Oggi, 15 novembre, lo spazio di Giovanni Gulino, con A MIA MAMMA, AI PILASTRI DELLA MIA VITA: MAMMA E PAPA’, AL MIO PAPA’, MIRACOLATO
A MIA MAMMA
M’hai portato per nove mesi
in grembo con la certezza,
che il tuo amore per me, sarà eterno.
E’ capitato purtroppo
che sono nato disabile,
ma io non ho nessuna colpa
l’importante che da te
sarò sempre voluto bene.
E’ questo ciò che importa!
Sono spesso fuori luogo
quando preso dall’allegria,
per accantonare la monotonia
della vita che conduco.
Tu, che sei mia mamma
sai benissimo che ognuno di noi
abbiamo il nostro carattere,
bello o brutto che sia.
Meglio avere un brutto carattere
che una malattia, sapendo che
prima o poi da te mi strapperà via.
Quanti viaggi abbiamo fatto insieme
quand’ero bambino, per la mia disabilità motoria
ma son stato sempre pigro,
come tu ben sai.
Adesso sono un ragazzo
e tu, ti prendi cura di me
come fossi ancora un bambino,
per la mia non autosufficienza.
Tutto questo lo apprezzo,
perché l’amore di una madre
verso un figlio non ha confini,
non ha limiti, non ha prezzo.
AI PILASTRI DELLA MIA VITA: MAMMA E PAPA’
Ventisei anni fa, sono venuto alla luce
colmando le vostre vite di gioia,
nonostante la mia vita
sia stata travagliata
io, questa grande
soddisfazione ve l’ho data:
Ho concluso con risultati soddisfacenti
il percorso di studi,
grazie alla mia caparbietà
e al vostro sostegno,
col quale siete intervenuti.
Pazienza, come tutti i figli del mondo
avrò anche i miei difetti,
di questo ne tengo conto
ma sappiate che nessuno
è immune da errori,
ed è facile nel rapporto genitori-figli,
avere incomprensioni.
Quando scherzo in un certo modo
non vi garba, è anche vero
siam tutti diversi di carattere
però, bisogna trovare un compromesso,
ed io penso che senza umorismo
e ironia, si potrebbe vivere lo stesso,
ma sarebbe una vita infelice.
Meglio far quel che il cuor mi dice.
AL MIO PAPA’
Per la tua festa ti dedico questa poesia,
che sgorga dall’anima mia
ti voglio dire che sei la miglior parte di me
e so benissimo che di questo tuo figlio
sei sempre orgoglioso anche se son poco volenteroso.
Il mio carattere non lo posso cambiare
per me, dialogare con gli altri è vitale
sai, vivo una condizione particolare.
Spesso parlo senza riflettere
e tu vorresti fossi più prudente,
ma se non parlo con nessuno
nella vita non mi resta niente.
Immagino avresti voluto
per me una vita diversa,
costellata da un’assoluta autonomia
ma la colpa non è tua e neanche mia.
Sono ormai un ragazzo
e non ho potuto far tante esperienze,
a causa della disabilità, però amo i momenti
di condivisione che son per me occasioni di felicità.
In cuor tuo sei contento
quando condivido una pizza con gli amici,
ma se parlo delle stesse cose
perchè non ho interessi so
che in famiglia non siete proprio felici.
MIRACOLATO
Quando son nato son stato miracolato,
il mio destino è stato già segnato
tetraparesi spastica fu la diagnosi
dai medici effettuata ma il desiderio
di combattere dentro me, non s’è mai affievolito.
Dopo questa comunicazione
dei medici alla mia famiglia,
i loro sguardi si smarrirono nel vuoto,
già subito il pensiero di come sarebbe stato il dopo.
Son stato miracolato della bellezza
della vita, con difficoltà cerco di cogliere
ogni attimo di felicità e malinconia
aspettando che prima o poi, vada via.
La nascita d’ogni essere umano
è il più grande miracolo dell’esistenza,
credo ch’io sia dotato d’un’immane pazienza
ogni volta che il mare diventa tempesta.
Di questa vita ho una visione diversa
per mancate esperienze, ma potrei
essere da sprono per gli altri e far capire loro,
che il miracolo della vita è un dono.
Quando non capisco che senso abbia l’esistenza,
nel corso del mio cammino ho avuto la fortuna
d’avere vicino pochi amici, ma sinceri.
Questo è stato il secondo miracolo
voglio pensare che nelle intemperie della vita
le qualità personali degli amici possano essermi d’aiuto,
tanto da sentirmi approdare in un porto sicuro.
