Ragusa come Cannes, Palazzo dell’Aquila come il Palais des Festivals

Abbiamo scritto, in altra parte del giornale di una giornata epocale, quella di ieri lunedì 25 settembre, per l’amministrazione Cassì 2, conferenza stampa per la Fiera Agricola, riunione per la condivisione delle azioni strategiche del GAL per la programmazione 2023-2027, l’incontro con il gotha d Confcommercio Ragusa, ma, di certo, l’appuntamento più importante è stata la prima seduta ispettiva del Consiglio comunale, la prima dall’insediamento della giunta e del civico consesso.
Uno spettacolo da festival internazionale del cinema, con una varietà di generi da impressionare, esibizioni della maggioranza, delle opposizioni, ma soprattutto dei componenti della giunta che, in qualche caso hanno raggiunto vertici artistici di inusitata valenza.
Andiamo per ordine.
Al primo punto della seduta le interrogazioni a risposta orale, quella più attesa del consigliere Federico Bennardo che ha chiesto lumi sui criteri di assegnazione della gestione della piscina comunale, sullo sfondo del contrasto di vedute con l’amministrazione per l’interpretazione del regolamento sulla rilevanza economica o meno dell’impianto che, secondo il consigliere, non avrebbe permesso l’affidamento diretto della gestione.
Convinta, concisa ma esaustiva risposta dell’assessore allo sport, Simone Digrandi, che ha sciorinato, con maestria, sostenuto dal dirigente dell’ufficio contratti, il dr. Spata, le motivazioni che hanno portato, sulla base del diritto comunitario e di altre valutazioni giurisprudenziali, ad optare per le soluzioni scelte, in un contesto di materia che anche l’Europa giudica delicata e complessa.
Difesa con forza la scelta dell’affidamento diretto, che non trova condivisioni nemmeno nell’ambito delle società sportive che usufruiscono dell’ambiente, che non ha soddisfatto il consigliere Bennardo, autore, comunque, di una interrogazione assai profonda per la quale ha ricevuto anche i complimenti da esponenti delle minoranze, manifestando competenze assai rare, finora, sul palcoscenico del civico consesso.
Uno spettacolo l’illustrazione dell’interrogazione da parte del dr Bennardo, una lectio magistralis quella del dr. Digrandi, entrambi ricercate per l’eloquio tecnicamente competente e fluido come poche volta si ha modo di ascoltare nell’aula consiliare.
Risultante, comunque, della posizione adottata dall’amministrazione, per nulla scalfita dalla interrogazione.

Successivamente è stato il consigliere Chiavola a interessarsi, con atto ispettivo, della vicenda di un disabile che ha posteggiato l’auto, dotata di apposito pass disabili, in piazza Odierna a Ibla, nei pressi dell’ingresso della villa comunale. Una vicenda che non è stata chiarita a dovere, considerando anche sia il contravvenzionato, tramite stampa, che Chiavola, come pure l’assessore, si sono persi in considerazioni di vario tipo, senza ricorrere alla normativa appositamente riportata in un allegato al pass disabili che esonera gli stessi dal rispettare, fatta salva la sicurezza e disposizioni dell’autorità militare, divieti di vario genere, fra cui, senza dubbio è compreso il divieto di sosta nel caso la stessa non rechi intralcio al traffico.
In ogni caso, un argomento e una materia da non trattare in Consiglio comunale, senza opportuni e necessari presupposti, a rispetto di quanto si dovrebbe discutere in aula, scevro da propaganda e clientelismo elettorale.

