Seduta ispettiva del Consiglio comunale di Ragusa, non c’erano interrogazioni all’Ordine del Giorno si trattava solo di ascoltare segnalazioni, istanze, richieste e quesiti dei consiglieri.
Una seduta che nasceva quindi all’insegna di possibili interventi forti dei consiglieri di opposizione, in pratica si poteva attendere solo l’intervento del consigliere Mauro, peraltro era assente perché fuori sede il consigliere Bennardo che, ancorché formalmente nella maggioranza a sostegno dell’amministrazione Cassì, riserva sempre qualche intervento a sorpresa, di coscienza, che anima lo squallore della vita consiliare di palazzo.
Sono stati 55 minuti di dibattito di scarso valore politico, tanto è durata la seduta, compreso l’appello, sono venuti comunque a galla alcuni aspetti degni di essere commentati.
Del resto anche le foto allegate danno l’idea dell’attenzione che anche i consiglieri di maggioranza e del rispetto dell’aula che spesso lasciano quasi vuota, allontanandosi.
La seduta inizia con la campanella suonata dalla vicepresidente del consiglio comunale che, come nelle ultime sedute ispettive, si accingeva a presiedere la seduta ma veniva subito invitata a lasciare la poltrona dal Presidente Ilardo.
Pare che la vicepresidente non l’abbia presa bene, ha avuto un brevissimo colloquio con il sindaco, per poi abbandonare subito la seduta. Chi ha avuto modo di incontrare la vicepresidente ha riferito di grande delusione unita ad un malcelato fastidio per quanto accaduto.
Non si può ipotizzare quali sviluppi possa avere il contrasto, non si sa quali eventuali accordi e condizioni fra i vertici dell’Ufficio di Presidenza, di certo il ruolo del vice è limitato ai momenti di impedimento del Presidente, nella storia dei vicepresidenti del Consiglio ha prevalso quasi sempre l’anonimato più assoluto.
Non si possono disconoscere le ambizioni della Caruso, forte dei consensi ricevuti e dell’appartenenza partitica, ma sono ambizioni che, per essere soddisfatte, non possono vivere solo di vicepresidenza.
In questi casi, poi, si deve andare all’essenza di quanto accaduto: il Presidente del Consiglio, da considerarsi elemento fondamentale del nucleo del cerchio magico di Cassì, si è preoccupato di presiedere la seduta stante la presenza dell’ennesima interrogazione ‘delicata’ del consigliere Mauro, non a caso, a conferma di quanto stiamo affermando, ha provveduto a spegnere, sul nascere, ogni tentativo di replica del consigliere Mauro sull’intervento del capogruppo Antoci, inerente, appunto, la sua interrogazione.
Il consigliere Mauro, nel suo intervento, oltre a preannunciare la sua nuova interrogazione su alcune possibili irregolarità gestionali della SRR, che si somma agli argomenti delicati di Iblea Acque e della gestione della piscina comunale, per ora all’attenzione, ha ripreso lo stranissimo invito del sindaco e del vicesindaco, della scorsa seduta, a evitare polemiche e strumentalizzazioni riservando rilievi, eccezioni, e denunce al chiuso delle stanze degli amministratori, evitando di rendere pubbliche le argomentazioni delle opposizioni.
Mauro non è stato tenero nei confronti dei due amministratori, parlando di chi vorrebbe imbavagliare chi osa esprimere dissenso apertamente, di fronte all’evidente scalpore e allarme che hanno provocato gli interventi su Iblea Acque, sul GAL Pesca, sul Porto turistico di Marina di Ragusa,
Mauro ha rivendicato il diritto di residenza dei consiglieri nell’aula consiliare dove il sindaco è sempre, e comunque, un ospite che, se non gradisce il contraddittorio, potrà sempre ritirarsi nelle sue stanze.
Un fiume in piena, Gaetano Mauro, che ha rivolto al primo cittadino accuse di parole inopportune, che mortificherebbero l’istituzione, che rivelano un modo di vivere e intendere il potere “molto lontano da quei principi quali chiarezza, confronto schietto, controllo senza esclusione di colpi da parte della opposizione, che rappresentano il sale della democrazia”.
Successivamente, a sostegno di un dibattito in aula disintossicato dalle scorie di una opposizione strumentale, si è pronunciato il capogruppo Marco Antoci che ha contestato, non tanto l’intervento in aula di Mauro, quanto le interrogazioni su Iblea Acque e SRR che non sarebbero attinenti ai lavori consiliari.
