Ormai, le sedute di consiglio comunale sono un susseguirsi di episodi surreali che nulla hanno a che fare con la politica, quella seria, con la P maiuscola, come molti sono soliti dire.
Dei quadretti, ai quali assistono, non si comprende se consapevolmente o meno, tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione che non rilevano mai nulla di anormale in quello che si dice e, più ancora, che non si dice.
Seduta incentrata, dopo il consueto spazio dedicato alle comunicazioni dei consiglieri, su una serie di atti di indirizzo che, caso raro, sono stati tutti approvati, anche all’unanimità, oltre a dei debiti fuori bilancio relativi a mancati pagamenti all’erario da parte del Comune.
Dicevamo di atti approvati, anche quelli proposti dalle minoranze, ma occorre guardare bene ai meccanismi: già un atto di indirizzo è un atto che impegna per una determinata misura o iniziativa l’amministrazione, ma la storia di Palazzo dell’Aquila è costellata di atti disattesi o, nella migliore delle ipotesi, dimenticati.
Cose del tutto normali, non solo nelle amministrazioni Cassì, in un Comune dove non sono stati rispettati nemmeno emendamenti al bilancio.
Le risposte del sindaco, le non risposte, il coro degli echi dei vari assessori allineati alle direttive di governo, costituiscono una raccolta di quadretti, talvolta esilaranti.
Non sapremmo da dove iniziare.
Il consigliere Mauro rivolge precise domande sul cambio di gestione del porto turistico, sull’avvicendamento di società alla guida della importante struttura, chiede di conoscere quale è stato il ruolo tecnico e politico del Comune sulle vicende che hanno riguardato questo bene, quali controlli preliminari abbia portato avanti l’ente che ha solo risposto con un a presa d’atto del mese di marzo alla comunicazione di un avvocato che comunicava il cambio di gestione.
Per Mauro, basilari norme di buon senso e di buona amministrazione avrebbero consigliato di avere contezza sulla nuova società, sulla sua composizione e sui requisiti necessari, utili a capire l’adeguatezza alla gestione del porto.
Con filosofia, il sindaco risponde che si è trattato di una vicenda giuridica, di una operazione finanziaria tramite la quale è stato rilevato, da una procedura concorsuale, un debito di 30 milioni di euro a soli 6 milioni, una procedura nella quale il Comune non poteva interferire, se non per auspicare l’intervento di imprenditori locali che non ci sono stati.
Altri rilievi quelli del consigliere Bennardo che ha fatto richiesta di accesso agli atti per vederci chiaro sugli avvisi del Comune per l’idrico, per il periodo precedente al passaggio a Iblea Acque, come pure per le somme impegnate per lavori e manutenzioni e costi energetici che dovrebbero essere rifuse da Iblea Acque.
Come riconosciuto in una nota del segretario generale, si parla di somme da rendicontare a Iblea Acque, per l’anno 2023, di circa 3 milioni e mezzo di euro; da comunicazioni del dirigente, il consigliere Bennardo avrebbe contezza di somme per10 milioni di euro impegnate per l’idrico, di cui 6 milioni anticipati, somme che il dirigente, nel suo intervento in aula, ha ammesso ma ridotto a 4 milioni e mezzo.
Troppo distante dal cittadino medio il consigliere Bennardo che si profuso in tecnicismi di bilancio, assecondato dal dirigente, ma non ha chiesto le cose essenziali che la città vorrebbe sapere: perché si continuano ad anticipare somme per Iblea Acque? Se l’esposizione della nuova società in house è di 6 milioni con il Comune di Ragusa, quale sarà la posizione totale nei confronti degli altri 11 comuni?
Sono queste le cose che la gente vorrebbe capire e per le quali non ha risposte da i vari comitati che si riuniscono con i vertici di Iblea Acque per poi dire che tutto è a posto, senza dare risposte alle domande che loro stessi hanno precedentemente esposto, comitati che sembrano più la palestra di trombati che vogliono tornare sul palcoscenico della politica, anche solo come comparse.
Per ora sappiamo solo che sono state fatte delle assunzioni irregolarmente, o quantomeno con superficialità, che gli assunti irregolarmente, per ora, servono e non se ne vanno a casa, c’è questo turbinio di euro e di comitati, ma nessuno, ancora, ha capito come stanno effettivamente le cose.
