Anche l’organizzazione di un convegno, per attestare la piena consapevolezza della valenza del trasporto ferroviario, per i collegamenti del futuro.
Tanti hanno parlato e parlano di mobilità sostenibile, si riempiono la bocca di mirabolanti progetti di trasporto e collegamento sul nostro territorio, l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Ragusa precede tutti e, intanto, mette sul tavolo un confronto sulle opportunità di trasporto ferroviario per la nostra città.
Giorgio Massari ci crede, ci credono anche personaggi come Claudio Conti o Gurrieri del CUB trasporti, ci crede anche il sindaco Cassì, di altri personaggi protagonisti o presenti al convegno meglio tacere.
Il sogno del trasporto ferroviario è senza dubbio coinvolgente, Giorgio Massari ha colto il sentimento filoferroviario, nuovo, che serpeggia tra la gente, un segno dei tempi che interpreta come segnale di un cambiamento culturale.
Peccato che l’amministrazione sembri poco convinta della cosa: da anni stazione chiusa a Ragusa e nessuno ha mai protestato, minimi collegamenti con altre parti della Sicilia impossibili, per gli stessi ritardi nei lavori della metroferrovia, che prevedono la riqualificazione della stazione di Ragusa, nessuno protesta né sollecita interventi presso la direzione competente delle ferrovie, lo stesso apparato di comunicazione del Palazzo sembra indifferente all’evento, in controtendenza alla propaganda che fa anche per un semplice sopralluogo del sindaco.
Massari è pienamente convinto della comodità del trasporto ferroviario, dell’economicità e dell’efficacia e plaude ai programmi delle ferrovie che hanno ben 6 progetti che riguardano Ragusa.
Fra quelli esitati come fattibili, ha specificato l’assessore Massari, il collegamento della ferrovia con l’aeroporto di Comiso e la linea Ragusa- Catania via Vizzini, che sono anche prioritari per le esigenze del nostro territorio.
Ma è lo stesso Massari a comprendere le difficoltà di attuare, in tempi brevi, questi progetti, auspica compattezza delle classi politica e dirigente che devono lavorare perché i piani di fattibilità diventino progetti esecutivi, in linea con le prospettive di futuro alle quali guarda anche l’Europa.
Certo ci si può solo rallegrare che il Cassì 2 ci offre un nuovo modello di assessori, lo sviluppo economico non si occupa più di infopoint e bookshop nei castelli ma guarda a cose più concrete e utili per il territorio, serve, però, il pieno appoggio del sindaco e dell’amministrazione tutta per rivendicare i diritti di questa terra.
Purtroppo, la politica regionale non offre una classe politica e dirigente all’altezza: tutte le priorità regionali, rifiuti, trasporti, lavori pubblici, sono al palo da anni, e la nostra terra è stata fin troppo bistrattata.
I più recenti avvenimenti, riguardanti il nostro territorio, il trasporto pubblico su gomma bloccato da Ragusa ma non da Catania, i fatti riguardanti l’aeroporto di Comiso, dovrebbero insegnare come occorre un atteggiamento diverso con Palermo e con Roma e questo deve avvenire, primariamente, attraverso la deputazione locale di maggioranza.
Chi si occupa di politica è impegnato in incontri e cene per discutere dei prossimi appuntamenti elettorali, tutti sono occupati a cercarsi una poltrona o un angolo all’ombra di quello che si ritiene il potente di turno, nessuno lancia l’allarme per guardarsi da uomini e partiti che hanno rappresentato la nullità per il territorio, a tutti i livelli, da Palermo alla provincia.
Sacrosanta questa battaglia per le tratte citate ma è sempre poco per un territorio per il quale la ferrovia è stata e continua ad essere solo un cimelio storico, tempi di percorrenza da far west in uno scenario generale che vede privilegiato solo il triangolo Palermo Catania Messina.
Serve modernizzare la linea attualmente in funzione e modernizzare i servizi, non è possibile tenere una stazione di un capoluogo chiusa, il cambiamento ‘culturale’ lo devono adottare per primi la politica e le politiche ferroviarie, sperare nei politici attuali è utopia, serve un cambio di passo verso il nuovo anche in questo senso.
Assai significativo il commento dell’on.le Nello Dipasquale, intervenuto al convegno, uno che dell’agire a beneficio del territorio ha fatto il suo dogma, purtroppo seguito da pochi colleghi, per non dire da nessuno.
Un tema di grande interesse che, però, sfortunatamente non fa intravedere, al momento, nulla di concreto.
Ha fatto notare come i buoni propositi si sprecano ma la Sicilia soffre per problemi gravi in servizi essenziali: sul tema della mobilità.
Lecito chiedersi, come se lo chiede l’on.le Dipasquale, quale credibilità ci può essere per parlare di infrastrutture corpose quando non si è in grado di garantire neanche servizi essenziali?
Auspica, ma sa che non ci sono né le capacità né le intenzioni da parte dei vertici regionali, per poter avere, almeno, un servizio di trasporto pubblico su gomma come si deve. Si resta in attesa che qualcosa si muova.
Per ora teniamoci stretti Giorgio Massari e Peppe Cassì per sperare nel treno per il futuro, ma siamo tutti consapevoli che ci vuole anche altro, a più alti livelli, per far uscire il territorio dall’isolamento, in tutti i sensi.
