Centri storici, cosa si sta facendo in realtà? Solo cambiali, qualcuno le chiama anche ‘farfalle’

Dopo averne accennato più volte, in consiglio comunale, l’assessore ai centri storici Gurrieri comunica, per inciso, in una nota dell’Ufficio Stampa, della presenza a Ragusa di alcuni accademici e tecnici dell’Associazione Nazionale Centri Storico Artistici, ANCSA, della quale il Comune di Ragusa fa parte dallo scorso dicembre.
L’Associazione dovrebbe occuparsi, in particolare, delle “Linee d’intervento prioritarie per la rigenerazione urbana e la rivitalizzazione sociale del centro storico”, così come ha fatto con successo per altre città italiane.
Come spesso accade, nel nostro Comune, informazione del tutto carente, forse volutamente minimale, per una delle problematiche più serie della città.
Acclarato che anche per questo settore si sceglie di delegare ad altri le scelte per la comunità e la cosa pubblica, ammettendo, di fatto, l’inadeguatezza al ruolo di chi è chiamato ad amministrare un settore, nulla si sa delle decisioni in merito dell’amministrazione, del mandato eventualmente conferito a questa associazione, e con quali eventuali attinenze con altri progetti di rilancio dell’immagine della città e di quella turistico culturale.
L’ANCSA è stata costituita nel 1961, senza nulla togliere alle competenze, alle capacità e alla passione dei suoi aderenti, sarebbe utile conoscere quali risultati reali ha conseguito in oltre sessanta anni di attività, quali sono i principi ispiratori della sua azione condivisi dalla nostra amministrazione.
Cercando di documentarsi sulla associazione, non si hanno notizie di azioni concrete per altre città italiane, come accenna l’assessore, si apprende solo di convegni e seminari, dei quali, a livello nazionale l’ultimo si è tenuto nel 2012.

A fronte di questa informazione carente sulla problematica che coinvolge tutta la città, senza notizie sul progetto al quale si vuole lavorare, si sa solo, in un italiano poco comprensibile, che si è svolto il primo di una serie di incontri che ha già coinvolto Istituzioni, Enti, tecnici comunali, associazioni di categoria e anche qualche cittadino che, venuto a sapere dell’iniziativa, ha voluto partecipare.
Ma quali sono queste istituzioni, questi Enti, questi tecnici comunali, quali le associazioni di categoria?
Se l’incontro è aperto anche ai cittadini che ne vengono a conoscenza, come mai non lo si rende aperto alla comunità, come sarebbe d’uopo?

L’incontro è, piuttosto, occasione per la solita propaganda di regime, il sindaco coglie l’occasione per fare il punto della situazione:

“Nei primi 5 anni, a parte la lunga e gravosa parentesi pandemica, abbiamo lavorato per migliorare i servizi e realizzare opere strategiche. (Quali ? NdR)
In questi 5 anni dobbiamo poggiare proprio su queste strutture (Quali ? NdR) la strategia di sviluppo.
Restaurare il parco del Castello, realizzare il polo degli uffici demografici in via Matteotti, lavorare alla rigenerazione della Vallata e al restauro del Teatro Concordia, aumentare l’offerta formativa universitaria, realizzare 2 nuove scuole, trasformare il Foro Boario in un centro fieristico versatile sono esempi di questi “pilastri di sviluppo”.
Adesso è tempo di guardare alle sfide che ci aspettano, con la partecipazione di tutti.
Non è un caso che l’attuazione del Piano strategico per il turismo sia partita incontrando gli operatori zona per zona; non è un caso questa iniziativa con Ancsa specifica per il Centro.
Non è un caso, soprattutto, l’incontro di sabato per cominciare a scrivere insieme il Piano strategico ventennale “Ragusa 2043”, che include proprio il piano turistico e quello per il Centro.
Come ogni città (e la testimonianza di Ancsa lo dimostra), Ragusa ha i suoi problemi quotidiani da gestire, ma al tempo stesso noi, tutti noi insieme, abbiamo il dovere di guardare alle sfide di domani con lungimiranza. Il mondo cambia e non ci aspetta”.

Per restare sull’argomento, del centro storico si parla poco, si infarcisce la propaganda con il Parco del Castello e con il Polo Fieristico del Foro Boario, ormai del tutto anacronistico, si sfruttano la costruzione di nuovi edifici scolastici e l’aumento dell’offerta formativa, mettendo insieme Piano Strategico del Turismo, Piano ventennale Ragusa 2043 e questa sconosciuta iniziativa con l’ANCSA, per programmi che si allungano sempre di più nel futuro non prossimo.
Di concreto ancora molto poco, e questo doveva essere il mandato della continuità amministrativa che doveva concretizzare quanto progettato nei primi cinque anni.

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