Impianti sportivi, forse è ora di cambiare i dirigenti

Gli amministratori hanno ricevuto un consenso insindacabile, forse sarebbe ora di mettere mano ad una rimozione o rotazione dei dirigenti responsabili di importanti mansioni.
Quanto sta accadendo in queste ore in alcuni impianti sportivi della città denota una situazione poco accettabile, oltre che poco decorosa della città.
Non si comprende perché taluni dirigenti si occupano, per esempio, di procedure varie, tanto da essere anche indagati, come avvenuto di recente, poi scompaiono quando succedono accadimenti come quelli che sono stati segnalati.
Dove sono le funzioni di controllo, chi sovraintende ai collaudi e li firma?
Le attenzioni sono sempre sulle responsabilità, eventuali, e tutte da dimostrare, degli amministratori ma nessuno rivolge mai il pensiero a dirigenti e funzionari per il loro operato.

Quanto segnalato dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, ha il sapore di uno sketch di Striscia la Notizia: cadono calcinacci, è crollata parte del controsoffitto nell’ingresso della piscina comunale, fino a poche settimane fa oggetto di interminabili lavori di efficientamento energetico e di riqualificazione dell’impianto
Firrincilei denuncia: “La situazione è molto pesante, tanto che l’attività è stata già sospesa eccezion fatta per le società agonistiche i cui atleti sono stati invitati a cambiarsi sulle tribune senza avere la possibilità di accedere alle docce.
Vorremmo, dunque, capire che cosa è stato fatto in questi lunghi anni in cui si è proceduto a riqualificare l’impianto di contrada Selvaggio. Possibile che nessuno si è accorto di un problema che, a quanto pare, era noto e che è stato amplificato dalle abbondanti precipitazioni atmosferiche di questi ultimi giorni?
E per fortuna che quando si è verificato il distacco dell’intonaco non c’era nessuno.
La gravità delle parole di Firrincieli sta nella possibilità che il problema di infiltrazioni fosse noto, appunto serve massima trasparenza per chiarire l’accaduto e non basta la semplice audizione in conferenza dei capigruppo di sindaco e assessori: la città deve sapere e deve sapere pubblicamente, non attraverso i comunicati ‘aggiustati’, tipici di questo Comune.
Si devono conoscere le responsabilità e si devono adottare provvedimenti consequenziali.
Il potere dei dirigenti deve essere arginato, molte cose non funzionano, senza dire che le competenze di alcuni sono tutte da dimostrare
Logico, ora, condividere la preoccupazione di Firrincieli che paventa un altro periodo di chiusura dell’impianto e di interruzione dell’attività sportiva, anche alla luce, a questo punto, di necessari controlli su tutta la struttura.

Ma non è il solo caso dove il Comune ‘fa acqua da tutte le parti’ : pensiamo ad acquisire ville antiche, anche per fornire spazi agli amici e ai componenti del cerchio magico, mentre le coperture degli impianti sportivi sono fatiscenti.
Come segnala il Presidente di Ragusa in Movimento, Mario Chiavola, la palestra di via Aldo Moro si è allagata.
Chiavola sottolinea che l’impianto si è reso indisponibile per l’attività, ma le preoccupazioni non dovrebbero essere queste.
Si era già parlato di infiltrazioni dal tetto di questo impianto, ora si deve sapere chi si è occupato di verificare lo stato dell’impianto e chi ha autorizzato la fruizione.
A Ragusa basta un acquazzone per bloccare l’attività sportiva, ma sono evidenti le responsabilità di chi amministra e di chi si dovrebbe materialmente occupare del controllo e della manutenzione, ordinaria e straordinaria degli impianti.
E, al riguardo, consiglieremmo al giovane assessore Digrandi, già coinvolto, suo malgrado nelle oscure procedure per la gestione della piscina, a prendere le distanze da colleghi, dirigenti e funzionari, tale è la delicatezza della materia che non concede superficialità ed eccessiva fiducia, alla luce dei fatti, nell’operato di qualcuno.

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