Già all’inizio di questo mese erano i 5 Stelle dell’Assemblea Regionale Siciliana a rallegrarsi per lo stop alla rinascita delle province: se ne rallegravano per le tasche dei cittadini che avrebbero evitato di mantenere lo stipendificio delle cariche politiche nelle province.
Ma lo stop caldeggiato dal governo di centro destra costituiva anche un grande imbarazzo per il Presidente della Regione, Schifani, impegnato a costruire sulla rete di alleanze per le provinciali un puntello per il suo governo e le sue strategie politiche.
Era venuta fuori la motivazione essenziale dello stop alle province, irrealizzabili, al momento, per mancanza di fondi.
Intanto si va avanti con i commissari, invece di mettere tutto in liquidazione, prepensionare o spostare in altri enti il personale ed eliminare questi carrozzoni che, a fatica, riescono a togliere rifiuti dalle strade di competenza o a fare piccole manutenzioni nelle scuole, mentre il grosso del bilancio serve per pagare gli stipendi a impiegati, in verità non troppo impegnati.
Ma c’è un settore che trae vantaggio, almeno nella nostra zona, da questo stato di incertezza, è quello della ristorazione, perché non si contano, in questo periodo gli incontri, i contatti, le riunioni, molti dei quali davanti a piati fumanti e calici di vino.
Non vorremmo che pranzi e cene andassero sprecati, il timore nasce dalle ultime notizie che fanno trapelare le tensioni nella maggioranza del governo regionale.
L’asse Schifani-Cuffaro preme per andare avanti in commissione per le province, Fratelli d’Italia chiede apertamente di fermare le votazioni in corso.
Per cancellare i Liberi consorzi e riportare in essere le vecchie province regionali serve copertura finanziaria nazionale, che manca.
Il governo Meloni dice che l’abrogazione della legge Del Rio, applicata da Crocetta, non è prevista a breve, e deve, comunque, precedere il disegno d legge siciliano.
E il capogruppo di Fratelli d’Italia all’ARS si allinea e dice che non c’è fretta, serve congelare tutto e riparlarne fra qualche mese, il che non esclude che si possa andare a votare per le nuove province in primavera, possibilmente in concomitanza con le Europee.
Fra quelli che attendono il ritorno delle province la DC di Cuffaro che vede le elezioni per il definitivo salto sul palcoscenico della politica e trova sponda in Schifani, per interessi non tanto diversi.
La partita si gioca anche sulla concomitanza con le Europee, alla Meloni conviene l’election day per una campagna elettorale unica che serva da traino a livello locale, del tutto opposte le strategie della DC che vedrebbe un vantaggio per i partiti nazionali.
Il problema è sentito in Sicilia, dove la già scarsa presenza di Fratelli d’Italia potrebbe essere ulteriormente danneggiata dal nuovo asse Forza Italia-DC di Cuffaro già in movimento per promettere candidature.
Il tutto sullo sfondo delle divisioni per i manager della sanità, e altre questioni di pertinenza siciliana.
