I benchmark del Cassì 2 fanno emergere elementi negativi

Sta per esaurirsi il periodo delle ferie, anche se guardare ai politici e agli amministratori, peraltro di fresca nomina, come a degli addetti del settore presse di Mirafiori che, come consuetudine, chiudeva i battenti ad agosto, può sembrare un paradosso.
Sacrosanto qualche giorno di riposo, ma sono amministratori da nemmeno tre mesi, secondo i canoni convenzionali gli toccano, fino alla fine dell’anno, solo tre giorni di ferie.
Premettiamo che è diffusa tra la gente, ormai, la consolidata posizione che il sindaco Cassì è stato rieletto con il 63% dei consensi, con un voto plebiscitario, che porta a concludere che tutto quello che fa è fatto bene e che, soprattutto, è apprezzato, comunque, dalla gente, come per le cose che non fa, per le criticità segnalate, ormai in verità ben poche, alle quali non prestano attenzione né lui né la sua squadra di governo.
Con questa premessa, e considerati gli attori di minoranza sul campo, critiche e rilevi sono solo materiale d’archivio.
La rielezione del sindaco, la tanto sbandierata opportunità della continuità amministrativa, non si sono ancora percepite, c’è una sorta di lupa marina sulla giunta, dove alcuni assessori sono addirittura scomparsi, neanche i nuovi alleati hanno mostrato particolare attività, meno che mai attraverso i loro rappresentanti in consiglio comunale.
Degli assessori, Giuffrida e Digrandi indugiano sugli stadi di avanzamento dei lavori per stadio e piscina, Simone Digrandi si è trovato più a suo agio con i vari appuntamenti estivi che hanno avuto i giovani come protagonisti, tutti dagli esiti assai positivi come non poteva non essere con Digrandi come coordinatore.
A parte Giovanni Iacono, entità indiscutibile della giunta, si è avuta percezione solo dell’attività di Giorgio Massari e di Mario D’Asta, il primo con una intensa attività di monitoraggio e studio delle particolari esigenze del suo settore, D’Asta impegnato, non poco, e con risultati obiettivamente positivi, fra raccolta dei rifiuti a Marina di Ragusa, verde pubblico e decoro urbano.
Solo dai social si è potuto apprendere di una intensa attività dell’assessore Distefano, con prevalente attenzione alle esigenze sulle spiagge per pedane, rifiuti, e docce (si deve dire che, per il primo anno non ci sono state lamentele per le docce sulle spiagge, in qualche modo l’operato di Distefano avrà avuto il suo peso), ma si deve rilevare come tutto questo impegno e il relativo lavoro non siano stati oggetto di comunicazione, non si è saputo nulla, non si sa se per scarsa dimestichezza con la comunicazione o per il veto di sindaco e comunicatore per uscite autonome.
Non pervenuti ai radar della comunicazione gli assessori Adamo, Gurrieri e Pasta, ancorché non ci sono elementi per dire che non hanno lavorato in questi primi 50 giorni di attività.
Sull’attività del primo cittadino, come detentore delle deleghe per turismo, cultura ed eventi, meglio stendere un velo di rispettoso silenzio, visti i risultati, senza dubbio dovuti alle eccessive fatiche della campagna elettorale che hanno richiesto più giorni di assoluto riposo.
Nessun segnale di vita da parte del consiglio comunale, eccezion fatta per i due ‘professionisti’ della civica assemblea.
Non venendo meno alle riconosciute doti, innegabili, di origine politica, di classe politica e di competenze indiscutibili, gli unici che hanno dato spettacolo sono stati, naturalmente, Marco Antoci, capogruppo di CassìSindaco, e Gaetano Mauro, leader e capogruppo di Generazione.
Antoci, di certo figura di spicco del civico consesso, dopo aver tenuto un atteggiamento riservato, di profilo non alto tale da non essere esposto mediaticamente, ha rilasciato una intervista a Daniele Distefano, dell’autorevole online quotidianodiragusa.it, che è stata una lectio magistralis di politica e di politichese.
Dopo aver ammesso di non essere stato particolarmente attivo sui social e sulla stampa, ha sottolineato come pensa di portare avanti con responsabilità e con impegno il delicato mandato degli elettori e del suo gruppo,
evidenziando come l’assenza di una comunicazione massiccia non sia di ostacolo per svolgere un’attività proficua nell’interesse della comunità.
Poi il capolavoro, alla assai pungente domanda del giornalista su come “intenda armonizzare la vivacità di consiglieri del suo gruppo con l’esigenza di compattezza dello stesso”, un passaggio che non può non essere riportato integralmente: “Il gruppo che mi onoro di rappresentare, che conta ben otto consiglieri, è costituito da colleghi preparatissimi e pieni di entusiasmo; è un gruppo molto ben assortito, composto da persone di età, esperienza politica e professionale e competenze diverse, che intendiamo mettere a sistema per fare il bene per la città. Ben venga il dialogo interno, se costruttivo e funzionale a ricercare le soluzioni migliori. Non posso però che rilevare che, dal momento in cui sono stato nominato capogruppo, non ho riscontrato criticità nella compattezza del gruppo e, ferma restando l’irrinunciabile libertà delle opinioni di ciascuno, sono sicuro che seguiremo tutti lo stesso binario”.
Solo il figlio di un grande democristiano poteva aggirare così elegantemente l’argomento scabroso, ormai noto a tutti, delle fibrillazioni in seno al gruppo di maggioranza relativa.
Ha poi sottolineato la sintonia totale con le altre forze di maggioranza, escludendo differenziazioni, nella forma e nel contenuto, dalle politiche del sindaco per il quale sono riconosciute grandi doti di equilibrio, serietà e leadership
Deciso e convinto l’atteggiamento di massima disponibilità per la collaborazione con le minoranze, ma escludendo d prestare il fianco a polemiche sterili e critiche pretestuose, “ci relazioneremo con le minoranze in maniera direttamente proporzionale al grado di serietà che dimostreranno di avere”.