E nessuno in consiglio comunale interviene sulla materia, né dalla maggioranza, né dall’opposizione.
Momento esilarante quando il consigliere di Fratelli d’Italia, appellandosi all’aula per l’approvazione di un suo atto di indirizzo, dichiara che sa di qualcuno che, in Giunta, ha i brividi quando sente il nome di Fratelli d’Italia, quadretto che viene ripreso dal consigliere dei 5 Stelle che giustifica la cosa per il passato del partito del consigliere Bitetti, occasione per una filippica contro le presunte malefatte del governo Meloni che enumera una ad una. Quadretto esilarante perché a qualcuno della giunta vengono i brividi, forse, per storie del passato, a qualcuno, in città, viste le esperienze recenti e degli ultimi anni, vengono i brividi quando si pensa all’attuale gestione dei 5 Stelle, post Grillo, nazionale e locale.
Altro momento particolare quello del contradditorio fra il consigliere Chiavola che ha confermato i rilievi sul plesso Ecce Homo, specificando di poter produrre all’occorrenza, i messaggi di un docente dell’istituto, mentre l’assessore Pasta ha parlato di immagini fuorvianti che fanno male alla scuola, confondendo anche il comunicato stampa di Chiavola, che ha confermato in aula, con gli articoli di giornale che non hanno fatto altro che riportare la nota del consigliere del Partito Democratico.
Assessore spalleggiata dal sindaco, per l’evidente difficoltà a rintuzzare i rilievi confermati, che ha sfoderato la solita strategia di comunicazione e, per spostare l’attenzione, ha giocato sulle perle della pubblica istruzione, refezione di eccellenza, interventi di edilizia scolastica, equipe sociopsicopedagogica.
Roba che si potrebbe portare nei migliori teatri, esibizioni muscolari del primo cittadino da fa rimpazzire, altro che 63%, un professionista della comunicazione che ha superato, di molto, il suo comunicatore.
Cosa vuoi che siano le criticità del plesso Ecce Homo di fronte a cotante eccellenze del settore ?
L’ultima chicca della seduta, l’intervento del consigliere Podimani che, nella sua qualità di componente per l’Osservatorio della Tassa di Soggiorno, ha chiesto al sindaco, considerata la quasi unanime bocciatura della proposta di aumento della tassa, emersa nella riunione del mattino dell’Osservatorio, alla quale ha specificato di aver partecipato, quale fosse, alla luce della mancata condivisione, l’intenzione dell’amministrazione.
Ma perché Podimani non ha posto questa domanda nel corso della seduta dell’Osservatorio? Forse per fare sapere all’universo mondo che è componente dell’Osservatorio?
Altra opera d’arte la risposta del sindaco Cassì sull’argomento: in pratica, si può anticipare che il primo cittadino tirerà dritto, se ne infischierà del parere dei componenti l’Osservatorio, anche se dice che allargherà le consultazioni ad altre associazioni e strutture che si occupano di turismo.
Lo si evince dalle sue parole quando specifica che le strategie che si vogliono sviluppare avranno dei costi, quando dice che attende le risultanze degli incassi dell’anno in corso, sicuramente diminuiti per la chiusura di due importanti villaggi turistici, quando afferma che si dovrà razionalizzare l’utilizzo della tassa ma non si potrà prescindere dagli eventi insostituibili che sopravvivono grazie ai fondi della tassa di soggiorno.
Tradotto, la tassa sarà aumentata.
Ultima esibizione comunicativa del sindaco, già esternata, a proposito della classifica di Legambiente sull’ecosistema urbano, dove parla più degli indicatori positivi per Ragusa, minimizzando quelli fortemente negativi, per i quali comunque si attiverà per una operazione di monitoraggio per valutare eventuali accorgimenti atti a favorire una risalita in classifica.
Ma la realtà, non quella distorta che darebbero gli oppositori, è quella che è : siamo in fondo alla classifica, lo siamo in tutte le classifiche da molti anni, l’attuale sindaco, da sei anni non ha fatto guadagnare posizioni importanti, soprattutto non ha dato vita a quel cambio di passo, anche da lui auspicato, in determinati settori, vedi, per esempio, il trasporto pubblico che ci vede in fondo alla classifica.
Ma il 63% dei consensi personali è più eloquente di qualsiasi tentativo di polemica. Occorre rassegnarsi ma molti non ci riescono.
