I pentastellati di Ragusa autori di una nota sulle scene del Consiglio comunale che lascia trasparire solo, come nei migliori melodrammi, la suddivisione manichea dei personaggi in buoni e cattivi.
Gli attacchi all’amministrazione e al gruppo consiliare a cinque stelle sono ormai costanti e consueti, frutto di precise strategie studiate a tavolino e forti di qualsivoglia nuova entrata, senza distinzione di colore e di caratura politica.
Ne è la prova un passaggio di un comunicato di un Laboratorio politico vicino all’opposizione che intravede addirittura “quanto di buono c’è in quello sconclusionato movimento politico”, riferendosi alla consigliera Marabita nell’ambito del Movimento 5 Stelle.
Le opposizioni sfornano comunicati come fossero biscotti, tutti dello stesso sapore, aspro, pungente, che non bada a contraddizioni e a palesi non verità. Uno per tutti il comunicato dei consiglieri renziani del PD, D’Asta e Chiavola che attaccano, periodicamente, l’assessore al Bilancio Martorana per le sue politiche finanziarie che gravano sulla città e sui contribuenti.
I due fanno discorsi strani, fanno finta di disconoscere la paternità dell’anagrafe tributaria, fanno strani discorsi su vessazioni che subirebbero i contribuenti ma che non vengono specificate, non sprecano una sola parola a favore della lotta all’evasione, fanno capire che gli accertamenti dovrebbero essere più morbidi.
L’assessore Martorana mette a frutto la sua educazione salesiana e usa toni scanzonati per smontare le critiche, senza però denunciare le stranezze, le contraddizioni e i toni ambigui di chi vorrebbe alleggerire se non gli accertamenti, di certo gli effetti.
Tralasciando i legami nuovi con il vecchio sindaco, non si può non tenere conto che a Roma e a Palermo governa il PD e i suoi esponenti, in zona, dovrebbero vergognarsi di apparire in pubblico, per come attestano le dichiarazioni di autorevoli leader nazionali del partito sulle politiche renziane
Ma i grillini, rivali numero 1 dei democratici, faticano a impostare la retorica politica, frutto di una comunicazione che si mantiene su livelli scolastici.
Stesso difetto dei componenti del gruppo a 5 Stelle al Comune di Ragusa, il cambio del capogruppo ha portato un tono di vivacità nella comunicazione che, però, risente sempre di un’indole signorile, e si sa, in politica comportarsi da signori non paga
I consiglieri comunali a cinque stelle, si presume, (e si spera ,ndr) con l’esclusione della Marabita, esprimono rammarico per l’andamento dei lavori d’aula.
Dove vogliono arrivare, di questo passo, così felpato, resta ancora un mistero, dopo 43 mesi di amministrazione a 5 Stelle.
Il gioco a nascondino sul numero legale, replicato fino all’ultima seduta e condotto anche senza contezza dei numeri, basta, da solo, a qualificare una opposizione da avanspettacolo, qualificata appunto nella consueta sceneggiata che precede ogni seduta.
Che l’amministrazione Piccitto non goda più della maggioranza in aula è ormai certificato, con quindici consiglieri non si va da nessuna parte, il gruppo mostra difficoltà anche per dodici presenze da esibire al terzo appello per mancanza del numero legale.
Tutto il resto, per ostentare il ruolo determinante delle opposizioni frantumate, è solo farsa.
Ma i grillini non lo gridano, impegnati come sono a contarsi per radunare elementi dediti a lavoro, cene, feste e quant’altro, cozza con il mandato conferito dagli elettori, in verità assai pochi.
Si esprime l’auspicio che la situazione possa essere attentamente valutata anche dai colleghi delle varie opposizioni, se ne ricava che i grillini non hanno capito chi sono i pupari, chi gestisce i fili delle marionette.
Si assiste, impotenti, alle uscite della consigliera Marabita che ostenta il programma elettorale del Movimento 5 Stelle, ma non si è espressa, compiutamente, sui temi oggetto di critica, né ha sottoposto Ordini del giorno o Atti di indirizzo da sottoporre all’aula sulle materie oggetto di contenzioso interno al Movimento.
Perché non ci parla di art. 48, di costruzioni in verde agricolo, di varianti al PRG e di vincoli scaduti?
Ma questo, con comprensione democristiana, i grillini di Ragusa, quelli ufficiali, riconosciuti dai vertici, non lo chiedono.
Lamentano, i cinque stelle di Ragusa, ingerenze nei fatti interni del Movimento, palesemente e in maniera scorretta dimostrate con la forsennata accoglienza alla dissidente Marabita per annullare la maggioranza: perché la Marabita non ha cambiato partito, come la Castro o la Nicita, ma si dichiara a tutti gli effetti una 5 Stelle, con la quale nessuno si fa scrupolo di allearsi, anche dopo precedenti negative esperienze.
In questo gioco al massacro, però, i grillini non tirano fuori i retroscena degli accordi per il ballottaggio e quelli che riguardarono i mancati accordi, solo sussurri, ma niente di ufficiale, nulla sollecitano sul disallineamento dei fondi della Legge su Ibla (a proposito, il 13 gennaio sono passati i tre mesi a disposizione della Commissione di Indagine, ma tutto, democristianamente, TACE – ndr).
In definitiva un comunicato edulcorato, una sorta di zolletta di zucchero, solitamente destinata ai purosangue equini, che si vuole offrire a belve bramose solo di addentare l’avversario politico.
Come pure il comunicato non ha evidenziato il disinteresse delle opposizioni per un atto che andava incontro alle esigenze dei cittadini. Gli emendamenti finalizzati a più favorevoli applicazioni per l’utenza sono stati proposti dai consiglieri Stevanato e Agosta, oltre che dal gruppo di Maurizio Tumino che si conferma come gruppo di opposizione responsabile, che non manca di sottolineare i deficit dell’amministrazione Piccito ma dimostra di non volerne una fine prematura per meri calcoli elettoralistici; alcune componenti delle opposizioni si sono, addirittura, defilate, non può essere di giustificazione l’evidente imbarazzo per i comportamenti della Marabita, emigrata dal gruppo pentastellato e, di fatto, accolta nel barcone delle opposizioni.
Anche questo non è stato enfatizzato in maniera opportuna, i grillini hanno difficoltà a riconoscere l’atteggiamento responsabile del gruppo di Maurizio Tumino, non si sono volute spendere parole per le misure adottate a sostegno dei cittadini che le opposizioni descrivono, a parole, in un momento particolare di crisi economica e sociale, misure, peraltro, studiate e adottate dal governo centrale.
Addirittura si sussurra che qualcuno abbia potuto pensare a mosse preordinate per boicottare l’esame del regolamento per le agevolazioni, si è quasi imbarazzati nel riportare impressioni diffuse che sono rilevabili anche dalla serie di interventi seguiti alla commozione della Marabita, interventi fluidi, scorrevoli, sinteticamente organizzati, senza pause, senza incertezze, declamati in scioltezza come non mai, che hanno, inevitabilmente, instillato in qualcuno, di certo malpensante, che si stesse trattando di un copione studiato.
Ma neanche questo i grillini hanno voglia di gridare, basta solo una lavagna dove scrivere buoni e cattivi.