Di pari livello l’intervento del consigliere di minoranza Gaetano Mauro, la sollecitazione, invero non severa come sarebbe stato opportuno, al sindaco Cassì per la sua mancata risposta, nei tempi dovuti, all’interrogazione sulle questioni afferenti al porto turistico di Marina di Ragusa.
È stata l’occasione per rispolverare i temi delicati che aveva sollevato proposito della gestione del porto di Marina, sui paventati sui programmi di investimenti immobiliari legati alle attività turistiche di proprietà maltese. L’avv. Mauro, con la sollecitazione al primo cittadino di rispettare le minime regole dell’attività amministrativa, coglie l’occasione per chiedere una cabina di regia unica, che riunisca la città e gli imprenditori, locali e stranieri, che hanno deciso di investire, per ottimizzare le idee di sviluppo che si vogliono portare avanti anche in chiave urbanistica e dell’espansione della frazione marinara.
Un inspiegabile silenzio che trova spalla in quello delle altre forze politiche della città, che sembrano insensibili alla tematica, che coinvolge anche aspetti prettamente commerciali in relazione alla destinazione di uso di tutti i locali a terra che compongono l’infrastruttura, in una ottica di strategia turistica che deve essere strategia di sviluppo dove turismo e cultura devono essere perno per attrarre investimenti ed energie espansive compatibili con il territorio.

Per il resto, una civica assise con figure evanescenti, addirittura per soffiare la pasta fredda c’è stato un incontro con le forze politiche presenti in consiglio, incontro del quale è stata accuratamente tenuta all’oscuro la stampa, per discutere di Piano regolatore e le forze di minoranza non hanno sentito l’esigenza di coinvolgere il proprio elettorato per un tema tanto delicato che sarà al centro dell’attenzione, specie dopo le polemiche che già ci sono state dalla sua approvazione in giunta, nell’ottobre scorso.

Silenzio assoluto anche sulle più importanti emergenze della città: parcheggio interrato di Ragusa Ibla, entità e destinazione dei tagli per i fondi del PNRR, stato di avanzamento dei lavori della stazione bus e delle altre opere previste allo scalo merci, metroferrovia e riqualificazione stazione ferroviaria, lavori ai Canalotti di Punta Braccetto e al lungomare Bisani, di centro storico non si parla, di eliminazione delle barriere architettoniche nemmeno.

Occorrerebbe, poi, fare poi chiarezza sul bando di affidamento per il Museo del Prodotto Contadino di Donnafugata, per il quale serve massima trasparenza, pare ci sia stato un affidamento della struttura, unitamente all’ostello del ponte San Vito, ma, inspiegabilmente è tutto fermo, ci sono voci di possibili conflitti di interesse per rapporti societari dell’affidatario con qualche assessore, evidente che serve la massima trasparenza e per questo i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione dovrebbero essere i primi a chiedere di sgombrare il campo da illazioni e voci di ogni genere.

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