Torna la Fiera Agricola, ormai solo consueto rito di passerella politica

Secondo anno della Fiera Agricola orfana della organizzazione e del sostegno della Camera di Commercio.
In una nota si precisa che si intende consolidare “l’esperienza che ha avuto per capofila, nel 2022, il Consorzio interprovinciale allevatori di Ragusa”. Se, per la passata edizione, si poteva plaudire all’impegno dell’Associazione Allevator che aveva fatto di tutto per non far morire la Fiera, il ripetere l’esperienza senza aver pensato a rilanciare e valorizzare l’appuntamento, lascia basiti.
L’Associazione Allevatori non può avere le capacità e le professionalità adatte per un evento che resta, pur sempre, una delle poche manifestazioni fieristiche in Sicilia, degne di rilievo.
Il solo fatto che se ne sia parlato solo a settembre inoltrato, con enorme ritardo e con una comunicazione promopubblicitaria scarsa e di inevitabile dubbio effetto, lascia presagire la solita manifestazione ormai stantia, per come è stata ridotta negli ultimi anni, che vice solo, a livello di sagra di paese, per le quote di pubblico di utenti del settore meccanizzazione, per le famiglie che portano i bimbi a vedere gli animali e a farsi la foto sul trattore, per qualche appassionato di cavalli e per l’immancabile fruitore di degustazioni, assaggini e qualche prodotto tipico locale di non consueta reperibilità.
Il tutto condito dalla premiazione della domenica, consueta passerella per grandi e piccini, dall’onorevole al consigliere comunale, con foto di rito.
Di convegni importanti, di valorizzazione effettiva del ragusano DOP, di rilancio della razza modicana, di valorizzazione dell’asino ragusano, nulla o quasi, come nulla, o quasi, dei prodotti di eccellenza della terra iblea, vino, olio, che restano sempre nell’alveo dei prodotti di nicchia che non travalicano i confini regionali, quando va bene.
Di organizzazione manageriale di una manifestazione espositiva nemmeno se ne parla, meglio autocelebrarsi e autoincensarsi fra amici, spendendo, peraltro, sempre una barca di soldi che potrebbero essere megliom utilizzati.
Senza dire che già questa edizione dovrebbe essere propedeutica alla edizione n. 50 che si avvicina e che dovrebbe costituire non un punto di arrivo ma la nascita di un nuovo corso per una manifestazione totalmente rivista, in grado di assicurare al settore benefici effetti duraturi nel tempo.
Il presidente dell’Associazione Allevatori, organizzatore, parla di scommessa nella scommessa, preoccupante da sentir dire per chi gestisce l’edizione n. 48 di un evento fieristico.
“Una fiera che vuole tornare a essere protagonista”, un errore di comunicazione che conferma che la Fiera non è più protagonista e che l’anno scorso, forse, non si è riusciti a far rivivere l’evento.
Della serie: “Ritenta, sarai più fortunato”.

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