Affermazioni, quelle di Marco Antoci, che hanno destato non poche perplessità, considerata la provenienza competente ed esperiente.
Chi scrive avrebbe preferito non ascoltare un intervento quale quello del capogruppo che, è innegabile, viene guardato e, come tale rispettato, per la tradizione politica che rappresenta, una tradizione che ha sempre, nella massima moderazione ed eleganza, lottato a testa alta contro ogni forma di opposizione e di critica, uscendone, peraltro, sempre a testa altissima.
Dal basso delle nostre competenze, non ci sentiamo di escludere a priori la validità di quanto asserito dal capogruppo Antoci, ma non possiamo esimerci dal rilevare come dovrebbe essere il capogruppo Antoci stesso a poter affermare, dall’alto delle sue competenze professionali, se le interrogazioni su Iblea Acque o sulla SRR o sulla gestione del Porto Turistico sono legittime o fuori dalle competenze del consigliere comunale.
Dopodiché, si attesta la validità o meno dell’interrogazione, senza pareri della conferenza dei capigruppo, senza tentativi di compromessi per ammorbidire le opposizioni, senza tentativi di imbavagliare il dibattito.
Ma non sono mancate altre amenità che attengono sempre a questa seconda amministrazione Cassì che appare, senza ombra di dubbio, più scadente della precedente, sia per quanto riguarda la componente assessoriale che per quella consiliare e di maggioranza.
Si sta verificando un fenomeno strano, non è solo il consigliere Bennardo a fare opposizione interna: il consigliere Galifi, forse, non si è reso conto di essere componente della maggioranza.
Come ha già fatto in altre occasioni, pone criticità e rilievi che potrebbero essere sottoposti al suo assessore che potrebbe discuterne direttamente in giunta, risolvendo ogni questione, come sarebbe naturale.
Invece Galifi chiede a che punto è la casa protetta, rileva le forti criticità del sito istituzionale, con preciso riferimento ai motori di ricerca del tutto inefficaci, chiede di risolvere problemi di viabilità, chiede di intervenire sui proprietari dei terreni lasciati incolti e pieni di rifiuti e di vegetazione spontanea che spesso invade le carreggiate e i marciapiedi, il tutto in una sola seduta, sollevando questioni che tutti e sette i consiglieri di opposizione non riescono a mettere insieme.
Anche un altro consigliere di maggioranza, Sortino, condivide i rilevi dei colleghi di maggioranza, auspicando interventi efficaci dell’amministrazione, per non parlare del consigliere Zagami che parla di topi come fossero turisti in giro per Ragusa, e, soprattutto, chiede quali sarebbero i programmi per il prossimo Natale.
In tema di analisi della situazione politica locale, ci piace aggiungere alcune considerazioni che scaturiscono da una intervista al leader della DC, Totò Cuffaro, del direttore dell’emittente televisiva di Ragusa, Mario Papa, in occasione della conferenza stampa dei deputati della DC all’Assemblea Regionale Siciliana per un bilancio del primo anno di mandato.
Alla domanda rivolta da Papa a Totò Cuffaro, sui ‘cuffariani’ nella giunta e nella maggioranza di Cassì, l’ex presidente della Regione ha risposto:
“Cosa vuol dire ‘cuffariani’ ? Nel governo del sindaco Cassì ci sono di certo persone che sono idealmente vicine a noi, l’onorevole Ignazio Abbate che è il leader della Democrazia Cristiana di Ragusa ha sostenuto Cassì; quindi, non c’è nulla di strano che ci siano amici della Democrazia Cristiana a sostegno del sindaco Cassì.”
Al di là della legittimità della risposta di Cuffaro, ineccepibile, non si può non rilevare, relativamente ai rapporti fra DC e Cassì, una enorme amenità: in tutte le fasi della campagna elettorale Cassì predicava che non c’erano rapporti della sua coalizione con partiti politici e se ne vantava.
In effetti, tutti sapevano come stavano effettivamente le cose: il partito di De Luca, il partito di Calenda, il partito di Cuffaro, sotto mentite spoglie erano tutti ai nastri di partenza, con propri candidati, nascosti sotto il mantello di liste civiche di riparo o create, addirittura, appositamente.
Oggi è l’autorevolissimo Totò Cuffaro ad ammettere che Ignazio Abbate sosteneva Cassì come non c’è nulla di strano che ci siano amici della DC a sostegno di Cassì.
Ce ne sarebbe per far divertire, ad libitum, opposizioni appena appena dignitose, sulla affidabilità politica di Cassì.
