Alla fine dei suoi giorni, il cinema Marino esaurì la sua funzione storica di cinema discreto della città di Ragusa, come sala di proiezione di film porno, assiduamente frequentata da ultracinquantenni ansimanti e da giovani di primo pelo, sognatori per eccellenza. E tale rimarrà, nell’immaginario collettivo, come sala di film porno, almeno fino a quando non scomparirà la generazione di quell’ultimo periodo
Non era certo il cinema migliore, superato, obiettivamente, dal Trionfale, dello stesso proprietario, l’ing. Marino, e dal La Licata dell’omonima famiglia. Dietro il Marino solo l’Ideal, prima dell’avvento del cinema teatro 2000 che fece tramontare tutte le altre sale.
La riscoperta storica del locale vuole riportarlo all’orinaria funzione di teatro, l’antico Teatro della Concordia, ma, visto come stanno andando le cose, sarebbe bene farne il Bagaglino della città di Ragusa.
Un locale per compagnie di cabaret, che avrebbe di che vivere solo attingendo alla politica locale.
Per intanto questa predisposizione della struttura al cabaret viene fuori, non solo dai cronici ritardi dei lavori pubblici comunali, anche le amministrazioni precedenti hanno impiegato più di un decennio per dare il via al progetto e ai lavori voluti dall’allora sindaco Dipasquale, con in testa i 5 Stelle e l’assessore Campo, ai quali non andava giù l’idea di fare un teatro, a vantaggio di un non meglio definito centro polifunzionale
L’attuale sindaco, nel contesto delle sue contorte strategie culturali e per il centro storico, nel corso del precedente mandato, rispolverò il progetto, si preoccupò di recuperare i fondi che si erano persi qua e là e, bene o male, diede avvio ai lavori.
E qui ha inizio il primo cabaret della nuova storia del Marino.
Della vecchia struttura deve rimanere solo la facciata, tutto, all’interno, viene demolito, anche la vecchia struttura in cemento armato, ormai ammalorato.
Si parte, sono notizie ricavate dai comunicati stampa dell’epoca, con 3.350.000 euro per un primo stralcio del progetto che doveva comprendere la riqualificazione della facciata, della palazzina adiacente, che non faceva parte del teatro e del cinema ma acquisita e annessa alla struttura come uffici e biglietteria del teatro futuro, ancora la struttura generale con la copertura e il foyer, di circa 80 mq, che servirà, in un primo tempo, come locale per esposizione, mostre ed eventi vari.
Oltre il foyer, dopo il primo stralcio, sarebbe rimasto un vuoto da colmare con il secondo stralcio, dotato degli impianti tecnici, di condizionamento ed elettrico, con la torre scenica a segnalare la sua futura destinazione, il teatro vero e proprio dove saranno sistemati poltroncine, palcoscenico, sipario e tutto quanto serve per un moderno teatro.
Al tempo, veniva previsto, per il completamento del primo stralcio un periodo di circa 15 mesi, annunciato dallo stesso assessore che aveva anche voluto far trapelare come non avrebbe potuto esserci interruzione fra il primo è il secondo stralcio
Infatti, nel primo cartello da cantiere dell’opera, necessario per normativa si legge, oltre all’importo a base d’asta e all’importo contrattuale, la data di consegna dei lavori, il 23 maggio 2021 e il termine per l’ultimazione dei lavori, il 24 agosto 2022.
In questa sede non ci vogliamo, minimamente, occupare dei tempi scritti ma non rispettati, orami siamo abituati alla comunicazione di palazzo e le giustificazioni tecniche troverebbero motivo per dare conto dei ritardi, ma desidereremmo capire perché sul cantiere c’è un nuovo cartello, praticamente una copia, per un buon 90% del contenuto, che, però, differisce per data di consegna dei lavori e termine per l’ultimazione dei lavori , che diventano, rispettivamente, e qui si raggiunge l’apice del cabaret, 23 novembre 2023 e 26 luglio 2023.
Facile comprendere che 23 novembre doveva essere dell’anno 2022, quanto alla data di ultimazione dei lavori, luglio 2023, stendiamo un velo pietoso.
Si vede che per tutta questa gente, committenti ed esecutori, il cartello da cantiere è un gioco per alunni delle elementari.
Resta solo da pensare con quale tranquillità si potrà un giorno sedere a teatro, con quale sicurezza, se anche solo per il cartello da cantiere, progettista, impresa, direttori dei lavori e direttore tecnico del cantiere, non si sono accorti del palese errore.
Ma l’opera non è completa, non quella del teatro, l’ “opera dei pupi”, il cabaret ha già avviato la nuova stagione.
Del primo stralcio non si vede ancora nulla, nulla è stato completato per agosto del 2022, ancor meno per il novembre 2023, ora l’amministrazione emana un “Bando di gara per i lavori di “Restauro e recupero funzionale a Teatro Comunale dell’ex Cinema Marino, già Teatro Della Concordia”
Presumibilmente si tratta del secondo stralcio che, come aveva detto Giuffrida, segue senza interruzioni, il primo.
Ma se il primo fosse stato completato: per questo nuovo bando si parla di tempi di esecuzione dei lavori in 540 giorni, circa un anno e mezzo, vuole dire che, se anche i lavori fossero consegnati a gennaio del prossimo anno, si arriverebbe, almeno, a giugno del 2025.
Ma è certo che il completamento dei lavori del primo stralcio non potrà interferire con quelli del nuovo bando, che potrebbero essere naturalmente ritardati.
Se non è cabaret questo, permetteteci, non sappiamo cosa dire, tenuto conto che l’allestimento definitivo del teatro, torre scenica, condizionamento, impianto elettrico, poltroncine, arredi e attrezzature varie costituirà, nel suo insieme, una serie, obiettiva di ostacoli e di ritardi, soprattutto per una amministrazione che si è persa solo per fornire gli arredi e le attrezzature per la nuova sede dell’ufficio anagrafe.
Comunque, cartellone dello spettacolo assicurato, per il momento, e pensiamo di non sbagliarci, almeno per tutto il 2025.