Quello delle comunicazioni è stato uno spazio quanto mai avvincente per quello che si è ascoltato.
Il consigliere Mauro è ritornato sui lavori di somma urgenza su una condotta fognaria di Marina di Ragusa, eseguiti dal Comune per conto di Iblea Acque, rimarcando come la società, pur avendo dichiarato di non avere la capacità di intervenire, negli stessi giorni, o poco dopo, procedeva a 19 affidamenti diretti, in vari comuni della provincia per un totale di 118.000 euro di lavori.
Rilievi che non hanno trovato risposte soddisfacenti nella replica, pur convinta, dell’assessore Giuffrida che ha difeso la scelta dell’amministrazione per dei costi che, comunque, saranno rimborsati, regolarmente, a consuntivo, da Iblea Acque. Ma nella controreplica, Mauro si è passato il lusso di affermare, non contraddetto, che non si aspettava di ascoltare menzogne in aula consiliare.
Tipico intervento da 5 Stelle del consigliere Firrincieli in ordine alla refezione scolastica per la distribuzione della merendina, nella scuola dell’infanzia e in quella primaria: ampia dissertazione sugli orari di ingresso, diversi, dei piccoli alunni, con pretesa di fissare gli orari di consumo con direttive univoche, poco interferendo con l’attività didattica, richiesta di assoluta osservanza per una merendina a Km zero, il consigliere ha chiesto di sapere se il consumo avverrà in aula o in sala mensa, opportunità di adeguata distanza dalla distribuzione del pasto.
Tipiche intromissioni grilline in competenze che riguardano le maestre, i dirigenti scolastici e, in ultimo, l’assessore, ma non possono essere certo affidati alla discussione in una aula consiliare, tenuto conto che a scuola ci sono anche organismi di rappresentanza dei genitori che, meglio di chiunque altro, devono dirimere questioni di questo tipo. L’assessore Pasta ha comunque assicurato che provvederà a capire come andranno le cose a regime.

Il consigliere La Porta ha sollevato il problema di cui ci siamo occupati in altra parte del giornale per le reti da trapezista piazzate in una aula della Quasimodo di via Portovenere a Marina di Ragusa, per evitare danni ai calcinacci che potrebbero staccarsi dal soffitto.
Una questione che esige un chiarimento da parte dell’assessore che, in aula, ha dichiarato di non saperne nulla, e per il quale anche il consigliere La Porta deve pretendere massima chiarezza nella risposta.
Di seguito, La Porta è stato un fiume in piena per tutti gli aspetti dello scarso decoro a Marina di Ragusa, erba alta dappertutto, sterpaglie, giochini delle bambinopoli in stato pietoso, servizio autobotti per le contrade del tutto inadeguato, problemi per la viabilità, assurda decisione di permettere che biciclette e monopattini possano sfrecciare, in piazza Dogana e sul lungomare Mediterraneo, fino alle ore 20, fra anziani e bambini che passeggiano, in are dove sta scritto: “zona pedonale”; peraltro, anche dopo le 20 non ci sono controlli adeguati per chi viola il divieto.

Il consigliere Galifi ha chiesto lumi sui tempi per la ultimazione dei lavori allo stadio Selvaggio e al PalaMinardi, per i quali si prospettano tempi lunghi, come trapelato dalla risposta dell’assessore Giuffrida che ha cercato di glissare sull’argomento, ma dovendo ammettere che il parquet del PalaMinardi ancora “sta arrivando”.
Per restare in tema di impianti sportivi, desolante la risposta al consigliere Bitetti per gli spogliatoi fatiscenti del campo ENAL, che sono oggetto di un iter progettuale che avrà tempi lunghi: il problema non è quello dell’intervento che deve avere i suoi tempi, ma dello stato fatiscente in cui gli spogliatoi di un campo normalmente utilizzato, giornalmente, non devono e non possono mai arrivare. Purtroppo, la caratura politica dei consiglieri comunali, anche di quelli della precedente consiliatura, non è stata e non è tale da affrontare con il piglio doveroso e adeguato fatti di tale grave rilevanza.

