È del tutto chiaro che, ormai la politica è diventata un enorme ‘circo barnum’, un immenso baraccone di portenti.
Per restare alla politica siciliana, basta leggere l’ultimo articolo di Mario Barresi sui possibili sviluppi, nell’isola, in funzione delle prossime europee e delle prossime probabili provinciali, per capire come, ormai, è difficile capire quali sono i partiti, chi sono i politici, quali sono le bandiere e le ideologie.
Si muove tutto e solo all’insegna delle poltrone e del potere, da raggiungere ad ogni costo.
Il capoluogo ragusano non è da meno, alle ultime elezioni comunali abbiamo visto una schiera di peripatetici, con idee più o meno chiare, transitare dall’opposizione alla maggioranza vincente del sindaco in carica, anche nello schieramento opposto di centro sinistra non si è capito molto, con presenze dell’ultimo minuto del tutto inspiegabili, come quella dell’ex assessore Barone, e dei suoi ormai pochi fedeli (non ci sentiamo di chiamarli fedelissimi, perché gente pronta a fare il prossimo salto, se Barone non fosse in grado di garantire i piaceri ambiti) che, dall’alleanza con Cassì del 2018 passa al centro sinistra, possibile alleato anche dei 5 Stelle e delle sinistre, per finire, poi, dopo la debacle epocale nel movimento di centro dell’on.le Dipasquale, Territorio, dopo aver fatto campagna elettorale, alle regionali, per il PD.
L’ultima ‘sceneggiata’ ce la regala, alla vigilia di Ferragosto, il nuovo segretario cittadino di Fratelli d’Italia: in una nota per informare della scelta del vicesegretario cittadino del partito nella persona di Simone Diquattro, responsabile di Gioventù Nazionale, primo dei non eletti nella lista per le ultime comunali, il segretario cittadino trova lo spazio per informare di una sua visita di cortesia al sindaco Cassì, accompagnato, appunto, da Diquattro e dal consigliere comunale, il dr Rocco Bitetti.
Già dai primi interventi, si era capito che l’azione di opposizione, attraverso il consigliere comunale non sarebbe stata di stampo ‘fascista’, ora questa visita di cortesia al sindaco che ha sdegnosamente rifiutato tutte le avances dei parlamentari locali di Fratelli d’Italia, tendenti ad una alleanza ad ogni costo, suona, perlomeno strana.
Non fosse altro che per tutte le critiche e le accese reprimende del candidato sindaco di Fratelli d’Italia nei confronti di Cassì, in campagna elettorale.
La visita avrebbe avuto l’obiettivo di allacciare rapporti di bon ton istituzionale, per noi un ennesimo tentativo di stabilire rapporti con Cassì: a noi la cosa fa solo sorridere perché, ove Cassì fosse propenso a rivedere le sue posizioni nei confronti di Fratelli d’Italia, lo farebbe da leader incontrastato in città, dove salterebbero, possibilmente, segretari e vice, per fare spazio ai suoi fedelissimi, molti dei quali delusi dopo le singole sconfitte elettorali.
Se, come indicato da più parti, gli sguardi di Cassì sono invece posati sul partito di Calenda, con il quale ci sono avanzati contatti, tramite il collega sindaco di Siracusa, ispiratore perfino di qualche presenza in giunta, ancora più sconsiderato l’ennesimo corteggiamento di Fratelli d’Italia.
Ma non è il solo episodio ‘strano’ di questa stagione politica: anche il sindaco di Santa Croce Camerina, notoriamente vicino all’on.le Assenza, assiduo frequentatore della campagna elettorale del candidato di Fratelli d’Italia a Ragusa, l’avv. Cultrera, dove si è visto intrattenersi, spesso, anche con il senatore Sallemi, in una recente intervista al quotidiano locale ha fatto professione di fede per il progetto di civismo di Cassì.
Comprendiamo come anche il sindaco di Santa Croce Camerina è uno di quelli che si è svestito delle sue simpatie politiche e ha preferito presentarsi di civico, vestito tanto di moda oggi, ma leggere che si abbraccia il progetto dei sindaci civici, c’è anche il sindaco di Comiso, guarda caso anche lei con simpatie nei confronti di Fratelli d’Italia e dei suoi leader, non escludendo un dialogo con i partiti e preoccupandosi di condividere i pareri dell’on.le Assenza, è proprio troppo per l’intelligenza politica, ancorché scarsa, degli interlocutori.
