sarebbero nell’ordine Maria Grazia Criscione, 393 voti, Sergio Schininà, consigliere uscente, 392 voti, Clorinda Arezzo, già assessore alla Cultura, 371 voti, e Daniele Vitale, consigliere uscente, 349 voti.
A fare posto, rinunciando al seggio di consigliere comunale, potrebbero essere Gianni Giuffrida, ove confermato assessore, Elvira Adamo, gi indicata assessore da Cassì, Fabrizio Ilardo e Simone Di Grandi se fossero indicati assessori, nulla da fare per il quarto dei non eletti, Vitale, ove uno dei 4 indicati sarebbe chiamato a rivestire la carica di Presidente del Consiglio che, alla luce dei numeri, dovrebbe essere scelta della lista Cassì.
Nella lista Partecipiamo non si intravedono possibilità per il primo dei non eletti, Sortino, come pure è opinione comune che non rinuncerà alla carica di consigliere comunale il primo della lista Terra Madre, Gurrieri, per fare posto a Maria Malfa, imprevedibili le scelte di Saverio Buscemi al riguardo.
Stabilizzata dovrebbe essere la situazione anche per Ragusa Prossima.

Guardando ai non eletti, spiccano i nomi, oltre a quelli già citati, nella lista del Sindaco Cassì, del capogruppo uscente, Andrea Tumino, 261 voti, di Fabio Bruno, consigliere uscente, 195 voti, di Luigi Rabito, assessore uscente e già consigliere comunale, 171 voti, di Cettina Raniolo e di Emilio Dimartino, rispettivamente 169 e 152 voti, entrambi consiglieri uscenti.
Nella lista Partecipiamo non è stato eletto Salvatore Cilia, il più votato della lista Cassì nel 2018.
Per la lista di Fratelli d’Italia, un mare di delusi, travolti dal ciclone Cassì, non eletti i vertici locali del partito e del movimento giovanile, Alessandro Sittinieri e Simone Diquattro, l’avv. Savarese, leader di Ragusa in Movimento, Ignazio Nicastro, Filippo Spadola, già consigliere comunale 5 Stelle nella sindacatura Piccitto, Giuseppe Rizza e Umberto Calvanese, vicecoordinatore cittadino del partito.
La lista INSIEME non raggiunge il quorum del 5 %, sono sprecati i consensi per Mirabella e Lo Destro, fra le liste a sostegno del candidato sindaco Schininà deluse le aspettative di Elisa Marino e di Maria Licitra, del tutto prevista la debacle e di Ciccio Barone e della sua lista.

Da ultimo qualche considerazione per la partita non ufficiale dei consensi personali per il consiglio comunale, i nomi che si guardavano per il più alto numero di voti sono stati surclassati dalle performances di Giuffrida, assessore uscente con 1017, di Simone Digrandi, 768 voti, e di Federico Bennardo 655, tutti e tre alla prima candidatura per il civico consesso e della lista Cassì Sindaco.
Nella lotta interna al PD Calabrese ha avuto la meglio su Chiavola, 601 contro 577 voti, entrambi hanno vinto la gara virtuale con Mario D’Asta ex PD, che si è fermato a 527 voti.
Di tutto rispetto la performance di Gianni Iurato, 542 voti, come detto, sprecati i voti di Giorgio Mirabella e Peppe Lo Destro, 537 e 532, al di sotto delle aspettative Angelo La Porta con 480 preferenze.

Per chiudere, in questa vasta rassegna vanno considerati, pur senza fare nomi, i flop epocali di alcuni candidati che si erano messi in vista con palesi pretese di successo e hanno ottenuto un bottino di voti assai poco dignitoso per candidati che forse, vanno alla guerra come se giocassero al superenalotto.
Candidati che hanno riempito i social, e non solo, di post, di comunicati, di sermoni, di discorsi farneticanti, di considerazioni critiche all’indirizzo di Cassì e della sua amministrazione, dimostrando di non avere nessuna capacità politica e, soprattutto, nessuna percezione dello scarso consenso.

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