Il consigliere Chiavola è ritornato sulla questione dell’ufficio anagrafe che deve essere trasferito nei locali della ex biblioteca, ricevendo una risposta netta, da parte dell’assessore Giuffrida, che ha escluso ogni possibile ripensamento sul trasferimento. Ma sui tempi esageratamente lunghi di questo trasferimento, a proposito della caratura politica di cui parlavamo, nessuno ha chiesto nulla e di conseguenza nessuno degli amministratori ha accennato.
Ma Chiavola ha provveduto, poi, al coup de theatre, epocale, con l’affermazione: “ho fiducia in questo nuovo corso dell’amministrazione, mi piace questa nuova alleanza”; altro passaggio epocale quello della traduzione di quanto detto in siciliano dal consigliere La Porta all’amministrazione: “fate come u sceccu ro gazzusaru”, Chiavola traduce “fate come l’asino del venditore di bevande gasate” per dire fate un passo in avanti e due indietro.
Fotogrammi artistici di una sceneggiata da avanspettacolo.

Ma il pezzo forte di tutta la seduta l’intervento del consigliere Calabrese e la risposta da accademia dell’assessore D’Asta che, già una volta, si era esaltato ringraziando le opposizioni per i rilievi, questa volta ha superato sé stesso con una esibizione verbale indimenticabile, con la quale, fra l’altro, ha affermato che la città potrà essere sì bella, attraverso una serie di interventi, ma alla fine dei cnque anni.
Quindi, chi si aspetta interventi importanti per la città, per il momento può attendere.
Veniamo a Calabrese che ha descritto un quadro di indecenza, di abbandono, di sporcizia, di fatiscenza e di condizioni igienico ambientali preoccupanti.
Al Foro Boario, in preparazione della Fiera Agricola, sono venuti fuori montagne di rifiuti di ogni tipo, per le strisce pedonali non è possibile dover ricorrere ad un mutuo, l’amministrazione pubblicizza e propaganda solo cose belle, una città inesistente, attorno all’edificio comunale della zona artigianale, proprio in concomitanza con un importante convegno, abbiamo offerto agli intervenuti, fra cui molti sindaci della provincia, un quadro desolante di abbandono, con erbacce che ornavano il perimetro dell’edificio, unica soluzione, per Calabrese, l’ingaggio di un esperto al decoro.
Tutto questo, certo, pesante da ascoltare ma espresso in toni moderati, contenuti, tutto sommato eleganti e di fronte ad una realtà incontestabile, ancorchè con termini forti ma inevitabili e adeguati alla gravità della situazione.
L’assessore D’Asta ha ringraziato per il dibattito sereno di quanti hanno voluto dare un contributo costruttivo ma poi ha ritenuto quello di Calabrese, senza citarlo, un momento in cui si sarebbero accesi gli animi.
Per glissare è andato a giudicare positivamente l’intervento del consigliere Buscemi, sulla esigenza di un seggio elettorale per i residenti delle contrade attorno a Punta Braccetto, materia non di sua competenza.
Quanto alla città poco pulita, D’Asta ha inteso rispondere per l’ultima volta, perché la cosa diventa noiosa: suggerisce di portare contributi in termini di proposte, ci vuole una visione, una proposta, “del resto – ha detto – se dobbiamo fare bella la città non lo potremo fare nei primi tre mesi ma lo si farà al termine dei cinque anni, con un a proposta di metodo, di struttura e di prospettiva”
“Sappiamo dove sono le microdiscariche ma serve una strategia di prospettiva, controlli, videotrappole, accertamento della TARI, non serve eliminare la microdiscarica senza strumenti, è anche un problema di ordine pubblico, l’amministrazione sta operando appunto con una strategia di prospettiva.
Noioso sentir dire sempre le stesse cose, auspico che sulla stesura del prossimo capitolato per la raccolta dei rifiuti si trovi il contributo delle opposizioni e la massima condivisione, ossessivo il comportamento di chi, forse, aspira a governare, io resterò sereno, dialogante, aperto ai suggerimenti, disponibile solo per un confronto sereno e tranquillo senza toni alzati.”
Se non avessimo fatto il parallelo con il Palazzo del Cinema di Cannes, al discorso dell’assessore D’Asta si sarebbe potuto dare la dignità da notte degli Oscar di Los Angeles.

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