Parlare di opposizioni in consiglio comunale, a Ragusa, è come discutere del sesso degli angeli.
L’ultima opposizione di un certo peso, che attaccò sempre in maniera feroce, fui quella all’amministrazione 5 Stelle di Federico Piccitto. Il sindaco, gli assessori, i consiglieri di maggioranza erano attaccati costantemente e anche con argomentazioni e documentazioni pregnanti, gli amministratori erano spesso inviatati alle dimissioni e furono costretti, in qualche caso, a rivedere atti o, addirittura, a ritirarli.
Lo show in aula era condotto da Maurizio Tumino e da Peppe Lo Destro, con Giorgio Mirabella, Angelo La Porta ed Elisa Marino, Sonia Migliore incantava con i suoi interventi e le sue interrogazioni da accademia, Giorgio Massari era l’autore degli interventi dai contenuti concreti, incentrati più sulle problematiche che sulla voglia di fare spettacolo, anche Giovanni Iacono, dopo il periodo del patto di responsabilità con i 5 Stelle, divenne il protagonista dell’opposizione. E ancora Mario Chiavola e Mario D’Asta per il PD e il prof. Ialacqua che teneva sulla corda l’amministrazione per le questioni ambientali ed energetiche.
Un consiglio comunale era un appuntamento da non perdere, sedute in notturna, interventi della Polizia, scontri epici quando si parlava di bilancio, con eccezioni procedurali che non si contavano, ricorsi al TAR ed esposti continui al servizio ispettivo dell’assessorato regionale agli enti locali che, in più di una occasione, condivideva i rilievi pur precisando che la sua funzione era limitata e non comprendeva il potere sanzionatorio che poteva derivare solo da una sentenza del Tribunale Amministrativo.
Ma si deve dire anche che l’opposizione, per quanto di tutto rispetto, rivelò anzitempo una carenza di incisività e di risultati che lasciavano presagire come non solo il sindaco Piccitto sarebbe arrivato indenne alla fine del mandato, ma i 5 Stelle erano sempre nelle condizioni di essere riconfermati, come, in effetti, stava avvenendo se non fosse stato per le tensioni interne al Movimento.
L’opposizione all’amministrazione Cassì si è rivelata non solo di inconsistente caratura, povera di argomentazioni e scadente sul piano politico, nel contesto di un livello generale del civico consesso assai basso, una opposizione che ha fatto solo il solletico e alla fine ha visto, addirittura, 4 consiglieri sui 9 originari di opposizione, consegnarsi a Cassì inchinandosi per una alleanza in cambio di poltrone.
Mario D’Asta da PD si è avvicinato all’on.le Abbate e si è riparato sotto le insegne di Partecipiamo, Gianni Iurato ha seguito le mosse di Giorgio Massari e di Ragusa Prossima ed è stato fra i primi a consegnarsi all’avversario. Gurrieri, altro vicino al deputato Abbate, ha lasciato i 5 Stelle per andare a sedere in giunta, come ha fatto Giorgio Massari. Anche Giorgio Mirabella ha avuto modo di avere trattative con Cassì per un suo passaggio in maggioranza, nella parte finale della sindacatura quando si cercavano di stabilire le alleanze per il futuro.
In ogni caso una opposizione morbidissima anche quella di Giorgio Mirabella, come quelle di Gurrieri e di D’Asta che, sin dal 2018 lanciavano segnali di disponibilità alla collaborazione e si vantavano di una opposizione costruttiva.
Le uniche, apparentemente incisive, le opposizioni di Mario Chiavola, del PD, che incentrava il suo impegno a riportare sollecitazioni dei suoi elettori e a far esaurire le menti dei consiglieri di maggioranza nelle sedute di bilancio, con scarsi risultati in entrambe le occasioni, e quella del capogruppo 5 Stelle, Firrincieli, a tratti pesante, altre volte più impegnato a fare passerella accanto al sindaco per iniziative di cui si assumeva una paternità non sua. Ma i risultati sono stati sotto gli occhi di tutti.
Una opposizione da dimenticare, ma non è stato così per gli elettori che, in qualche caso, hanno premiato anche le giravolte dei consiglieri: D’Asta dal PD è passato alla DC di Cuffaro, anche se non ufficialmente – non ci sono dichiarazioni ufficiali di netta lontananza da Abbate che dalla nuova DC è il deputato che si vanta di avere suoi rappresentanti nella giunta Cassì – la gente non è rimasta impressionata dal cambio di sponda e ha riconfermato la fiducia, gli elettori hanno premiato anche il salto della quaglia di Gurrieri, come pure hanno condiviso le scelte di Giorgio Massari e del suo consigliere Iurato.
Il nuovo consiglio comunale ha solo 7 consiglieri di opposizione, certo non è facile dare per certa una tenuta forte della coalizione del sindaco, ma un margine di maggioranza di 4 consiglieri, ai quali si potrebbero aggiungere elementi che non appaiono come un pericolo per l’amministrazione, rende il cammino piuttosto sicuro.
Solo Chiavola del PD e Firrincieli del Movimento 5 Stelle sono superstiti della passata consiliatura e, per come detto, non si preannunciano toni tali da preoccupare.
Una opposizione forte dovrebbe e potrebbe venire dal segretario cittadino del PD, Calabrese, e dal Presidente di Territorio di Marina di Ragusa, Angelo La Porta, come pure dai due rappresentanti di GenerAzione, Gaetano Mauro e Giuseppe Podimani.
Non si attende una opposizione pesante e rigida da parte del dr. Bitetti, consigliere di Fratelli d’Italia.
Fuori dal consiglio comunale numerose le voci che possono considerarsi opposizione all’amministrazione, ma non si prevede, al momento, quali potranno essere gli atteggiamenti, il livello di azione politica e la voglia di fare opposizione seria dall’esterno.
Innanzitutto, i consiglieri uscenti, Rivillito, Mezzasalma, Iacono, Malfa, poi le formazioni politiche che si sono rivelate nettamente avversari di Cassì, Ri-pensare Ragusa di Massimo Iannucci, INSIEME di Maurizio Tumino, quella virtuale di Ciccio Barone, Patto per Ragusa.
