Tutti fanno a gara per parlare dell’aeroporto di Comiso, addetti ai lavori e politici si sforzano di essere presenti nel dibattito, ma, alla luce di quello che si legge, è evidente che non sdanno di cosa parlano.
Scorrendo le pagine facebook ci si imbatte in un post di SARDEGNA IN VOLO, dove si può leggere di un accordo quinquennale fra l’aeroporto di Alghero e Ryanair, un operativo quinquennale con le rotte Bologna, Napoli, Pisa – due volte la settimana -, Milano Malpensa – tre volte la settimana -, Milano Bergamo – sei volte a settimana.
Si può evincere che è solo questione di contratto: a questo punto occorrerebbe capire se per un contratto di questo tipo, per collegamenti con Roma, Milano, Bologna, Torino, Bari, occorra il benestare della SAC che potrebbe intravedere conflitto di interesse con il traffico del suo aeroporto.
Superato questo particolare, non indifferente e vincolante per i rapporti fra l’aeroporto di Comiso Comiso e la SAC, basterebbe sapere i costi di un contratto similare, informandosi con la Ryanair o con l’aeroporto di Alghero o con il sindaco della città. Non dovrebbe essere difficile arrivare a conoscere, se non i termini del contratto, l’entità delle somme in ballo.
Lo stesso potrebbe valere per stipulare accordi di questo tipo con altri vettori.
Dopo di ciò, si può capire se si può far funzionare l’aeroporto di Comiso, chi ne ha le competenze per farlo, quali sono i vincoli con SAC, quale dovrebbe essere l’impegno economico e quanta parte di questo potrebbe attenere al territorio.
Tutto il resto è fumo, parole inutili, ridicole passerelle mediatiche per politici in carriera.
